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PUC di “Santa”

Lo “specchietto per le allodole” della “crescita zero” Nell’illustrare le cosiddette linee guida del PUC (che sarà portato all’approvazione del Consiglio comunale l’11 del corrente mese) il Sindaco di Santa Margherita Ligure Roberto De Marchi ha introdotto il suo “accorato” discorso, autodefinendosi il “Vice Sindaco anticemento” della storica era di Raffaele Bottino.
Non risulta che Raffaele Bottino si sia mai autoproclamato “Sindaco anticemento”. Non ne aveva necessità: lo era.
È poi ritornato, a ridefinire “apocrife” (di indubbio etimo e di significato: “ciò che è tenuto nascosto”, “occulto”, “segreto”, “non autentico”, “il cui vero autore è ignoto”, eccetera), le bozze del PUC ampiamente diffuso in tutta la città.
Mai, forse, aggettivo è stato usato più appropriatamente, nei suoi diversi significati.
La presentazione del Sindaco, comunque, è stata mirata ad attribuire al PUC una rigorosa vocazione paesaggistica, ambientalista, estetica e sociale (definita ben superiore a quanto lo ha preceduto).
Una “crescita zero”, che rappresenta il classico “specchietto per le allodole” sul piano mediatico, mentre la realtà non sembra così idilliaca, dal momento che, nel nome della “riqualificazione”, si apriranno nuovi spazi per vere e proprie speculazioni immobiliari.
In particolare, sono state ampliamente illustrate notevoli situazioni di “degrado” cittadino (per vero con una scelta di immagini poco leggibili, come nel caso dell’Ospedale vecchio di Via Roma), cui il piano dichiara di voler rimediare.
Come noto Il Comitato “Difendi Santa” si è costituito per la difesa paesaggistica e ambientale di S. Margherita Ligure e del Porto, con la sua unicità e tipicità.
Per ora, pertanto, si fa il punto relativamente a questo argomento, con alcune brevi annotazioni.
A proposito dell’area portuale il Sindaco e l’architetto Giardino hanno sottolineato:
1° che il molo sopraflutto non potrebbe essere allungato;
2° che verrebbe potenziata la soffolta di scogli che protegge il molo di sopraflutto;
3° che l’ area ex Spertini, diverrebbe privata e verrebbe sopraelevata di “soli” mt. 1,30, restando peraltro generico quanto potrebbe esservi inserito (cabine, ombrelloni, altro?);
4° che a partire da un non ben definito punto, a confine dell’ex area Spertini e del preesistente insediamento de “La Valletta”, dovrebbe iniziare la “riqualificazione” di tutta la parte retrostante il Porto, fino al molo di sopraflutto (compreso), con una struttura, da considerarsi inscindibile nella sua destinazione interamente commerciale, inglobante Bagni Rosa, La Valletta, Bagni Sirena, Casa del Mare (che verrebbe demolita e rifatta), di cui sono specificate le superficie occupate e non le quote (!);
5° che verrebbe rifatto e allargato con una nuova opera, il marciapiede, che dai Giardini Pubblici porta al Piazzale S. Erasmo, eccetera.
A precisa domanda circa la quota, – della o delle strutture, di cui verrebbe prevista la realizzazione nella parte retrostante il Porto -, l’arch. Giardino ha “tentato” un verbale calcolo, che porterebbe questa quota a circa m. 9,50 (coerente col fatto che dovrebbe inglobare una nuova Casa del Mare), e, cioè, una vera “muraglia cinese”.
Ha, peraltro, concluso che il PUC lascerebbe alla “sensibilità del o dei progettisti privati”, che vogliono realizzare un progetto immobiliare, ogni decisione su questo fondamentale argomento.
Il PUC, in altri termini non detta regole.
 
Già un primo esame di quest’ultimo PUC consente di verificare che le bozze del PUC, che avevano avuto ampia divulgazione in città, non sono assolutamente cambiate in molti punti qualificanti e determinanti relativi all’area portuale e che il documento appare pertanto strutturato sulla falsa riga dei progetti presentati dai privati in Comune, tali da cambiare drasticamente la natura di S. Margherita e del suo paesaggio a vantaggio di meri aspetti “mercantili”, definiti di “riqualificazione”.
È questa la proclamata vocazione paesaggistica, ambientalista, estetica del Sindaco?
Il Comitato “Difendi Santa” farà seguire, comunque, un attento esame dai parte dei tecnici, per le osservazioni e gli interventi del caso.
 
Per un punto fermo sulla situazione, sulla scorta dei due Esposti presentati il 22 febbraio e il 13 marzo scorsi dal Comitato “Difendi Santa” sui rischi di insabbiamento delle foci dei torrenti Magistrato e San Siro e del bacino portuale, la Procura di Chiavari sembra abbia avviato un’indagine conoscitiva.
Chissà che qualcuno non abbia anche la curiosità di andare a vedere, e “decifrare”, come si è formato, nel suo iter amministrativo in corso, il PUC!

Comitato “Difendi Santa”