Intervista a Gianni Caprini
Sabato 26 maggio a partire dalle ore 18.00 presso il Parco Turistico Commerciale Molo 8.44 di Vado Ligure si terrà una grande riunione di pugilato che vedrà coinvolti in avvincenti incontri e sfide all’ultimo round alcuni tra i massimi campioni della disciplina a livello nazionale. L’incontro vede affrontarsi la rappresentativa piemontese della pugilistica della città di Biella contro la pugilistica ligure di Cairo Montenotte. Spiccano sicuramente i nomi dei due fratelli della Pugilistica Cairese – società organizzatrice di questa giornata in collaborazione con il Parco Commerciale di Vado Ligure – Alim Boufrakech, campione Youth Nord-Centro Italia e Isole, nonché campione ligure in carica; e Sedik Boufrakech, campione della cintura ‘Quattro Regioni’. Per chi vorrà avvicinarsi alla disciplina, sarà anche possibile, a partire dalle ore 15.00, sperimentare l’esperienza di prendere confidenza con i guantoni sul ring regolamentare che ospiterà gli incontri. Gli stage di pugilato sono gratuiti e aperti a grandi e piccoli.
Ma conosciamo meglio questo sport, ascoltando le parole, sentite e coinvolte, di Gianni Caprini, maestro storico della Pugilistica Cairese.
Dal momento che questo sport è uno di quelli che è amato alla follia da chi lo pratica e respinto con altrettanta fermezza da suoi detrattori, la prima domanda non può che essere “perché la boxe”?
Tentare di spiegare, di comunicare una passione come quella per la boxe a chi si avvicini per la prima volta a questa disciplina è compito arduo ed entusiasmante allo stesso tempo. La nostra sfida è quella di aprire le porte al pugilato. La boxe è gesto, tensione perenne, ricerca, volontà. Il nostro maestro utilizza sempre le parole “sacrificio”, “umiltà”, “disciplina” e “rispetto”. È tutto questo, e non solo questo. La boxe bisogna vederla. E io credo che chi si avvicini senza preconcetti a questo sport non potrà che amarlo. Il nostro più grande desiderio è quello di far avvicinare il pubblico, uomini e donne, a questo tipo di pratica sportiva; vorremmo chiarire e correggere ciò che i luoghi comuni hanno sempre raccontato del pugilato.
La boxe è o non è uno sport violento?
Saremmo degli ipocriti se dicessimo che la violenza non fa parte del nostro sport, ma questa è soltanto una parte, forse la più evidente – è vero – ma non la più importante sicuramente. La boxe insegna rigore e disciplina, oltre che fisica anche mentale. Ha una valenza pedagogica ed educativa. La negativa e dura critica mossa al pugilato da parte degli organi di informazione in seguito ad episodi isolati ha determinato, negli ultimi decenni, una profonda crisi in un settore sportivo già soggetto a falsi pregiudizi e poca considerazione da parte dei mass-media. Già i genitori malvolentieri accettano l’idea del proprio figlio boxer, perché considerano il pugilato esclusivamente – ed aprioristicamente – uno sport brutale, violento e pericoloso. Inoltre, pochi sono i ragazzi che si avvicinano a questa disciplina, e ancor meno sono coloro che conoscono i numerosi risvolti positivi che il pugilato offre. Di recente, con apposito protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, attraverso il progetto P.E.S. – acronimo di “progetto educativo scolastico” –, si è instaurata una collaborazione tra vari istituti di scuola media e superiore con alcune palestre di boxe, che ha dato risultati inaspettati.
Che cos’è la Pugilistica Cairese, come nasce?
La Pugilistica Cairese trova i suoi inizi sportivi nell’anno agonistico 1989/90. I primi due pugili agonisti sono stati Alessandro e Mario Caprini, due ragazzi cairesi provenienti dalla Pugilistica Savonese, entrambi campioni liguri novizi. Alessandro diviene vicecampione Centro-Nord, Mario campione Centro-Nord e vicecampione italiano, categoria peso Mosca-Gallo – 1^ convocazione in Nazionale. Parlando di Pugilistica Cairese un cenno di particolare orgoglio va per il maestro Roberto Cirelli, nome di spicco nel panorama pugilistico italiano e internazionale con un background di pugile professionista ad altissimi livelli.
Quali sono i campioni forgiati dalla palestra?
La Pugilistica Cairese può farsi vanto del nome di atleti di spicco nel panorama pugilistico nazionale, quali Matteo D’Alleva, due volte campione ligure peso Piuma II serie, Claudio Imbimbo, peso Medio-Massimo, due volte campione regionale Jr, arrivato per ben due volte in finale al titolo italiano. Edoardo Avanzini, finalista al titolo italiano Jr del 2007, Cesare Buschiazzo e Francesco Rindone, entrambi campioni regionali pesi Medio-Massimi Jr; e Stefano Cherch, peso Mosca, giunto primo nelle classifiche boxe ring del 2008.
Parliamo invece dei successi più recenti…
Nel 2011 i pugili della Cairese hanno disputato 31 combattimenti, ottenendo 18 vittorie, 7 pareggi e 6 sconfitte. Questo risultato rappresenta il miglior punteggio fra tutte le società liguri di pugilato. Vanto attuale della palestra è il pugile Halim Boufrakech, ormai stabilmente nei primi cinque posti delle classifiche italiane. Nella palestra si allena e combatte anche il fratello Sedik Boufrakech, vincitore della cintura interregionale tra Liguria, Piemonte e Emilia Romagna, premiato per ben tre volte miglior pugile. Sedik vanta, per il 2011, sette incontri con cinque vittorie di cui tre per KO. Insomma, possiamo dire senza tema di smentite che la Pugilistica Cairese stia divenendo sempre più una fucina di giovani campioni ormai riconosciuta a livello nazionale.
Da chi può essere praticata la boxe?
La boxe può essere praticata da persone di tutte le età, poiché l’intensità d’esercizio non ha alcun vincolo e sviluppa forza esplosiva, velocità, reattività e coordinazione. Sia a livello cardiovascolare sia sul piano della tonificazione muscolare la boxe è ottima; ma soprattutto è un ottimo “consulente psicologico”, dal momento che aiuta a scaricare ogni genere di tensione nervosa. Essere pugili non vuol dire avere all’attivo decine di incontri dilettantistici o professionistici, bensì significa sentirsi tali, e raccontare un po’ di se stessi con l’espressione fisica, un’espressione pura e genuina come il pugilato può insegnare. La boxe è per tutti, perché non tutti i pugili devono necessariamente salire sul ring per fare della buona boxe, ma tutti i pugili devono allenarsi per fare della vera boxe.






