Il 15 novembre al Salone “ABCD+Orientamenti”, Salone Italiano dell’Educazione, dell’Orientamento e del Lavoro della Fiera di Genova, nella Sala E dalle ore 16 alle ore 18, si svolgerà il convegno “GIOVANI E LAVORO: NUOVE PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI”.
All’iniziativa a scopo filantropico e apolitico parteciperanno l’Assessore Regionale all’Istruzione e formazione, Sergio Rossetti ed il Consigliere Regionale Franco Rocca. Interverranno Luca Costi, Segretario Regionale della “Confartigianato Liguria”, Valeria Federici, Avvocato, Accademia di Diritto, Mediazione e Arbitrato “Adma” e docente corso mediazione civile Università di Genova, Sebastiano Serpico, Presidente “ISICT- Istituto Superiore di studi in tecnologie dell’informazione e della Comunicazione”, Fabio Zambarino, Segretario Regionale “Coldiretti Giovani Impresa”.
La Liguria sogna, nonostante la crisi, la sfiducia generale, la paura di un momento così difficile. La Liguria crede in un domani migliore e nei suoi giovani. Nasce da queste semplici, eppure fondamentali considerazioni, la campagna di promozione dell’edizione 2013 del Salone “ABCD+Orientamenti”. La Regione Liguria ha infatti deciso di lanciare la campagna “Io ho un sogno…nella vita, nello studio e nel lavoro”, mutuata dalla celebre frase “I have a dream” pronunciata da Martin Luther King, uomo simbolo dell’impegno civile, davanti al “Lincoln Memorial” di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili, che festeggia quest’anno i suoi 50 anni. Si vuole promuovere un messaggio importante, che possa essere preso a modello dai 45.000 studenti che ogni anno visitano il Salone, un messaggio positivo per le giovani generazioni. L’edizione 2013 di ABCD dedica uno spazio rilevante al Ministero dell’Istruzione, università e ricerca, con il coordinamento della Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi, che porterà a Genova oltre duecento docenti e dirigenti impegnati nel Piano nazionale scuola digitale, protagonisti nei loro ambienti di nuovi modi di fare scuola.
Luca Costi, Segretario Regionale della “Confartigianato Liguria”, approfondirà il recente patto per il lavoro nel settore turistico: “Confartigianato Liguria esprime soddisfazione per la firma del “Patto per la difesa e lo sviluppo del lavoro nel settore turistico”. Il provvedimento, sottoscritto dalla Regione Liguria (prima in tutta Italia) con gli assessori Angelo Berlangieri (Turismo) e Enrico Vesco (Lavoro), i sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil, Confcommercio Ascom, Upa, Cna, Confartigianato, Confesercenti, Urlat-Federalberghi, Confindustria, servirà a sostenere e a chiedere al Governo ammortizzatori sociali per stabilizzare i lavoratori del comparto turistico, ad avviare la formazione e i tirocini indennizzati per i giovani, per tutelare il lavoro stagionale e promuovere l’incontro domanda e offerta di lavoro nel settore turistico nell’area Alcotra Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Paca e Rhone Alpes. Nella nostra regione la crisi attuale ha infatti avuto risvolti negativi anche per il settore del turismo causando ripercussioni negative per l’occupazione del settore che conta oltre 54mila lavoratori dipendenti, molti dei quali “stagionali” e, quindi, senza occupazione nel periodo invernale. Sono così previsti: bandi, attraverso fondi del Ministero del Lavoro, con incentivi economici alle imprese per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. l’avvio di uno o più poli tecnico professionali liguri per il turismo, con risorse pubbliche e private, accordi specifici tra le parti sociali per trovare soluzioni con il sistema degli enti bilaterali per i lavoratori di aziende del settore in crisi. Inoltre sono stati recentemente approvati i nuovi schemi di convenzione e progetto formativo per l’attivazione di tirocini extra – curriculari ed estivi nell’ambito del territorio ligure. La pubblicazione del decreto di approvazione sul Bollettino Ufficilale della Regione Liguria ha reso efficaci tutte le disposizioni approvate nella nuova disciplina regionale aggiornata per recepire le “Linee guida in materia di tirocini” sottoscritte a livello nazionale lo scorso 24 gennaio. Si tratta quindi di una nuova disciplina regionale in materia di tirocini ed approvazione dei nuovi schemi di convenzione e progetto formativo”.
Valeria Federici, Avvocato dell’Accademia di Diritto, Mediazione e Arbitrato “Adma” e docente corso mediazione civile Università di Genova, spiegherà che cos’è la mediazione civile, istituto reso recentemente obbligatorio con la nuova riforma del “Decreto del Fare” che rappresenta uno dei pilastri fondamentali della riforma del processo civile. La mediazione civile ha lo scopo di far addivenire le parti a una conciliazione attraverso l’opera di un mediatore, vale a dire un soggetto professionale, qualificato e terzo che aiuti le parti in conflitto a comporre una controversia. Il mediatore assiste le parti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia e nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa. Il compito principale del mediatore (organismo pubblico o privato controllato dal Ministero della Giustizia) è quello di condurre le parti all’accordo amichevole, assistendole nel confronto e rimuovendo ogni ostacolo che possa impedire il raggiungimento di una soluzione condivisa. Il mediatore non ha alcun potere di emettere soluzioni vincolanti per le parti, ma si limita a gestire i tempi e le fasi della stessa, lasciando alle parti coinvolte il controllo sul contenuto dell’accordo finale. La mediazione civile, rispetto a precedenti istituti finalizzati alla composizione dei conflitti, è uno strumento innovativo di portata generale riguardante tutte le controversie civili e commerciali. L’informalità della procedura di mediazione consente alle parti di sentirsi libere di partecipare agli incontri nella maniera che ritengono più opportuna consentendo al mediatore di svolgere il proprio ruolo senza alcun vincolo di procedura. La mediazione è anche una procedura rapida, essa deve necessariamente concludersi entro 4 mesi dall’avvio della stessa; è anche una prassi conveniente perché sia le tariffe dei mediatori professionali che i costi di segreteria, commisurati al valore della controversia, sono di importo ridotto soprattutto se si tiene in considerazione il vantaggio che si può conseguire mediante la sottoscrizione di un accordo in tempi rapidi e con una comune soddisfazione per tutti.
Il presidente dell’ISICT, Sebastiano Serpico, spiegherà che “l’istituto è un Consorzio tra Università, Imprese Industriali, Enti locali ed associazioni di categoria che offre percorsi formativi di eccellenza agli studenti dell’Università di Genova iscritti ai corsi di laurea del settore ICT. Sede del polo formativo dell’Information and Communication Technology è l’Istituto Superiore di Studi in Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ISICT) che si è dotato di elementi di eccellenza che contribuiscono ad arricchire il capitale di risorse umane e stimolano il raggiungimento di elevati standard qualitativi nella formazione al fine di motivare ed attrarre potenziali allievi da formare. È importante il contributo che si è sviluppato mediante la collaborazione con i Centri di ricerca, le Istituzioni scolastiche ed i Centri di formazione professionale. Questo istituto propone un nuovo modello di alta formazione il cui punto di forza è proprio la forte integrazione con il tessuto imprenditoriale. La sua mission è, infatti, promuovere, in ambito formativo, la collaborazione fra università, aziende ed enti per organizzare iniziative ed eventi di alta formazione universitaria e post universitaria che si integrino con l’offerta formativa tradizionale. I nostri docenti sono spesso dirigenti di azienda e per favorire da parte dei nostri allievi la conoscenza del mercato del lavoro ed un maggiore contatto con le problematiche aziendali, organizziamo vere e proprie visite in azienda alle quali aggiungiamo stage in azienda e tirocini. Facciamo il possibile per favorire l’internazionalizzazione; per esempio, organizziamo seminari tenuti da docenti che provengono dall’estero e incentiviamo gli scambi con l’estero. Queste iniziative sono finanziate dai contributi dei nostri soci e per raccogliere i fondi organizziamo anche progetti formativi per i quali beneficiamo di contributi regionali. Il polo dell’ICT abbraccia tutta la filiera dell’istruzione e della formazione nell’Information and Communication Technology; consente di offrire e armonizzare i percorsi formativi nella loro interezza. Il polo è un sistema “a rete” che include una struttura preposta alla gestione del Polo stesso e le sedi scolastiche e formative accreditate. Coinvolge, insomma, tutti gli attori della formazione e quelle istituzioni che, con le loro competenze, possono indirizzare e valutare l’attività formativa in funzione dei fabbisogni e delle potenzialità di sviluppo sociale ed economico del territorio. Inoltre è un’importante realtà territoriale per la formazione nell’ambito di un settore strategico ed è dotata di una struttura ben organizzata, con funzioni di valutazione, coordinamento e promozione che pone la Liguria all’avanguardia, in questo settore, nel panorama internazionale. La nostra attività principale è di eccellenza nelle scuole superiori ed universitarie introducendo nei percorsi di studio la modernità di un modello altamente innovativo”.
L’intervento del Segretario Regionale “Coldiretti Giovani Impresa” Fabio Zambarino farà riferimento alla crisi ed al momento che sta attraversando il nostro Paese: “in questo scenario in cui il giovane non ha neanche più il coraggio di sognare, ma si adatterebbe a qualsiasi lavoro, e dove come da recenti sondaggi il 51% sarebbe pronto ad espatriare perchè non vede un futuro in Italia, una buona risposta viene proprio dal comparto agricolo che registra nel 2012/2013 un aumento del 3,6% di assunzioni ed un 4,2% di nuove aziende under 30. I giovani ci credono ancora e vogliono attuare il loro sogno aziendale con PASSIONE. Pertanto mi sento di dire che oggi l’agricoltura, multifunzionale e più moderna di quella di un tempo, può offrire davvero molto ai giovani che vogliono rimanere nel nostro paese, perchè l’agricoltura di oggi non è più quel lavoro che nei tempi che furono qualcuno si vergognava quasi di pronunciare…ma un’azienda, anzi un’impresa agricola che nei nostri attuali tempi ha bisogno di un personale altamente qualificato ed istruito come agrotecnici, biologi, cuochi, ragionieri ed anche maestre! Grazie alla legge di orientamento, si è dato vita alla multifunzionalità in agricoltura ed oggi gestire un’impresa agricola non vuol dire solo coltivare la terra, ma trasformare i prodotti e saperli offrire/presentare, saperci mettere la faccia, coordinare magari anche un’attività ricettiva agrituristica, un agricampeggio, laboratori di trasformazione, locali per la vendita diretta, organizzarsi per la vendita itinerante e per ultimo fattorie didattiche ed agriasilo. In controtendenza con l’aumento dei disoccupati e degli sfiduciati nel nostro Paese crescono le assunzioni nelle aziende agricole del 3,6 per cento rispetto allo scorso anno, anche per la grande spinta all’innovazione generata dalle imprese condotte da giovani. La crescita di opportunità nel settore agricolo è resa evidente dal boom del 29 per cento delle iscrizioni negli istituti professionali agricoli e del 13 per cento negli istituti tecnici di agraria, agroalimentare ed agroindustria, secondo una analisi della Coldiretti sui dati relativi alle iscrizioni al primo anno delle scuole secondarie di II grado statali e paritarie per l’anno scolastico 2012/2013 divulgati dal Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Si tratta di una conferma del fatto che in agricoltura il lavoro c’è sia per chi vuole trovare una opportunità di occupazione, magari stagionale, sia per chi vuole intraprendere. Sono quasi 59mila le imprese agricole condotte da giovani “under 30” iscritte alla Camere di commercio, dove rappresentano oltre il 7 per cento del totale, secondo la Coldiretti. Circa il 70 per cento delle imprese giovani – continua la Coldiretti – opera in attività multifunzionali: dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici. La domanda di lavoratori si registra infatti per figure professionali tradizionali che vanno dal trattorista al taglialegna fino al potatore, ma anche per quelle innovative all’interno dell’impresa agricola come l’addetto alla vendita diretta di prodotti tipici, alla macellazione, alla vinificazione o alla produzione di yogurt e formaggi. Settori nei quali si evidenzia un alto tasso di creatività ed innovazione”.






