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“Dove sono finiti gli spazi legalizzati promessi ai writers?”

Ci si lamenta, giustamente, quando muri di case private o monumenti vengono “imbrattati” dai writers che, per dare sfogo alla loro passione di artisti di strada, esprimono tutta la loro arte su pareti che devono poi essere pulite spendendo fior di quattrini o, più spesso, sono destinate a rimanere così, nella speranza che le intemperie, con il passare degli anni, scoloriscano la pittura o di volontari che le ripuliscono.

A Sarzana, “la base dei piloni del viadotto autostradale che sovrastano il quartiere di Battifollo è stata individuata quale spazio per i writers che qui potranno sbizzarrirsi senza violare spazi pubblici e privati, o peggio ancora i monumenti storici. Si tratta di spazi resi fruibili grazie all’accordo stipulato tra Comune e Salt, la società autostradale ligure-toscana che, venendo incontro alle richieste avanzate dall’amministrazione ha deciso “di mettere a disposizione di giovani artisti che si dedicano all’arte dei murales la base dei piloni del viadotto autostradale”.

Ragazzi, assolutamente “normali”, dall’aspetto uguale a tanti altri, che s’incontrano per strada e che, lungi dal voler commettere infrazioni, chiedono solamente di non essere presi a male parole da chi, passando, li vede disegnare su questi muri, cosa assolutamente legale e autorizzata, desiderano poter dare sfogo alla loro arte nel rispetto degli altri e si chiedono se le dichiarazioni che l’allora sindaco Caleo aveva fatto in occasione dell’apertura del sottopasso di Crociata
sono ancora valide se erano una “promessa” di attribuzione di una nuova area per i loro graffiti o una semplice provocazione. Poi fu la volta delle promesse dell’allora assessore Giovanni Vasoli che sulle pagine di CittadellaSpezia spiegava che “il graffitismo, è indubbiamente una manifestazione sociale, culturale oltre che artistica diffusa in tutto il pianeta basata su una creatività che si esprime soprattutto tramite interventi pittorici nel tessuto urbano, purtroppo spesso associata a veri e propri atti di vandalismo. Ho avuto l’opportunità di seguire da vicino questi ragazzi e non nego di aver
individuato in loro una vena artistica che penso debba avere la possibilità di esprimersi in spazi dedicati e nel rispetto di tutti…”. Tutto questo promesse, belle parole, peccato che non siano seguiti i fatti. A volte, per evitare un grande problema, è sufficiente andare incontro, con buona volontà e giuste proposte, a chi potrebbe crearlo.

IL CITTADINO SARZANA