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“Giornata della memoria” a S. Margherita Ligure

In occasione del Giorno della Memoria L’A.N.P.I. di S. Margherita Ligure – Portofino, i Servizi Bibliotecari del Comune di S. Margherita Ligure e l’Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano organizzano un incontro testimonianza con Felice De Sanctis, ovvero il partigiano “Cino”.  Per l’occasione Angela Persici presenterà il volume “Da Sant’Anna di Stazzema a… Prigioniero del Terzo Reich” edito da MB (Promedio Soc. Coop.)

L’incontro si terrà venerdì 27 gennaio presso la Biblioteca Civica “A. e A. Vago” di S. Margherita Ligure, in Via Cervetti Vignolo, 25 alle ore 16,30. Ingresso libero

Il volume è stato scritto da Felice De Sanctis con Orazio Pizzigoni e narra la vera storia del “partigiano Cino” lavoratore-schiavo che deve la vita alla solidarietà umana di alcuni tedeschi. De Sanctis è stato partigiano della Xbis Brigata Garibaldi “Gino Lombardi” e dopo i fatti di Sant’Anna di Stazzema fu catturato dai tedeschi e deportato in Germania dove vi rimase prigioniero per un anno. Anche Orazio Pizzigoni ha militato nella Resistenza.A Sant’Anna di Stazzema, la mattina del 12 agosto 1944, si consumò uno dei più atroci crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nel secondo dopoguerra in Italia. La furia omicida dei nazi-fascisti si abbatté improvvisa e implacabile, su tutto e su tutti. Nel giro di poche ore, nei borghi del piccolo paese, alla Vaccareccia, alle Case, al Moco, al Pero, ai Coletti, centinaia e centinaia di corpi rimasero a terra, senza vita, trucidati, bruciati, straziati, 560 furono le vittime innocenti, in maggior parte donne, vecchi e bambini. Non si trattò di rappresaglia (ovvero di un crimine compiuto in risposta a una determinata azione del nemico): come è emerso dalle indagini della procura militare di La Spezia; infatti, si trattò di unatto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la popolazione, la loro volontà e tenerla sotto controllo grazie al terrore. L’obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti nella zona. La ricostruzione degli avvenimenti, l’attribuzione delle responsabilità e le motivazioni che hanno originato l’Eccidio sono state possibili grazie al processo svoltosi al Tribunale militare della Spezia conclusosi nel 2005 con la condanna all’ergastolo per dieci SS colpevoli del massacro; sentenza confermata in Appello nel 2006  e ratificata in Cassazione nel 2007. Nella prima fase processuale si è svolto, grazie al pubblico ministero Marco de Paolis, un imponente lavoro investigativo, cui sono seguite le testimonianze in aula di superstiti, di periti storici e persino di due SS appartenute al battaglione che massacrò centinaia di persone a Sant’Anna. Fondamentale, nel 1994, anche la scoperta avvenuta a Roma, negli scantinati di Palazzo Cesi, di un armadio chiuso e girato con le ante verso il muro, ribattezzato poi “armadio della Vergogna”, poiché nascondeva da oltre 40 anni documenti che sarebbero risultati fondamentali ai fini di una ricerca della verità storica e giudiziaria sulle stragi nazifasciste in Italia nel secondo dopoguerra.

Il perché della pubblicazione di questo volume a più di sessant’anni dai tragici fatti accaduti a Sant’Anna “Cino” lo esprime con queste sue parole:

Ho visto sui giornali alcune foto del film uscito su Sant’Anna di Stazzema. Lo so, il cinema per sua natura romanza vicende che, invece, a parer mio, hanno bisogno soprattutto di verità. A quella verità mi aggrappo pensando sia a Sant’Anna di Stazzema, sia alla mia esperienza di prigioniero per un anno intero del Terzo Reich …   Lì, nella Germania del 1944-45, ho capito che il senso di umanità del popolo tedesco era stato forse seppellito dal regime nazista sotto una montagna di paura ma non era morto …

Durante la mattina del 27 gennaio a partire dalle ore 9,30 “Cino” incontrerà gli studenti della Scuola Media “V.G. Rossi” di Santa Margherita Ligure che hanno aderito all’iniziativa.