Ti Sposto Le Nuvole, associazione di promozione sociale con sede a Chiavari, organizza per sabato 23 marzo presso la Società Economica di Chiavari, un convegno operativo e la presentazione di un libro molto interessante. Abbiamo pensato di svolgere questo evento a ridosso della festa del papà perché è proprio dedicato a loro questo pomeriggio.
Il Convegno sarà dedicato ai conflitti coniugali e alla tutela del minore, ne parleranno importanti pedagogisti, avvocati e psicologi.
Successivamente ci sarà la presentazione del libro “Il Delirio e la Speranza”, le storie di padri separati e le loro difficoltà a incontrare i propri figli.
Dal libro “IL DELIRIO E LA SPERANZA Storie di padri separatiâ€
Un padre virtuale
di Dionisio di Francescantonio
“…E il mio rapporto col bambino è tutto qui: sono solo uno che arriva per quelle due orette scarse a settimana e sta con lui per fargli quattro coccole e per giocarci un po’, nient’altro. In questo modo so benissimo che non avrò mai la possibilità di sviluppare con lui un rapporto vero, profondo, di fargli capire che potrà sempre contare su di me, che sarò pronto a fare qualunque cosa di cui dovesse aver bisogno, in futuro e per sempre; per lo meno, non vedo come le cose possano cambiare, con sua madre che continua a considerarmi il suo peggior nemico e sopporta le mie visite solo perché gli vengono imposte. Gabriele ora è ancora piccolo, ma anche quando sarà più grande non posso non essere scettico sulla possibilità di avere con lui un colloquio chiaro, tranquillo, sincero, vista la tensione che avverto quando sua madre è vicino a noi e sapendo già che disseminerà la strada che abbiamo davanti di mille trabocchetti e difficoltà per impedirmi di avvicinarmi a mio figlio intimamente, per negarmi la possibilità di farmi conoscere da lui fino in fondo, avendo l’occasione di aprirgli serenamente il mio cuore e la mia anima.
Questa è la situazione, purtroppo: per ora agli occhi di mio figlio sono solo – come posso dire? – un abbozzo di padre, una specie di schizzo che non si sa se e quando potrà completarsi e perfezionarsi….â€
Guerra ad oltranza
di Rosa Elisa Giangoia
“…Oggi mia figlia frequenta già la terza media. La distanza che ci separa mi permette solo, tra una difficoltà e l’altra, di vederla sì e no due o tre volte al mese. Un’inezia, un niente, che mi lascia in bocca solo un senso di amaro insopportabile. Non ne posso più di vivere questa condizione di padre ai margini della vita di mia figlia, una condizione da paria, costretto a mendicare un diritto che la natura stessa mi ha dato ma che una mentalità aberrante sostenuta da una giustizia deviata non ha fatto altro che negarmi, negarmi e negarmi. Ho perso completamente la fiducia nella giustizia, in questa giustizia, perciò ho smesso definitivamente di rivolgermi al tribunale. E dopo aver scritto centinaia di lettere e petizioni a deputati, senatori, ministri, a presidenti e consiglieri regionali e comunali, a giornali e mass media d’ogni tendenza e di diversa importanza, senza mai ricevere risposta, e sottolineo mai, oggi sono qui davanti al tribunale, impegnato in uno sciopero della fame che porterò fino alle estreme conseguenze. Ormai ho toccato il punto più doloroso della mia capacità di soffrire, vi sono immerso tanto in profondità da non sapere nemmeno più se esista la possibilità di risalire.
Forse solo quando sarò morto qualcuno riconoscerà che non ho avuto giustizia…â€
Lettera di una nonna
di Rosa Elisa Giangoia
Papà era andato alla solita Mostra Scambio invernale che fa parte delle sue attività lavorative e, quando è tornato a casa la sera del terzo giorno, mi ha telefonato agitatissimo, dicendo che la tua mamma era andata via con te dai nonni e che delle tue cose, in casa, non c’era proprio più niente. In tre giorni cancellate le tracce della tua esistenza…! Non riuscivo a capacitarmi, a credere ad un evento tanto repentino, ma pregai il tuo papà di rimanere calmo, di non commettere gesti che avrebbero potuto causare danni al tuo futuro. Papà venne a vivere alcuni giorni da noi, perché era distrutto: ammise di aver avuto dissapori con la compagna che lo accusava di dare poco tempo e pochi spazi a lei e al bambino e di avere un carattere collerico e violento, ma non si sarebbe mai aspettato una risoluzione così drastica.
Cercammo tutti insieme di fare il punto della situazione, certi che i tuoi genitori sarebbero giunti ad accordi convenienti per la tua serenità . Il fatto che la mamma avesse già smantellato la casa faceva poco sperare in una riconciliazione tra i tuoi genitori, ma nel mio cuore di nonna speravo che i nostri seppur rari incontri, sarebbero continuati come prima.
Aurora
di Emanuele Scotti
La solita latteria, “campo neutro†dove si incontravano da qualche tempo per le usuali “comunicazioni di servizio†tipiche dei genitori separati. Il solito caffè offerto a turno. Da qualche tempo sentiva uno strano imperativo interiore. Chiederle perdono. Sino allora, si era sempre ritenuto incolpevole per quanto era accaduto. Certo, i suoi errori e le sue mancanze le conosceva. Ma ora era diverso: sentiva di doverle chiedere perdono per tante cose. Gli riaffioravano alla mente tante mancanze di amore, tanti gesti di insensibilità , tante cose che avrebbe dovuto capire e non aveva voluto capire, tante cose che avrebbe dovuto vedere e non aveva visto… La separazione era stato un incendio totale. – Qualcuno aveva appiccato il fuoco, pensò. – Ma quanta paglia, quanta cartaccia avevo accumulato anch’io. È stata anche colpa mia. «Hai ancora un minuto? Devo dirti qualcosa… Volevo chiederti perdono.» «Di cosa?.. Non capisco.» Non se lo aspettava, non erano i soliti discorsi sulla programmazione dei weekend alternati. Lo ascoltò in silenzio, con gli occhi lucidi che fissavano il tavolino. Restarono un interminabile istante in silenzio, l’uno davanti all’altra. Avevano un’espressione radiosa. Poi lei si alzò. Non c’era nulla da dire. Gli diede un bacio sulla guancia e se ne andò. L’uomo chiuse gli occhi e sorrise. Nulla più importava. “L’anima mia attende il Signore più che le sentinelle l’auroraâ€.






