Giovedì 6 dicembre, alle ore 21, Raffaele Cantone e Luigi Ferrarella saranno a Pavia, nell’Aula Magna dell’Università (largo La Pira), per ricordare il Prof. Vittorio Grevi, nel secondo anniversario della sua scomparsa.
Il grande giurista pavese – che figura tra i padri dell’attuale codice di procedura penale – ha dedicato tanta parte del suo impegno scientifico e civile alla diffusione di una profonda cultura antimafia nella sua città , Pavia appunto. La ricorrenza dell’anniversario sarà , quindi, un’occasione per discutere di problematiche antiche e riforme future della legislazione italiana in materia di prevenzione e lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
La serata avrà , infatti, per titolo: “Criminalità organizzata e legislazione: l’ordinamento italiano alla prova dei reati di mafiaâ€.
Raffaele Cantone è giudice della Suprema Corte di cassazione, docente di legislazione antimafia presso l’Università “Suor Orsola Benincasa†di Napoli e scrittore. Nel corso della sua esperienza come pubblico ministero presso la direzione distrettuale antimafia di Napoli, dal 1999 al 2007, ha condotto fondamentali inchieste sulla camorra – in specie sul clan dei Casalesi -, alcune delle quali sfociate nel processo “Spartacusâ€.
In oltre vent’anni di attività giornalistica, dalle pagine del “Corriere della seraâ€, Luigi Ferrarella ha raccontato le più importanti vicende di cronaca giudiziaria del Paese, da Mani pulite alle recenti indagini della Procura di Milano sui rapporti tra criminalità organizzata e politica; è, inoltre, autore di due volumi.
Ad accomunare il magistrato ed il giornalista, ospiti a Pavia, è una stima profondissima per la figura umana e professionale di Vittorio Grevi.
L’evento – inserito nell’ambito della rassegna “Mafie 2012: legalità e istituzioni†– è organizzato dal Coordinamento per il diritto allo studio – UDU e dall’Osservatorio antimafie Pavia, con il patrocinio della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia e dell’Ente per il diritto allo studio universitario, oltre che con il contributo dei fondi stanziati dalla commissione per le attività culturali e ricreative dell’ateneo ticinense.
L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.






