
La battuta (scherzosa) di Toto Wolff che ha offerto il volante Mercedes al Dottore probabilmente é stata la scarica di adrenalina che ha permesso al pilota pesarese di affrontare con il giusto spirito le due prove speciali decisive e chiudere in bellezza sia la sua stagione agonistica sia per firmare il pokerissimo al Monza Rally Show che Valentino Rossi aveva già vinto nel 2006, nel 2007, nel 2012 e nel 2015. Il record di Dindo Capello è eguagliato !!
E tanto per dimostrare a Wolff che di auto se ne intende, Rossi, al Volante di una Ford Fiesta e navigato dalla “vecchia volpe” Carlo Cassina, ha persino giocato l’azzardo di montare gomme più morbide degli avversari, un vero rischio perchè pochi avrebbero scommesso sulla loro tenuta sui quarantacinque chilometri di ognuna delle due ultime prove .
Un azzardo però che gli ha permesso di mettere in fila un campione dei rally come Dani (non Pedrosa) ma Sordo che ha salutato la Hyundai i20 2016 e tra pochi giorni prenderà conoscenza con la i20 WRC preparata per il mondiale rally 2017 e Marco Bonanomi che certo rallista non é ma che si è adattato più che velocemente alla Citroen DS3 e a percorsi resi tortuosi dalle chicanes che con le gare tipo pista non hanno nulla in comune.
E non si può dire che il centauro di Tavullia non se la siano sudata e meritata questa vittoria. Con una condotta di gara sempre attenta e continua e una guida senza cali di tensione “the Doctor” ha mantenuto la testa della classifica dalla prima tappa fino alla fine pur vincendo “solo” 2 prove speciali su 10, ma giungendo 7 volte secondo e una volta terzo, sempre a ridosso dei suoi due diretti e unici competitori , ovvero lo spagnolo Dani Sordo navigato da Marc Marti sulla Hyundai i20, che ha terminato al secondo posto (6 vittorie parziali) e un sorprendente Marco Bonanomi, terzo sulla Citroen DS3 in coppia con Luigi Pirollo (2 PS vinte). I tre hanno fatto il vuoto nei confronti del resto della compagnia. Eloquenti infatti i distacchi: 18.9 secondi tra Rossi e Bonanomi; 1’.14”.5 tra Rossi e i comunque validi quarti classificati, Alessandro Bosca-Roberto Aresca (Ford Fiesta) tutti iscritti nella classe “regina” Wrc.
Grande gara, ma non c’erano dubbi, ancora una volta di Paolo Andreucci, primo tra le R5 con la Peugeot 208 T16, davanti alla Hyundai di Corrado Fontana mentre la “speranza” italiana Fabio Andolfi ha chiuso in quindicesima posizione.
All’appello tra i primi manca Tony Cairoli, passato per l’occasione dalle due ruote del motocross alle quattroruote. Quella di Cairoli é stata però una grande gara: era settimo assoluto poi un problema elettrico lo ha relegato nel fondo della classica. Ma Tony é pilota tosto e lo ha dimostrato inanellando una serie di temponi che lo ha riportato in sedicesima posizione. Niente male anche se vedendolo in gara si vede che gli manca ancora qualcosa per essere un campione del volante come lo è con il manubrio della moto. (Franco Liistro)
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