Determinante il lavoro investigativo dei Carabinieri della Stazione di Genova San Fruttuoso
Genova – Un’indagine avviata nell’immediatezza dei fatti ha portato all’arresto del presunto autore della rapina avvenuta l’8 giugno nel quartiere di San Fruttuoso ai danni di un giornalista. Nella mattinata odierna i Carabinieri della Stazione di Genova San Fruttuoso hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un ventunenne di nazionalità algerina, gravemente indiziato dei reati di rapina e lesioni personali.
Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova, Matteo Buffoni, su richiesta della Procura della Repubblica. Il giudice ha ritenuto sussistenti i presupposti per la misura cautelare, evidenziando in particolare il pericolo di fuga dell’indagato, privo di una fissa dimora.
Come previsto dall’ordinamento italiano, l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
L’aggressione e la rapina
La sera dell’8 giugno la vittima stava rientrando a casa quando è stata raggiunta alle spalle da un giovane che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe tentato di strappargli la catenina d’oro che portava al collo.
Non si trattava di un semplice gioiello. Ai ciondoli erano custodite le fedi nuziali dei genitori scomparsi della vittima, oggetti dal valore affettivo inestimabile.
Il primo tentativo non sarebbe andato a buon fine. L’aggressore avrebbe quindi cercato di impossessarsi anche del portafoglio, salvo fingere di allontanarsi e chiedere persino scusa. Pochi istanti dopo sarebbe però tornato sui propri passi, spingendo con violenza la vittima a terra.
La caduta ha provocato lesioni e contusioni, con una prognosi di quindici giorni. Approfittando della situazione, il giovane si sarebbe impossessato della catenina d’oro, riuscendo a fuggire prima dell’arrivo dei soccorsi.
Il monile non è mai stato recuperato e della catenina si sono perse le tracce. Diversamente, i ciondoli con le fedi dei genitori sono stati ritrovati sotto un’auto parcheggiata nelle vicinanze, probabilmente persi durante la fuga.
L’intervento dei soccorsi
Subito dopo l’aggressione è stato allertato il Numero Unico di Emergenza 112.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile e un equipaggio dell’OV Squadra Emergenze, che ha prestato le prime cure prima del trasporto della vittima al Pronto Soccorso dell’Ospedale Policlinico San Martino.
Dopo oltre dodici ore trascorse in osservazione, il giornalista è stato dimesso con una prognosi di quindici giorni.
L’indagine dei Carabinieri
Le indagini sono partite già la mattina successiva, quando i Carabinieri della Stazione di Genova San Fruttuoso hanno contattato la vittima per raccogliere una prima ricostruzione dell’accaduto.
Dopo la formalizzazione della denuncia-querela, il Maresciallo Capo Luigi D’Errico ha immediatamente disposto gli accertamenti investigativi.
Sono state acquisite le immagini delle telecamere installate sull’autobus utilizzato dalla vittima poco prima dell’aggressione. Durante la visione dei filmati è stato riconosciuto il presunto autore.
Successivamente gli investigatori hanno esteso gli accertamenti ai sistemi di videosorveglianza di Città Sicura, ricostruendo gli spostamenti del giovane prima e dopo la rapina.
L’analisi delle immagini avrebbe consentito di documentare che l’indagato avrebbe seguito la vittima già a bordo del mezzo pubblico, pedinandola dalla fermata fino a pochi metri dall’abitazione, dove sarebbe avvenuta l’aggressione.
Gli elementi raccolti hanno portato all’identificazione del ventunenne, già noto alle Forze dell’Ordine per precedenti specifici e già detenuto presso il carcere di Marassi per altra causa.
La misura cautelare
Gli esiti delle indagini sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Genova, che ha richiesto l’applicazione della custodia cautelare.
Il G.I.P. Matteo Buffoni ha accolto la richiesta disponendo la custodia cautelare in carcere, eseguita nella mattinata odierna dai Carabinieri della Stazione di Genova San Fruttuoso.
L’attività investigativa, sviluppata nell’immediatezza dei fatti, ha consentito di ricostruire con precisione la dinamica della rapina e il presunto pedinamento che l’avrebbe preceduta.
Il ringraziamento ai Carabinieri
La vittima ha espresso un sentito ringraziamento ai Carabinieri per la tempestività con cui sono state avviate le indagini e, in particolare, al Maresciallo Capo Luigi D’Errico, che ha seguito personalmente l’attività investigativa fin dalle prime ore successive alla denuncia.
Il lavoro svolto dalla Stazione di Genova San Fruttuoso, attraverso l’acquisizione e l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e la ricostruzione dei movimenti dell’indagato, ha permesso di raccogliere gli elementi che hanno portato all’emissione della misura cautelare.
Resta il rammarico per la perdita della catenina d’oro, della quale non è mai stata recuperata alcuna traccia, mentre le fedi dei genitori custodite nei ciondoli sono state recuperate grazie all’intervento dei militari e dei soccorritori. L.B.







