
Il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, sarà a Casarza Ligure martedì 22 novembre per illustrare le ragioni del NO al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.
L’appuntamento è fissato per le ore 21 presso l’auditorium di Villa Sottanis. A promuovere l’incontro sono Claudio Muzio (consigliere regionale segretario dell’Ufficio di Presidenza), Roberto Bagnasco (coordinatore provinciale di Forza Italia) e Giovanni Beverini (responsabile territoriale del Comitato per il NO).
Dopo i saluti del sindaco di Casarza, Giovanni Stagnaro, prenderanno la parola, oltre a Muzio e Beverini, l’assessore regionale Stefano Mai, il vicepresidente del Consiglio Comunale di Genova, Stefano Balleari, quindi il prof. Daniele Granara, docente di diritto costituzionale presso le Università di Genova e di Urbino, e infine il presidente Toti.
“Abbiamo organizzato questo momento di confronto – dichiara il consigliere Muzio – per approfondire le motivazioni del NO, con un occhio di riguardo anche alle ricadute negative che questa riforma produrrebbe sulle Regioni e sugli Enti Locali. A fronte dei tanto sbandierati quanto presunti risparmi che le nuove disposizioni costituzionali realizzerebbero, ci troveremmo dinanzi ad un ritorno al centralismo che in alcuni casi, come quello della sanità, penalizzerebbe fortemente i cittadini. Se la riforma supererà l’esame referendario – prosegue – le Regioni verranno depauperate in maniera sostanziale di molte delle loro competenze, e a farne le spese saranno tutti gli italiani, a cui sarà tolto un importante punto di riferimento a cui sottoporre istanze, difficoltà, problemi: tutto, o quasi, tornerà nelle mani di Roma. Anche su questi temi, che hanno ricadute concrete sulla vita delle persone, stiamo concentrando e concentreremo la nostra attenzione in queste settimane di campagna elettorale. Ringrazio – conclude Muzio – il presidente Giovanni Toti per la sua disponibilità: la sua presenza a Casarza è la conferma dell’attenzione che l’Amministrazione regionale riserva ai Comuni dell’entroterra”.







