DELLA BIANCA (Pdl) interviene sul caso ballerina della Scala di Mi licenziata per dichiarazioni anoressia
Della Bianca (PDL): “Lo scorso anno, consiglieri di maggioranza e opposizione, indossammo un fiocco viola per sottolineare l’impegno contro i disturbi alimentari. Ma cosa è stata, una carnevalata? Occorre passare dalle parole ai fatti. Partendo dalla notizia nazionale della ballerina della Scala licenziata per aver denunciato casi di anoressia fra le sue colleghe, la Regione Liguria non può rimanere indifferente. Martedì chiederò di mettere all’ordine del giorno, durante la seduta consiliare, questo delicato argomento”.
Raffaella Della Bianca, consigliere regionale ligure del Pdl, ritiene di primaria importanza intervenire sulla prevenzione di una malattia sempre più dilagante.
“Non è passato neppure un anno – racconta la Della Bianca – da quando, in Commissione Salute, ascoltammo numerose testimoniante di genitori con figli che accusavano disturbi alimentari. Fu proprio in quella circostanza che la Giunta decise di fare indossare ai consiglieri un fiocco viola, simbolo dell’impegno contro l’anoressia e la bulimia. Purtroppo però, a quell’importante gesto, non seguì nulla”.
La consigliera del Pdl è convinta che non si possa restare in silenzio davanti ad un caso nazionale come quello della ballerina Mariafrancesca Garritano.
“Durante la prossima seduta consiliare – continua la Della Bianca – chiederò che venga messo all’ordine del giorno questo caso nazionale, per capire in che modo la nostra Regione intenda muoversi, per combattere il sempre più dilagante problema legato ai disturbi alimentari. Non si possono spendere milioni di euro per la sanità e trascurare un problema di così rilevante portata”.
Un consigliere provinciale di Milano ha presentato in questi giorni un’interrogazione sul caso Garritano, ma la Della Bianca ritiene che ad intervenire debbano essere tutti gli Enti locali d’Italia, Liguria compresa.
“Bisogna fare prevenzione – tuona la Della Bianca -. Purtroppo nella nostra Regione mancano strutture, centri di cura e soprattutto manca l’informazione. Quando si parla di ‘disturbo alimentare’ dobbiamo pensare ad una vera e propria malattia che si riscontra sempre più frequentemente in ragazze giovani ma non solo. E’ un male di vivere che va combattuto privatamente, all’interno delle famiglie, ma anche pubblicamente. Cerchiamo quindi, anche attraverso le Istituzioni, di fare in modo che i problemi legati ai disturbi alimentari non vengano trascurati. Non permettiamo che cali il sipario su una questione così delicata che troppo spesso rimane nascosta”.






