
Oggi 1° gennaio 2018 l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro compie 10 anni, da quell’anno i morti per infortunio sul lavoro sono costanti, in molti anni addirittura aumentati.
E’ nato poche settimane dopo la strage alla Thyssenkrupp di Torino ed è dedicato a quei 7 lavoratori morti in modo disumano lavoratori.
Oltre 1.500.000 di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità.
Report morti sul lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017
Dall’inizio dell’anno al 31 novembre sono morti sui luoghi di lavoro 632 lavoratori: con i morti sulle strade e in itinere con il mezzo di trasporto, si superano i 1350 morti complessivi. Erano. Gli agricoltori schiacciati dal trattore sono come tutti gli anni il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. L’agricoltura, come tutti gli anni, supera abbondantemente il 30% di tutti i morti sul lavoro. Il 25% di tutti i morti sui luoghi di lavoro han più di 60 anni. Gli edili superano il 20% di tutti i morti sul lavoro. La maggioranza di queste vittime cadono dall’alto; dai tetti e dalle impalcature. Nelle aziende dove è presente il sindacato le morti sono quasi inesistenti: le poche vittime nelle fabbriche che superano i 15 dipendenti sono per la stragrande maggioranza lavoratori che lavorano in aziende appaltatrici nell’azienda stessa: spesso manutentori degli impianti. La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni. Anche il Jobs act per la possibilità di essere licenziati, senza appello, ma solo con un po’ di denaro, rende i lavoratori licenziabili se si oppongono a svolgere un lavoro pericoloso. Gli stranieri morti per infortunio, sono oltre il 10% dall’inizio dell’anno, è così tutti gli anni. Il 30% dei morti sul lavoro spariscono ogni anno dalle statistiche. Tra l’altro e in ogni caso i morti sui luoghi di lavoro monitorati dall’Osservatorio sono sempre molti di più di quelli monitorati dell’INAIL. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima
Sono 139 i morti schiacciati dal trattore nel 2017 e poco meno di 1400 da quando è stato aperto l’Osservatorio
Morti nelle Regioni e Province italiane nel 2017 per ordine decrescente
N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO.
LOMBARDIA 62 Milano (10), Bergamo (9), Brescia (10), Como (1), Cremona (1), Lecco (5), Lodi (2), Mantova (3), Monza Brianza (5), Pavia (8), Sondrio (5), Varese (3). VENETO 55 Venezia (7), Belluno (2), Padova? (5), Rovigo (7), Treviso (11), Verona (14), Vicenza (10). CAMPANIA 49 Napoli (17), Avellino (6), Benevento (5), Caserta (8), Salerno (11). PIEMONTE 44 Torino (15), Alessandria (3), Asti (5), Biella (2), Cuneo (11), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (6) ABRUZZO 43 L’Aquila (9), Chieti (10), Pescara (15) Teramo (9) EMILIA ROMAGNA 42 Bologna (3), Rimini (). Ferrara (6) Forlì Cesena (4) Modena (5) Parma (6) Ravenna (9) Reggio Emilia (6) Piacenza (3) SICILIA 40 Palermo (6), Agrigento (9), Caltanissetta (3), Catania (4), Enna (2), Messina (1), Ragusa (5), Siracusa (1), Trapani? (9). TOSCANA 36 Firenze (4), Arezzo (), Grosseto (6), Livorno (3), Lucca (6), Massa Carrara (1), Pisa? (7), Pistoia (4), Siena (2) Prato (3). LAZIO 33 Roma (10), Viterbo (8) Frosinone (5) Latina (8) Rieti (2). PUGLIA 29 Bari (6), BAT (1), Brindisi (5), Foggia (7), Lecce (8) Taranto (1) CALABRIA 25 Catanzaro (2), Cosenza (10), Crotone (2), Reggio Calabria (6) Vibo Valentia (5) MARCHE 16 Ancona (4), Macerata (2), Fermo (1), Pesaro-Urbino (6), Ascoli Piceno (3). UMBRIA 15 Perugia (12) Terni (3). LIGURIA 14 Genova (5), Imperia (2), La Spezia (2), Savona (5). SARDEGNA 16 Cagliari (7), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (3), Sassari (6). Sulcis inglesiente (1) TRENTINO ALTO ADIGE 10 Trento (3), Bolzano (7). FRIULI VENEZIA GIULIA 11 Trieste (2), Gorizia (1), Pordenone (2), Udine (6). Molise 8 Campobasso (54), Isernia (3) BASILICATA 4 Potenza (1) Matera (3) VALLE D’AOSTA (1)
Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove nelle fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.
Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.
Report morti sul lavoro nell’intero 2016
Nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero), e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di Partite Iva individuali sono assicurate all’INAIL. L’unico parametro valido per confrontare i dati dell’INAIL e di chi li utilizza per fare analisi, e dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono i morti per infortuni INAIL SENZA MEZZO DI TRASPORTO, e confrontare quanti ne registra in più l’Osservatorio. Si ha così il numero reale delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA e non solo degli assicurati INAIL.
http://www.facebook.com/osservatorioindipendente?v=wall
Grazie amici di facebook che a centinaia visitate questo sito ogni giorno
Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it
I morti per infortunio sul lavoro quanti sono?
Se uno guarda superficialmente i dati dei morti sul lavoro si entra in uno stato confusionale. Sono reali quelli dell’Osservatorio o quelli dell’INAIL? A prima vista sembrano di più quelli dell’INAIL, ma occorre ricordare che quelle diffuse dall’INAIL sono denunce e non riconoscimento delle morti che questo istituto dello Stato analizzerà in secondo. Dopo diversi mesi dell’anno successive l’INAIL diffonde il numero di morti per infortuni riconosciuti come tali, sono mediamente il 30% in meno ogni anno. Resuscitano? No, è che tante di queste morti sono in itinere o di non assicurati all’INAIL, o in nero, oppure di non loro pertinenza. Comunque se si guardano i dati complessivi comparati, quelli diffusi dall’INAIL, sono ovviamente molto meno delle morti di questo Osservatorio che monitora tutti i morti sui LUOGHI DI LAVORO da ben dieci anni, indipendentemente dal lavoro svolto o dall’assicurazione di riferimento. Se si confrontano con quelli dell’INAIL occorre sempre ricordare che nelle denunce pervenute all’INAIL ci sono anche i morti sulle strade e in itinere che sono ogni anno dal 50 al 55% di tutte le morti sul lavoro.
Se si vuole fare una comparazione vera occorre confrontare i morti senza mezzi di trasporto dell’INAIL con quelli sui LUOGHI DI LAVORO dell’Osservatorio.
Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
http://cadutisullavoro.blogspot.it
Nel 2016 in Europa sono stati 10.000 i lavoratori morti mentre andavano o tornavano dal lavoro (indagine europea). Tantissime le donne sovraccaricate sul posto di lavoro, oltre che dal carico famigliare e dai lavori domestici. Quando in itinere sono alla guida di un automobile hanno spesso incidenti anche mortali. Molti infortuni poi non vengono riconosciuti come tali a causa della normativa specifica dell’itinere. E quando andate a vedere ogni anno le denunce per infortuni pervenute all’INAIL vi accorgete che poi successivamente non vengono riconosciute come morti sul lavoro mediamente il 30/40% delle denunce per infortuni mortali. Occorre ricordare che anche quest’anno, come i precedenti, che un lavoratore su cinque muore schiacciato dal trattore che guida. Ma con questa casta parlamentare, nessuno escluso, parlare della vita di chi lavora e come parlare di niente. Le percentuali delle morti nelle varie categorie sono sempre quelle tutti gli anni. L’agricoltura ha sempre più del 30% delle morti sul totale, segue l’edilizia che supera ogni anno il 20%. Poi l’industria e l’autotrasporto che si contendono sempre il terzo e quarto posto in questa triste classifica. Ma queste due categorie sono sempre sotto il 10%, nonostante milioni di addetti e questo, per fortuna, abbiamo ancora sindacati che esercitano controlli sulla Sicurezza. Gli stranieri morti per infortuni sui luoghi di lavoro sono in questo momento il 10% sul totale. E’ spaventoso pensare che i nostri giovani non trovano lavoro e si è innalzata l’età per andare in pensione di molti anni anche a chi svolge lavori pericolosi. Anche quest’anno il 30% dei morti sui LUOGHI DI LAVORO ha dai 61 anni in su.
L’Osservatorio indipendente di Bologna è su Facebook
Diventa amico, clicca “mi piace” dai il tuo contributo morale per far comprendere l’entità del triste fenomeno e fallo conoscere ai tuoi amici. Segnala l’Osservatorio indipendente di Bologna sulla tua pagina di Facebook
http://www.facebook.com/osservatorioindipendente?v=wall
Le morti verdi provocate dal trattore
Strage verde sui campi
Ai 139 dall’inizio dell’anno morti schiacciati dal trattore occorre aggiungerne tanti altri che sono morti per essere stati trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Oltre 600 sono morti in questa ultima legislatura. Anche quest’anno più del 20% dei morti per infortuni su di tutte le categorie sono provocate da questo mezzo. ASSURDO che la politica non se ne occupi. ASSURDO tra l’altro che il Parlamento pochi mesi fa ha rinviata per l’ennesima volta la legge europea che obbliga chi giuda questo sterminatore di agricoltori a sottoporsi a un esame che ne verifichi l’idoneità alla guida. Una legge del 2002. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni senza nessun risultato) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori.
Si sta concludendo l’ennesimo anno catastrofico per quanto riguarda i morti sul lavoro: ne sono morti a oggi 30 dicembre 2017 ben 631 sui luoghi di lavoro e oltre 1350 con il mezzo di trasporto, compreso l’itinere. Nel 2016 sono stati 641 senza mezzi di trasporto e 1380 sul totale mentre nel 2015 sono stati 650 sui luoghi di lavoro, 1400 compreso itinere e mezzi di trasporto. Se andiamo al 2008, primo anno di apertura dell’Osservatorio, i morti sui luoghi di lavoro furono 636. è desolante vedere che da quell’anno non c’è stato nessun miglioramento. Ma questo è per me stato prevedibile, visto che la politica e chi ci ha governato in questi anni non ha mai mostrato interesse per quanto riguarda la vita dei lavoratori. Purtroppo è un’amara verità ma che occorre denunciare con tutte le forze che si hanno.
Anche quest’anno abbiamo assistito all’incredibile numero di agricoltori schiacciati dal trattore, sono stati 139, e se guardiamo gli ultimi dieci anni oltre 1350, un numero impressionante di vite perse in modo così atroce. Alle Politiche Agricole si sono succeduti diversi Ministri, ma nessuno ha fatto niente di concreto per questa autentica piaga. Si sono visti in tantissime trasmissioni televisive, a inaugurare Fiere e Mostre e a decantare la loro bravura, ma per i lavoratori dei campi mai sentito una parola di impegno e solidarietà per le vite perse. E questo neppure dal Ministro del Lavoro.
Voglio urlare agli italiani che la terra è impregnata di sudore e sangue di chi la lavora. Ma davvero noi italiani ci meritiamo questa classe dirigente, attenta solo alle lobby e ai più abbienti? Io credo di no, spero solo che a marzo ci sia un forte cambiamento e che si affacci finalmente alla ribalta una nuova generazione di politici, che non sia espressione delle lobby partitiche e economiche che hanno controllato il Parlamento in questo ultimo ventennio. Che il prossimo si riempia di lavoratori, eletti da altri lavoratori. Se guardiamo l’attuale Parlamento vediamo che si contano sulle dita di una mano quelli che vengono dal lavoro dipendente seppure è espressione di decine di milioni di addetti. è pieno di professionisti della politica, giornalisti, industriali, avvocati, medici e rappresentanti di lobby. Come si dice qui a Bologna: bona lè.
Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro. http://cadutisullavoro.blogspot.it
Negli ultimi tre anni sono morti complessivamente 4080 lavoratori (compreso autotrasporto), di questi ben 1922 sono morti sui luoghi di lavoro. Se andiamo a vedere negli ultimi dieci anni, da quando è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, ci sono stati oltre 14000 morti complessivi.
In questi ultimi tre anni, così si ha una visione più ampia di quello che è successo su questo fronte, sui luoghi di lavoro ne sono morti 622 in agricoltura (32,7% sul totale delle morti sui luoghi di lavoro), di questi ben 404 morti schiacciati dal trattore, ben il 64% in questo comparto e addirittura il 21,1% di tutte le morti sui LUOGHI DI LAVORO
Vi chiedo perdono Aldo, Giacomo, Carlo, Ferruccio, Marcello, Graziano, Maurizio, Massimo, Danilo, Giovanni, Vincenzo, Rocco, Claudio, Nicola, Linda morta a soli 29 anni, e tutti gli altri 392 morti schiacciati dal trattore in questi ultimi 3 anni. Oltre 1350 da quando dieci anni fa ho aperto l’Osservatorio. Vi chiedo perdono da italiano, anche per questa politica che in questi dieci anni non ha mosso un dito per salvare le vostre vite. Per non essere riuscito a sensibilizzare il Parlamento, Il Primo Ministro, quello del Lavoro e delle Politiche Agricole, su questa strage dell’indifferenza. Ce l’ho messa tutta, ma potevo certo fare di più, quando mi sono reso conto di quanti di voi perdevano la vita guidando questo mezzo mortale. Ma da tanto tempo ho compreso che le vostre vite non contavano niente, se non per i vostri familiari, nonostante il vostro umile lavoro è fondamentale per l’economia del nostro Paese. Il tanto decantato agroalimentare italiano che ci fa vedere Valli incantate e Arcadie inesistenti e virtuali, come quelle di trasmissioni televisive che pur se sollecitate più volte, mai si sono interessate della vostra vita e della sensibilizzazione e conoscenza di queste tragedie provocate dal trattore. Mai le televisione pubblica, che utilizzano i soldi dei contribuenti italiani, quali siete stati anche voi, hanno parlato in queste trasmissioni bugiarde e succube del potere che occulta tutto quello che è scomodo, della terra impregnata dal vostro sudore e sangue. Quando scorrevo il database e vedevo dietro ai numeri, uomini e donne di ogni età, con nomi e cognomi morti in modo così orribile schiacciati da questo mezzo, non nascondo che gli occhi mi si sono bagnati. Di molti di voi, poi, non sono riuscito neppure a sapere il nome. Non sempre si riesca a risalire all’identità di queste morti attraverso Internet, unica vera fonte di informazione libera. La Classe Dirigente di questo Paese è stata ingiusta e indifferente verso di voi. Che almeno la terra vi sia lieve. Riposate in Pace, se Dio c’è vi sarà vicino. Noi continueremo con più forza di prima a denunciare le morti sul lavoro che solo con un po’ di buona volontà si potrebbero dimezzare. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
Edilizia
Andamento Industria: gli ultimi tre anni di morti sul lavoro
Dopo esserci occupati della strage di agricoltori, oggi ci occupiamo di quella degli edili. Gli edili che cadono dall’alto, un’altra strage dimenticata dalla politica, che si occupa di tutto ma non della vita di chi lavora. Sul totale dei morti sui LUOGHI DI LAVORO che sono stati in questi tre anni 1922 (oltre 4080 con i morti sulle strade e in itinere) ben 354 (18,6 sul totale di tutte le morti sui luoghi di lavoro) sono morti nel comparto dell’edilizia, di questi sono caduti dall’alto 164 lavoratori, molti in nero (compresi pensionati) o che svolgevano in regola in altre professioni. Una strage anche quella della caduta dall’alto in edilizia, oltre il 46% di tutti i morti sui luoghi di lavoro in questo comparto e ben l’8,6% di tutti i morti sui luoghi di lavoro sono edili caduti dall’alto.
In tanti in questa categoria lavorano in nero, non dotati di un’attrezzatura adeguata, a volte pensionati che arrotondano la pensione o stranieri che a volte non conoscono neppure una parola di italiano e lavorano in nero. Anche qui basterebbe poco per far diminuire in modo significativo questa strage. Se solo ci fosse la volontà di farlo. Ma le normative sulla Sicurezza dei lavoratori è stata diminuita dai vari governi che si sono avvicendati nel Paese, NESSUNO ESCLUSO. La legge Fornero ha incrementato la strage di questi lavoratori, costretti a svolgere lavori pericolosi in tarda età. C’è un numero impressionante di morti in questo comparto, come in agricoltura: dei 350 morti in edilizia ben 60, il 16% sul totale, ha oltre 60 anni. Davvero folle far svolgere lavori pericolosi a tarda età. Ma ormai noi cittadini volontari, che il “potere” considera un corpo estraneo, se non pericoloso, non ci meravigliamo più di niente. Siamo considerati pericolosi sovversivi, solo perché chiediamo di RISPETTARE chi lavora in tutti i suoi aspetti. E la vita dei lavoratori è prioritaria. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
Dopo i morti sul lavoro dell’agricoltura e dell’edilizia vediamo cosa è successo nell’industria (tutta l’industria esclusa l’edilizia) in questi ultimi tre anni. Sono morti sui luoghi di lavoro 176 lavoratori, che rappresentano percentualmente “solo” l’8,8% sul totale delle morti sui luoghi di lavoro. Un risultato che stupisce se si pensa che tutte le industrie di diversi settori: dal metalmeccanico, al tessile, al ceramico, al legno ecc. che rappresentano moltissimi milioni di addetti. Come si spiega questo? Con una risposta semplicissima: nelle industrie le rappresentanze sindacali sono ancora forti e pur se criticabilissimi su tanti fronti, i sindacati svolgono un ruolo fondamentale nella tutela sulla Sicurezza sui luoghi di lavoro, soprattutto dove c’è una collaborazione attenta tra i Rappresentanti dei Lavoratori e la Direzione Aziendale, come succede in molte aziende qui in Emilia. Tra l’altro molti di queste 176 morti sono in aziende molto piccole dove la rappresentanza sindacale è spesso inesistente, o senza nessuna influenza in azienda. I pochi morti sui LUOGHI DI LAVORO nelle grandi aziende sono soprattutto tra gli appalti: aziende artigiane che svolgono lavori nelle aziende stesse. Corpi estranei che non vengono controllati da nessuno se non lavorano in Sicurezza. Ho seguito con molta attenzione questo aspetto. Basta poi andare a leggere la cronaca di queste morti per rendersi conto di questo. Invito i Sindacati e anche le Direzioni Aziendali di fare attenzione a chi appaltano il lavoro: se questi artigiani hanno tutti i requisiti per lavorare in sicurezza. Se muoiono o hanno infortuni gravi la responsabilità cade sull’azienda stessa. Ma se poi andiamo a guardare le fonti “ufficiali” tutto viene stravolto e l’industria appare come la categorie con più morti sul lavoro. Perché succede questo? Perché non si separano in modo chiaro i lavoratori che muoiono sui luoghi di lavoro da quelli che muoiono sulle strade o in itinere nella categoria stessa di appartenenza. E’ perfino banale comprenderlo che se si mettono insieme nella stessa categoria chi muore sui luoghi di lavoro con i morti in itinere, chi, come le industrie che hanno milioni di dipendenti che si spostano per raggiungere il posto di lavoro, e quindi con maggiori possibilità di avere infortuni anche mortali, si altera la percezione del fenomeno. Se si separano queste morti, che richiedono come l’itinere interventi specifici, si ha questo risultato. Direi confortante su tanti aspetti. Le donne in queste categorie, ma non solo, muoiono numerosissime in itinere per la stanchezza accumulata nello svolgere doppi, a volte tripli lavori, con genitori e figli da accudire, e che alla guida del mezzo per raggiungere o tornare dal lavoro hanno a volte incidenti stradali che sono considerati a tutti gli effetti infortuni sul lavoro. Ma qui ci vorrebbe un cambiamento dei costumi, che per ora non si affaccia neppure all’orizzonte. Carlo soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
Gli autotrasportatori morti negli ultimi 3 anni sono stati 192, rappresentano da soli il 9,9% di tutti i morti sui loghi di lavoro in questi ultimi 3 anni. sono un numero impressionante, più addirittura di tutti i morti dell’industria (esclusa edilizia). In questa categoria abbiamo inseriti, indipendentemente della categoria specifica di appartenenza tutti i guidatori di camion, tir, e furgoni. Il loro campo d lavoro è la strada. Oltre il 10% di questi lavoratori aveva oltre 60 anni, ma di molti di questi purtroppo non è stato possibile neppure sapere l’identità e gli anni, quindi la percentuale di questi lavoratori morti in tarda età potrebbe essere ben maggiore. Moltissime di queste morti sulle autostrade italiane in incidenti anche con altri mezzi pesanti e automobilisti che hanno perso la vita a loro volta. Alcuni di questi sono stranieri. La strage riguarda anche tantissimi autoasportatori
Gli autotrasportatori morti negli ultimi 3 anni sono stati 192, rappresentano da soli il 9,9% di tutti i morti sui loghi di lavoro in questi ultimi 3 anni. sono un numero impressionante, più addirittura di tutti i morti dell’industria (esclusa edilizia). In questa categoria abbiamo inseriti, indipendentemente della categoria specifica di appartenenza tutti i guidatori di camion, tir, e furgoni. Il loro campo di lavoro è la strada. Oltre il 10% di questi lavoratori aveva oltre 60 anni, ma di molti di questi purtroppo non è stato possibile neppure sapere l’identità e gli anni, quindi la percentuale di questi lavoratori morti in tarda età potrebbe essere ben maggiore. Moltissime di queste morti sulle autostrade italiane in incidenti anche con altri mezzi pesanti e automobilisti che hanno perso la vita a loro volta. Alcuni di questi sono stranieri. Tanti di questi lavoratori sono “padroncini” o dipendenti di piccole aziende di trasporto. Qui sarebbe opportuno aumentare i controlli sul reale numero di ore lavorate, di sottoporre a una visita medica specifica e mirata in tarda età e se non più idonei per motivi di salute e con riflessi poco pronti di mandarli in pensione anticipatamente, indipendentemente dalla Legge Fornero, che per loro non avrebbero mai dovuta applicare, visto che coinvolgono spesso negli incidenti anche altre persone. Anche altre vite dipendono dalla loro salute psicofisica. Tanti di questi lavoratori sono “padroncini” o dipendenti di piccole aziende di trasporto. Qui sarebbe opportuno aumentare i controlli sul reale numero di ore lavorate, di sottoporre a una visita medica specifica e mirata in tarda età e se non più idonei per motivi di salute e con riflessi poco pronti di mandarli in pensione anticipatamente. Anche altre vite dipendono dalla loro salute psicofisica.
Stranieri morti per infortuni in Italia
Un decremento molto sensibile delle morti tra gli stranieri nell’ultimo anno, sono 55 che rappresentano l’8,7 % sul totale sui luoghi di lavoro nel 2017. Negli ultimi tre anni sono stati complessivamente 198: il 10,39% sul totale di tutti i morti sui luoghi di lavoro. Le comunità straniere con più morti sul lavoro in Italia. Negli ultimi tre anni sono 38 i rumeni morti per infortunio, seguono gli albanese con 24 morti, 10 marocchini, 10 indiani, 7 bosniaci, 6 macedoni, 6 cinesi, 5 moldavi, 5 bulgari, 5 serbi, 4 tedeschi. Di almeno 15 stranieri non è stato possibile conoscere la nazionalità.
Attenzione, in questo conteggio sono esclusi i morti sulle strade e in itinere che richiedono interventi diversi
Le province con più morti in questi ultimi tre anni sui LUOGHI DI LAVORO è stata quella di Napoli con 51 morti, segue quella di Brescia con 50, di Vicenza 47, di Salerno 45, di Torino 44, di Roma 38, di Cuneo con 32. Palermo 27, In Emilia Romagna Modena 23, Bologna 21







