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Rete delle partite Iva: Comunicato di partecipazione V Comm Bilancio

 

Prof. Giuseppe Conte
Presidente del Consiglio
dei Ministri
Egregio Presidente
Dopo aver preso visone dell’ultimo DPCM del 24 Ottobre e successivi, con grande stupore, abbiamo
dovuto prendere atto che questo Governo chiede ancora una volta alle imprese tutte ulteriori sacrifici che
non riusciamo ovviamente a sostenere.
E’ ormai evidente ,che solo alle piccole e medie imprese vengono imposte ingiustificabili regole che ne
decretano la chiusura certa.
Tutelare la salute è un dovere dello Stato , ma lo è anche la tutela del diritto alla vita ed al lavoro.
Non possiamo restare inermi e assistere alla distruzione della nostre aziende che abbiamo costruito con
sacrifici enormi, o ancor di più essere complici accettando passivamente tutte le Vostre ingiustificate
imposizioni.
Le politiche sin qui attuate hanno estromesso dall’economia e dallo stesso diritto alla vita migliaia di
imprenditori ,spina dorsale della complessità e ricchezza del Paese.
Non possiamo accettare che uno stato decida di sacrificare l’economia pensando così di eliminare il
virus.
In questi mesi , ci avete chiesto di stare a casa , di chiudere le attività e lo abbiamo fatto
Vi abbiamo chiesto aiuti concreti e ci avete elemosinato senza regola alcuna con soli 600 euro, peraltro
distribuiti senza logica e con mille clausole. Abbiamo riaperto con il pensiero di dover far fronte ai
precedenti impegni , ma con la speranza di poter cercare di reagire, di riprenderci nonostante le
difficoltà, ma abbiamo sempre dovuto far fronte a : imposte, tasse , contributi ,affitti e bollette pregressi,
presenti e futuri.
Abbiamo il dovere di opporci a queste scelte insensate e prive di alcuna logica economica .

Il COVID esiste e NESSUNO puó dire il contrario, un virus che ha colpito TUTTI dall’aspetto della
SALUTE a quello ECONOMICO e per alcuni entrambi, ma possiamo dire che le imprese, spina
dorsale del Paese, sono destinate a MORTE certa.
Siamo consapevoli che il Virus ha fatto e farà più morti economici per fame che sanitari e che
fermare l’economia non è una soluzione al Covid. Quindi SALUTE ECONOMIA viaggiano
parallelamente ed è dovere del governo tutelare la Costituzione. È paradossale pensare che
sacrificando l’economia si salvi la salute di un paese .
Di seguito le nostre richieste e proposte
1) Riduzione della tassazione al 30% immediato o comunque ad un valore percentuale che non
sia quello attuale almeno per la durata del periodo emergenziale e per almeno 12 mesi oltre lo
stesso
2) Rinvio del termine della scadenza della rottamazione TER delle cartelle
esattoriali, prevista per il 10 dicembre p.v.;
3) Condono tombale per tutte le tasse, imposte e contributi dovuti nel 2020 e degli anni
precedenti, comprese tutte le cartelle esattoriali ( eliminando ogni interesse e
sanzione aggiunte)o comunque una riduzione percentuale con pagamento delle stesse in
un tempo massimo non inferiore al quadriennio successivo
4) Abbassamento del cuneo fiscale ;
5) Sospensione dei nefasti effetti del CRIF per 1 anno calcolato a far data dalla
dichiarazione di fine emergenza o pandemia (Centrale Allarme Interbancaria
Segnalazioni)della centrale allarme interbancaria e segnalazione CRIF per un anno
calcolato a far data dalla dichiarazione di fine emergenza o pandemia ;
6) Elimininazione di tutte le procedure concorsuali per un anno calcolate a far
data dalla dichiarazione di fine emergenza o pandemia ;
7) Eliminazione della possibilità di protestare qualsiasi tipo di titolo di credito avente data
dal 11 marzo 2020 per un ulteriore anno da calcolarsi dalla dichiarazione di fine
pandemia o emergenza;
8) Regolamentazione del commercio online e GDO con il mercato delle piccole e
medie imprese ;

9) Abbassamento delle trattenute in busta paga dei dipendenti;
10) Rivisitazione di tutti i contratti di lavoro di ogni ordine e categoria o in ogni caso riduzione
sensibile di almeno il 20per cento del Cuneo fiscale con conseguente direzione degli oneri riflessi
a carico delle aziende e di Converso innalzamento del valore netto di incasso per i lavoratori con
conseguente elevazione,in favore degli stessi,del relativo potere d’acquisto
11) Eliminazione degli oneri dalle bollette di ogni tipologia e delle accise;
12) Aiuti concreti a fondo perduto per le attività chiuse, e non , per casi di effettiva indigenza,
ed in modo proporzionale al fatturato perduto in riferimento al 2019;
13) Aiuti concreti per gli affitti per i proprietari dei fondi affinchè possano essere incentivati ad
aiutare il locatore;
14) Predisposizione di un indennità di malattia come già previsto per i dipendenti in caso
di malattia, infortunio e gravidanza equiparata alla stregua di un dipendente;
15) Eliminazione della liberalizzazione delle licenze, rimettendo le distanze tra le attività
introdotte dalla legge Bersani ;
16) Riconsiderare i contratti di affitto rivisitando le rendite catastali;
17) Blocco degli sfratti per un anno successivo alla dichiarazione di fine
pandemia o emergenza ;
18) Adeguamento della Siae rapportata al periodo di effettivo consumo ;
19) Equiparare i ristori catering a quelli delle discoteche (400%) in quanto entrambi
lavorano su grandi numeri in termini di persone;
20) Sistema perequazione di tutte le sanzioni emesse dallo Stato comparandolo al
reddito dichiarato;
21) Che il credito d’imposta sugli affitti sia applicato anche sugli immobili artigianali e non
solo commerciali;
Occorre cercare soluzioni concrete e siamo a proporvi il vaglio della seguente proposta che potrà
essere rivalutata e proponiamo come spunto di riflessione.
Ci permettiamo di farvi notare che la diminuzione di orari di apertura,le chiusure domenicali, prefestivi,
il non aumentare i mezzi di trasporto, sarebbe causa di una maggiore concentrazione di presenze in
certi orari o giorni e quindi di un pericolo maggiore di assembramento.
Si potrebbe ipotizzare una carta prepagata da distribuire ai consumatori , il cui valore sia rapportato
al reddito annuo, da utilizzare esclusivamente negli esercizi “di strada” ( ad esclusione dei centri

commerciali e online ed eventualmente spendibili in determinati periodi dell’anno o entro un certo
periodo.
Il consumatore , potrà così usufruire per la cifra spesa, di un credito di imposta nel totale o in
percentuale in tutti i settori o scegliere a rotazione o a discrezione del
cliente. Vantaggi
1) Incentivo ai consumi;
2) Aumento delle filiere produttive e distributive;
3) lo Stato rientrerebbe con iva, imposte e tasse pagate dall’esercente;
4) diminuzione dei licenziamenti;
5) probabilità di assunzioni o riconferme;
6) calo di richiesta di ammortizzatori sociali.
Quindi, caro Presidente, ci teniamo a sottolineare che, come da art. 1 della Costituzione Italiana,
essendo l’Italia una Repubblica fondata sul lavoro, la invitiamo a riflettere sulle misure prese e siamo
a chiederLe di fare tutto il possibile perché questo Paese non sia distrutto e che i suoi cittadini
possano riconquistare la propria meritata dignità .
Cittadini che hanno la la necessità e la volontà di ripartire, ma che hanno necessità di aiuti concreti e
tutto il diritto di essere supportati economicamente.
Nella speranza che le nostre richieste o proposte siano accolte e sottolineiamo la disponibilità ad un
incontro, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Marina GEIROLA, Coordinatore Nazionale per la Rete delle Partite Iva Nazionale
e Presidente per la Rete delle partite Iva Regione Liguria

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