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Rhinos Milano: 4 giovani nelle high school americane sognando la NFL

Giorgio Tavecchio è stato il primo italiano nella National Football League, massima espressione mondiale del football americano. E ora, a ripercorrere le orme dell’ex kicker dei California Golden Bears cresciuto in America ma 100% italiano, ci provano quattro ragazzi dell’Under 18 dei Sampla Belting Rhinos Milano, la più antica e gloriosa formazione milanese dell’Italian Football League, che stanno trascorrendo, all’interno di un progetto di scambi, parte di quest’anno scolastico all’interno di licei americani.

Dallo storico Stadio Vigorelli di Milano ai campi del campionato liceale statunitense: questo è il percorso che questi ragazzi, Luca Santoro, Ivan Gentile, Pietro Elmi e Carlo Gavazzi, stanno effettuando, per un’esperienza che sicuramente li farà crescere dal punto di vista sia tecnico sia umano; e che magari, non si sa mai, potrebbe essere anche premonitrice di un loro futuro negli Stati Uniti a livello più alto.

Uno di questi giovani ha già debuttato con la squadra della sua scuola: il quarterback Pietro Elmi, negli Hopkinton Killers (Massachussets). Ci descrive l’esperienza del gameday, di quelle che gli americani definiscono “Friday Night Lights”, come estremamente elettrizzante. Pietro è entrato in campo per qualche azione nella vittoria della sua high school per 35-0 contro Newton South, ed è stato accolto con calore dallo speaker e dal numerosissimo pubblico presente sugli spalti. Dopo la partita, si è dimostrato compiaciuto per la sua prestazione: “Sono molto soddisfatto dei progressi che ho già fatto in tre settimane – afferma – spero di migliorare ancor di più. Voglio sfruttare al meglio questa esperienza per portare un gran vantaggio ai Rhinos in visione delle prossime stagioni.”

Ma non c’è solo football in questa esperienza: c’è anche la consapevolezza di vivere qualcosa di nuovo, che dei ragazzi così giovani non hanno ancora provato. Un anno all’estero è una importante palestra di vita, e i giovani Rhinos lo sanno. Così descrive i suoi propositi Ivan Gentile, da Bainbridge Island (Washington): “Credo che un’esperienza del genere ti apra veramente la mente: un anno è una vita ed essendo da solo al di là dell’oceano, devo costruire da zero. L’aspettativa è tornare più maturo scoprendo come gira il mondo fuori da Milano e dall’Italia”. I presupposti ci sono tutti perché questi ragazzi ritornino tremendamente arricchiti da quest’esperienza – ovviamente non solo nel football – e chissà, magari un giorno li rivedremo su altri campi a stelle e strisce.
Per altre informazioni e per leggere per intero le interviste ai due protagonisti, andate sul nostro sito ufficiale www.rhinos.it

Luca Talotta