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SABATO 2 NOVEMBRE: SIMULTANEA DI FLAVIO GUIDO

Un appuntamento cui non si può mancare: vedere in azione il più forte giocatore ligure, il maestro internazionale Flavio Guido sabato prossimo nel salone della Borsa in via XX Settembre (vicino a piazza De Ferrari). Alle ore 15 si misurerà su 30 scacchiere. La manifestazione è stata organizzata dal Teatro Stabile in collaborazione con il circolo Centurini, in occasione della messa in scena dello spettacolo teatrale “Il gioco dei Re”, in programma al Duse dal 6 al 24 novembre, per la regia di Marco Sciaccaluga, autore Luca Viganò. 
L’iscrizione alla simultanea è gratuita, scrivere a [email protected].

 

 

Le iniziative continueranno sabato 16 novembre alle ore 17 con l’incontro sullo spettacolo, nel Foyer del Teatro della Corte, alla presenza dell’autore, il regista, gli attori, con l’intervento di Adolivio Capece.

Lo spettacolo “Il gioco dei re”

Due personaggi storici, i cui nomi hanno risonanze mitiche per i cultori degli scacchi: il cubano José Raúl Capablanca e il russo Alexander Alexandrovic Alekhine. Il racconto di un’amicizia destinata a rovesciarsi nel suo opposto, sullo sfondo degli avvenimenti storici della prima metà del Novecento. La sfida tra il “re bianco” e il “re nero”. Da una parte, Capablanca, il quale aveva tutto (il talento e il titolo di campione del mondo, l’amore e la bella vita) e se lo lasciò sfuggire dalle mani un po’ a causa della propria incapacità di vivere in modo consapevole e un po’ perché il crollo della borsa di Wall Street nel 1929 e la Grande Depressione glielo portarono via; dall’altra, Alekhine, che passò tutta la vita a cercare di colmare con rabbia un vuoto esistenziale cominciato con l’espulsione dall’Unione Sovietica e culminato con l’abbraccio all’ideologia nazista.

Rappresentato in anteprima al Napoli Teatro Festival Italia, dove è stato accolto con grandissimo successo dal pubblico e definito dalla critica uno «spettacolo dal sangue blu», Il gioco dei re rinnova la collaborazione tra l’autore Luca Viganò (Genova 1968) e il Teatro Stabile di Genova, il quale ne aveva già messo in scena alcuni anni fa Galois. Storia di un matematico. Strutturato sul filo di una drammaturgia aperta, lo spettacolo procede attraverso una quarantina di scene (alcune anche molto brevi) in cui si alternano i luoghi più diversi: da un interno famigliare al Washington Square Park, dal porto di New York a una sala da torneo di scacchi, da una stanza d’albergo alla tolda di un transatlantico, Il gioco dei reracconta un’avventura umana in cui gli scacchi diventano metafora della vita tutta, il divenire di un’ossessione nella quale amicizia, amore e odio s’intrecciano nella quotidiana battaglia dell’esistenza e i sentimenti devono fare i conti con il razionale movimento dei pezzi schierati gli uni di fronte agli altri su una scacchiera di sessantaquattro caselle.

Pur con libertà nei confronti della loro biografia, Il gioco dei re ricostruisce in “flash-back” l’esistenza dei suoi due protagonisti, affidando al personaggio di un vecchio giocatore di scacchi, che per soldi sfida i passanti in un parco di New York, il ruolo del Coro che accompagna e commenta gli avvenimenti. Del “re bianco” Capablanca, nato a L’Avana nel 1988 e morto a New York nel 1942, la commedia mette in scena gli esordi precoci, i rapporti con il padre e la madre, la conoscenza e il matrimonio con Olga Choubaroff, la vittoria, contro il tedesco Emanuel Lasker, del titolo mondiale, che egli perse poi a opera di Alekhine (Mosca 1892 – Lisbona 1946), il “re nero”, senza riuscire più a raccogliere i soldi necessari per sfidarlo di nuovo.

 

 

Marco Sciaccaluga: “Il GM belgradese Borislav Ivkov, che ho avuto l’onore di conoscere, si arrabbiava quando sentiva citare gli scacchi come metafora: “Gli scacchi sono gli scacchi! Non significano nulla… caso mai sono la vita che, appunto, non ha alcun significato!” E lì si distendeva nella sua seducente risata. “Il gioco dei re” racconta proprio questo: ci porta in un mondo di “eroi” dove un “gioco”, lungi dall’essere un amabile passatempo, diventa l’ossessiva e maniacale ricerca della “verità” e della “bellezza”. I grandi scacchisti sono degli “avventurieri dell’assoluto” e per loro ogni nuova partita è un appuntamento con il destino come nel Settimo Sigillo di Bergman, la sfida è al Tempo e alla Morte, avvincente, esiziale ma, in fondo, insensata, poiché il risultato dell’ultima partita è invariabilmente già scritto per tutti. Scherzava Ivkov: “Lo sapete perché Fischer è quasi invincibile? Perché ogni volta che gioca vede il suo avversario appoggiare a fianco della scacchiera la Grande Falce!”

 

Chi è interessato a vedere lo spettacolo a prezzo scontato sabato 16 novembre, si prenoti a [email protected]

BIGLIETTO RIDOTTO PER GRUPPI DI MINIMO 15 PERSONE

EURO 19,00 1° SETTORE
EURO 13,00 2° SETTORE

RIDUZIONI BIGLIETTI GIOVANI (entro i 26 anni) EURO 12,00

N.B.: TARIFFE CON PRENOTAZIONE INCLUSA