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Scuole Vespertine, Cristina Lodi (PD): «Rischio chiusura, il Comune si attivi per garantirle in ogni municipio»

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Cristina Lodi

«Ancora una volta le Scuole Vespertine, stavolta in Valpolcevera, sono a rischio chiusura perché l’amministrazione precedente, nonostante le continue e plurime richieste dal nostro gruppo e dai municipi, non ha portato avanti un programma di organizzazione del personale che garantisse loro una stabilità e un corretto funzionamento» – queste le parole di Cristina Lodi, consigliera comunale del Partito Democratico, riguardo al rischio concreto di sospensione del servizio delle Scuole Vespertine in alcuni municipi genovesi, una realtà nata a Genova nel 1897 e che da allora rappresenta una vera tradizione della nostra città.

«Da inizio anno cerchiamo di mettere in luce questo problema, che oggi addirittura vede costretti il Municipio Valpolcevera e il Municipio Centro Ovest a “barattarsi gli insegnanti” per poter offrire alternativamente il servizio – continua Lodi – I due municipi sono scesi in campo e il presidente del Municipio Valpolcevera ha scritto all’amministrazione. Io credo che sia necessario che vengano mantenuti i due insegnanti nel Municipio Valpolcevera e nel Municipio Centro Ovest l’insegnante che aveva l’anno scorso, per il mantenimento del servizio distinto nei due municipi, con l’obiettivo di arrivare a due insegnanti anche nel Municipio Centro Ovest, secondo l’impegno della giunta precedente.

Le Vespertine, oltre a rappresentare un servizio fondamentale per i municipi, per i cittadini, per le donne e per la nostra città, vanno tutelate per l’importanza storica e artistica che rappresentano. Da più di cent’anni portano avanti attività artigianali della tradizione, incentivando il passaggio di antiche conoscenze e saperi tra le generazioni. Per questo, devono essere garantite in ogni municipio, con un minimo di 2-3 insegnanti.

Io stessa presenterò un’interpellanza e scriverò alla giunta e all’assessore di riferimento nella speranza che questa volta ci si assuma seriamente la responsabilità di riorganizzare un servizio di cui tutti noi siamo sempre andati fieri e vorremmo continuare a esserlo».