La dichiarazione dello sciopero generale da parte delle forze dell’ordine è l’ovvia conseguenza del blocco del rinnovo contrattuale disposto dal Ministro per i lavoratori della P.A. e del comparto sicurezza. Con questa scelta il Governo mostra chiaramente la sua incapacità a misurarsi coi lavoratori partendo da regole democratiche e condivise.
Non è una questione di salario: questo è solo parte della contrattazione collettiva che deve riguardare non solo la parte economica ma anche e soprattutto le condizioni e le modalità di lavoro delle categorie interessate.
I lavoratori del comparto sicurezza hanno pochissimi diritti sindacali e in questi anni hanno pagato i continui tagli operati da tutti i governi che si sono succeduti, che avevano come unico obiettivo il taglio della spesa, senza prendere in considerazione le condizioni in cui questi lavoratori devono operare e la qualità del servizio.
Da tempo i lavoratori delle forze dell’ordine denunciano una difficoltà sempre più grande a far fronte al lavoro di routine per mancanza di risorse. Crediamo che una riforma del servizio pubblico e della sicurezza sia necessaria, ma deve essere un percorso condiviso con i lavoratori e le organizzazioni sindacali.
Massimiliano Milone, coordinatore Sel Genova
Mario Pesce, resp. Lavoro, Ent locali e eletti, Legalità e Sicurezza Sel Genova
Antonio Molari, resp. Legalità e Sicurezza Sel Liguria






