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Sel Liguria: venga fatta subito chiarezza sulla morte di Kayes

Gli esiti dell’autopsia di Bohli Kayes, lo spacciatore arrestato a Riva Ligure il 5 giugno, dicono che non si è trattato di un malore, come ipotizzato, ma di un soffocamento. I tre carabinieri che l’hanno arrestato sono imputati di omicidio colposo e quando interrogati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Noi appoggiamo pienamente le parole del Procuratore, che ha sottolineato come l’integrità di ogni essere umano, chiunque esso sia, vada tutelata, e intendiamo ancora una volta affermare che la vita di ognuno è sacra, italiano o straniero, innocente o colpevole.

Nella provincia di Imperia ci sono già stati piccoli o gravi episodi che hanno evidenziato come spesso gli stranieri, regolari e no, siano trattati senza il rispetto dei più elementari diritti umani.

È ancora all’obitorio di Sanremo la salma del giovane senegalese che vendeva la propria merce alcune settimane fa al mercato di Ventimiglia ed è annegato alle foce del Roja per sfuggire all’inseguimento delle forze dell’ordine.

Stefano Quaranta, parlamentare ligure di SEL, ha presentato questa mattina una interrogazione alla Camera in cui esorta i vertici delle istituzioni a spiegare precisamente la dinamica dei fatti e a individuare le responsabilità.

Riteniamo pertanto che sulle cause della morte di Bohli vada fatta chiarezza nel modo più rigoroso possibile, evitando ogni omertà e ogni tentativo di minimizzazione dell’accaduto.

Angelo Chiaramonte – Coordinatore Regionale SEL Liguria

Carla Nattero – Responsabile Legalità Coordinamento Regionale SEL Liguria