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Seminario “Economia della conoscenza e il rapporto capitale lavoro: la tesi del capitalismo cognitivo”

In occasione delle celebrazioni per i 50 anni della Facoltà di Economia dell’Università di Pavia, venerdì 19 aprile 2013 nella Sala Lauree della Facoltà, Palazzo San Felice, alle ore 11,00, il prof. Carlo Vercellone, Università Paris 1, Sorbonne, terrà un seminario dal titolo “Economia della conoscenza e il rapporto capitale lavoro: la tesi del capitalismo cognitivo”. All’incontro parteciperanno i proff. Andrea Fumagalli e Roberto Fontana dell’Università di Pavia.

Carlo Vercellone
 Ã¨ autore di numerosi saggi sul tema del capitalismo cognitivo, reddito di esistenza e articolazione della distribuzione del reddito tra salario, profitto e rendita. Tra i suoi lavori, ha curato i volumi “Capitalismo Cognitivo. Conoscena e finanza nell’epoca postfordista”, Manifesto libri, 2004 e “Sommes-nous sortis du capitalisme industriel?”, Paris, La Dispute, 2003.
 
Il capitalismo cognitivo è un’ipotesi di ricerca formulata originariamente, sul finire deglli anni novanta, dal gruppo di ricercatori del Laboratorio MATISSE-ISYS Université Paris 1 Panthéon Sorbonne coordinati da Bernard Paulré per precisare il senso delle trasformazioni che hanno interessato il regime di accumulazione che caratterizza i principali sistemi economici dopo la crisi del fordismo e il processo di globalizzazione. Il concetto di capitalismo cognitivo vorrebbe dunque rappresentare un passo avanti rispetto al concetto di postfordismo, termine che resta vago e che delimita un modello definibile solo in negativo.

I 50 anni di Economia – All’insegna di Economia e Cultura, il programma prevede una serie di incontri e seminari il cui fil rouge è rappresentato dalla ricerca delle sinergie tra economia e cultura. Si tratta di un tema di particolare attualità, che viene giocato su piani diversi: “l’economia come modo di fare cultura – spiega il direttore del dipartimento prof. Antonella Zucchella – attraverso l’ideazione di nuovi modelli di sviluppo per i sistemi economici e per le organizzazioni, l’economia come dimensione della valorizzazione del patrimonio culturale, una delle risorse chiave del sistema Italia, e infine i luoghi della cultura e la funzione delle università nella conservazione della cultural heritage, come avviene nel caso del Monastero san Felice, gioiello medievale che ospita la nostra Facoltà.”
Per questa ragione sono stati coinvolti esperti di fama internazionale spesso di discipline diverse da quella economica (filosofi, narratori, giornalisti, storici, demografi, e così via) per stimolare un dibattito anche non convenzionale sull’economia, la cultura e le università del futuro.