
Falsopiano è il primo album solista di Sergio Cossu, musicista milanese ma padovano d’adozione, ex componente e autore di alcuni dei più grandi successi dei Matia Bazar dei tempi d’oro.
Il disco, disponibile in tutti gli store digitali e sulle piattaforme di streaming (Blue Serge/Egea), contiene dodici tracce per pianoforte solo, ed è stato registrato nello scorso luglio all’Urban Recording Studio di Trieste.
«La mia storia pop pubblica termina nel 1999 (vent’anni fa) con la mia uscita dai Matia Bazar, dopo una meravigliosa avventura durata quindici anni – racconta l’artista. – Da allora ho continuato a scrivere e a suonare anche in pubblico, ma in situazioni più piccole e in ambiti musicali differenti. Ho anche portato avanti la mia etichetta Blue Serge con la quale sono gioiosamente entrato in contatto con ambienti non ‘miei’ come jazz e classica, e questo credo abbia regalato qualcosa al mio stile pianistico».
Il titolo Falsopiano si rifà proprio allo stile delle composizioni di Sergio Cossu, che possono sembrare semplici e lineari mentre spesso, al contrario, nascondono movimenti interni e stranezze, soprattutto armoniche. L’album, elegante e intenso, racchiude anche la splendida ‘Siviglia’ scritta per Miguel Bosé nel 1984 e ancora oggi un classico del repertorio dell’artista spagnolo.
«Il disco è nato in maniera spontanea e abbastanza velocemente, anche se mi piace pensare che ci sia stata una silenziosa preparazione lunga vent’anni. – precisa l’artista – Tutte le tracce sono state composte tra maggio e luglio nel corso di improvvisazioni notturne, a volte dal nulla oppure rielaborando un tema nascosto da qualche parte, nella memoria».
Tracklist: 1) Birdy, 2) La pazza di Dueville, 3) Esperanto, 4) La crudele necessità di amare, 5) Pensamento, 6) Serendipity, 7) Sulle rive, 8) San Patrizio, 9) Careless, 10) Garrincha, 11) Siviglia, 12) Falsopiano.
SERGIO COSSU porterà la sua musica sui palchi di tutta Italia con una serie di concerti, che è in via di definizione.
La carriera artistica di Sergio Cossu, pianista, produttore e compositore, è indubbiamente lunga e varia. Iniziata negli anni ’70 nelle prime radio libere e proseguita prima come autore (Enzo Jannacci, Miguel Bosè) e poi dal 1984 al 1999 nei Matia Bazar. Nel 2003 ha fondato l’etichetta discografica Blue Serge con la quale ha pubblicato oltre 60 cd di jazz e classica. Oltre a più di 100 canzoni (Ti sento, Souvenir, Dedicato a te, Piccoli giganti, Noi, Sevilla, Amante Bandido, Stringimi…) ha scritto musiche per il teatro, la radio, la televisione. Ha suonato in studio e dal vivo con Paolo Fresu, Marco Tamburini, Rossana Casale, Enzo Jannacci, Ricky Gianco, Roberto Colombo, Gualtiero Bertelli, Grazia Di Michele, Lucio Fabbri, Vittorio Matteucci, Maurizio Camardi, Ares Tavolazzi, Alberto Radius e molti altri.
Sergio Cossu – Falsopiano (Blue Serge BLS-068, distribuzione Egea)
‘Falsopiano’ – I brani
1.Birdy
Mi piaceva l’idea di iniziare il disco con una serie di dissonanze che vanno a risolversi in un tema lirico e semplice. La composizione è degli anni ’80 e la eseguivo in solo durante i concerti dei Matia Bazar 1985/87. Il titolo è relativo alla fragilità della bellezza (e alla bellezza della fragilità).
2. La pazza di Dueville
È un omaggio ai libri e al mondo di Georges Simenon, fin dal titolo.
Il tema è forse il più cinematografico del disco. Starebbe bene in un film francese con Emmanuelle Béart. Non so se a Dueville c’è una pazza. Se c’è, questa è per lei.
3.Esperanto
Mi piace l’idea di “esperanto”, di linguaggio comune che unisce, come la musica. Un rispettoso omaggio alla musica di Joe Zawinul. L’avevo già registrata con la multietnica Banda di Via Anelli. Molto divertente da suonare.
4. La crudele necessità di amare
Altro tema molto cinematografico. Con un interludio quasi bachiano. E il titolo dice tutto.
5. Pensamento
Nasce come canzone, già registrata da Silvia Donati e Sandro Gibellini con un testo in portoghese di Salvador Soliméno. Una milonga o un habanera, molto nostalgica.
6.Serendipity
Una delle mie parole preferite, indica la scoperta di qualcosa mentre si sta cercando tutt’altro. In studio stavo improvvisando e mi sono accorto che stavo inseguendo uno stile non mio, inutilmente complesso. E a quel punto il tema, semplice e luminoso, è nato da solo.
7.Sulle Rive
E’ il mio omaggio a Trieste, dove è nato Falsopiano. Scritta e registrata dopo una passeggiata serale sulle Rive di quella meravigliosa città.
8.San Patrizio
Il pezzo che ha dato il via a questo mio primo disco di piano solo. Ogni volta che la eseguivo, in pubblico o per gli amici, mi accorgevo che le reazioni erano spesso ricche di emozione. Il titolo, così irlandese, mi fa pensare ad ampie distese di verde. E ad una buona Guinness.
9.Careless
Un tema recuperato dal passato, che avevo suonato centinaia di volte senza mai trovargli uno sviluppo. Qui giochiamo insieme, in diversi stili e tonalità.
10.Garrincha
Altra variazione su bellezza e fragilità, dedicata a due grandi brasiliani: il calcatore Garrincha (soprannominato così perché fragile e sgraziato come quell’uccellino) e la divina cantante Elis Regina. Leonard Cohen li avrebbe definiti Beautiful losers.
11.Siviglia
La prima canzone di successo che ho scritto. Era il 1984 e Miguel Bosè ne scrisse il testo e la incise, cambiandomi la vita. Il testo della versione inglese era di Peter Hammill. Non avevo mai pensato di includerla in Falsopiano, ma una sera si (ri)presentò sulla tastiera e si suonò da sola.
12.Falsopiano
Un’improvvisazione notturna in studio, senza un tema vero e proprio. Ho lasciato fluire la musica liberamente dalla mente alle mani.
Il finale, un po’ in sospeso, lascia intuire (e sperare) che ci saranno altri viaggi, altra vita, altra musica.
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