Rapallo Pallanuoto – Plebiscito Padova: 5-11.
Rapallo Pallanuoto: Lavi, Zanetta, Casanova, Avegno 2, Sessarego, Antonucci, Tankeeva 1, Criscuolo S., Arbus, Criscuolo C., Cotti 2, Ioannou, Maiorino. All. Antonucci
Plebiscito Padova: Teani, Barzon 2, Savioli I., Gottardo, Savioli M. 2, Queirolo 4 (1 rig), Millo 1, Dario 1, Fisco, Robinson 1, Nencha, Lascialandà, Franceschino. All. Posterivo S.
Parziali: 4-2, 0-1, 1-2, 0-6
Superiorità numeriche Rapallo 1(4) Padova 5(10) e 1 rigore segnato nel II tempo
Uscite per limite di falli Claudia Criscuolo e Tankeeva (R ) nel IV tempo
Ancora quarto tempo “maledetto” per il Rapallo Pallanuoto: come a Catania contro l’Orizzonte la scorsa giornata, le gialloblu tengono per tre quarti del match per poi cedere sul finale. È successo anche questo pomeriggio, nel turno infrasettimanale che ha visto la piscina del Poggiolino ospitare la capolista Plebiscito Padova. Bene il Rapallo fino al terzo tempo, capace di tener testa alla prima della classe e campione d’Italia in carica restando davanti o in parità per buona parte del match. Poi, sul finale, episodio decisivo che dà il la all’avanzata della formazione di Posterivo fino al 5-11 finale che lascia ancor più l’amaro in bocca.
Primo tempo, palla al Rapallo con Casanova ad impostare l’azione. Cambio di fronte, attacca Padova con la ex gialloblu Queirolo, tiro centrale e para Lavi. Ancora Queirolo, palo pieno. Apre le marcature il Rapallo a 2.30, gol di Avegno in superiorità. Pareggia Martina Savioli, 1-1. Conquista un fallo Tankeeva al centro, occasione ghiotta per le gialloblu che con Avegno sola davanti a Teani non sbagliano: 2-1. Ancora espulsione a favore del Rapallo, conclusione di Claudia Criscuolo che sfiora la traversa. Legno anche per Lascialandà dalla parte opposta. Doppio miracolo di Lavi che si oppone alle incursioni del Padova, sulla seconda respinta controfuga Rapallo e insacca Cotti: esultanza a dar la carica e 3-1 per le padrone di casa. Accorcia Dario in superiorità a un minuto da fine tempo, sulla sirena c’è ancora tempo per la rete di Ekaterina Tankeeva: 4-2.
Secondo tempo, si fa sotto il Padova: rigore provocato da Avegno, davanti a Lavi si presenta Queirolo che non sbaglia, 4-3. Ancora grande intervento di Federica Lavi, che si allunga sul tiro di Dario ed evita un gol fatto. Grande agonismo da ambo le parti e difese vigili, risultato invariato fino a fine tempo.
Cambio campo, attaccano le campionesse d’Italia in carica, dalla distanza Queirolo ma Lavi dice ancora no. L’estremo difensore gialloblu nulla può pochi secondi dopo, quando il Padova in superiorità trova il pareggio con Barzon. Il Rapallo però ha tutte le intenzioni di lasciare il segno e torna avanti con Cotti, 5-4. La capolista non molla e raggiunge il Rapallo sul 5-5, segna Queirolo in superiorità. Nuova gran parata di Lavi, che toglie da sotto la traversa la palla su tiro di Millo. Ultima conclusione nelle mani di Sonia Criscuolo, colomba dalla distanza ma vola Teani.
Quarto tempo, passa il Plebiscito con Martina Savioli, 5-6. Ancora squadra ospite in attacco, tira Queirolo, deviazione sfortunata della difesa che spiazza Lavi ed è 5-7. Espulsione definitiva di Claudia Criscuolo, approfitta Robinson e Padova a +3. Episodio che fa discutere a 2.30: espulsione temporanea di Dario, conclusione a rete del Rapallo, deviazione non vista in corner del portiere Teani; da qui scatta la controfuga e il gol di Queirolo, 5-10. A 26” dalla sirena scena analoga, questa volta Queirolo sceglie l’assist per Alessia Millo che non sbaglia. Finisce 5-11.
«La partita è andata così come l’abbiamo preparata, le ragazze hanno giocato bene soprattutto tenendo conto che di fronte avevamo una corazzata come il Padova – commenta il tecnico Luca Antonucci – Purtroppo, in un momento decisivo della partita, una svista arbitrale non ha concesso un corner nettissimo a nostro favore ed ha invece dato il via alla controfuga e al gol del Plebiscito, che da lì ha dilagato. L’unico appunto che oggi mi sento di fare alla squadra è che bisognerebbe giocare con questa determinazione anche con squadre più alla nostra portata».





