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Serie A2 Femminile : R.n. Sori – U.S. Luca Locatelli Genova

R.N.Sori – U.S.Luca Locatelli Genova 8-7

(3-2); (1-2); (2-1); (2-2)

R.N. Sori: Tondelli, Cocchiere (2), Giannace, Riccardi, Maci, Javarone (3), Congiu (2), Ghisalberti, Stradella, Guaita, Sessarego (1), Facchini. Allenatore: Bruno Congiu (sostituito in panchina per squalifica da Piero Ivaldi)

U.S.Luca Locatelli Genova: Costamagna, Figari (4), Castronovo, Di Paola (1), Ricchini (1), Valsecchi, Marenco, Nucifora, Aceti, Benvenuto (1), Coviello, Ugoste, Pinto.

Allenatore: Stefano Carbone (sostituito in panchina per squalifica da Carla Ogliastro)

Arbitro: Castagnola

Superiorità numeriche:

R.N.Sori 4/15

U.S.Luca Locatelli Genova 5/13

Rigori:

R.N.Sori 2/2

U.S.Luca Locatelli Genova 1/1

Si spengono nella vasca di Sori le speranze della Locatelli di riagganciare, con una grande impresa una permanenza in A2 compromessa da un girone d’andata disastroso. La compagine genovese, infatti, cede i tre punti alle levantine granata in una partita molto intensa ed emozionante,nella quale le belle giocate sono state poche, ma che l’intensità agonistica e l’equilibrio hanno reso una sfida di raro fascino.

Parte subito a giocare forte la Locatelli, che dopo avere annullato un paio di inferiorità numeriche trasforma una superiorità con Silvia Figari, la stessa numero 2 biancorossoblu viene punita dopo pochi secondi da Castagnola che concede con estrema generosità un rigore al Sori che viene trasformato con sicurezza da Chiara Congiu, ironia della sorte è la stessa Congiu che poco dopo, espulsa per fallo sul centroboa Ugoste, rifila un calcio a gioco fermo all’avversaria. Gioco violento o brutalità? Niente di tutto questo, per Castagnola è solo rigore per interferenza. Rigore che ancora Silvia Figari trasforma, riportando in vantaggio le lontre per 2-1.

Dopo dodici secondi il Sori è di nuovo in superiorità, per l’espulsione della Aceti, e Cocchiere trasforma per il 2-2. La Locatelli viene poi castigata, dopo avere fallito l’uomo in più per due volte, ancora in inferiorità, da Elisa Javarone per il 2-3 con il quale si conclude il primo tempo. Nel secondo tempo è ancora la scatenata Figari a trafiggere l’incolpevole Tondelli con una bomba a rimbalzo che vale il 3-3, imitata a fine tempo da Guendalina Benvenuto che pareggia (4-4) il temporaneo vantaggio sorese realizzato da Maria Cristina Cocchiere.

Si va al cambio campo sul pareggio, ma il Sori piazza il primo ed unico break dell’incontro con Javarone (a uomo in più) e Congiu (su rigore) e si porta 6-4, ed è Sonia Di Paola a tenere le compagne in scia con un bel gol sottomisura in superiorità numerica per l’espulsione di Anna Stradella che poi trova modo di farsi espellere definitivamente mandando l’arbitro là dove probabilmente avrebbero voluto spedirlo con maggiori ragioni le sue avversarie.

In apertura di quarto tempo Silvia Figari approfitta della espulsione temporanea della Cocchiere per pareggiare e siglare il suo poker personale di reti, ma all’ultimo secondo dell’azione successiva, Castagnola è nuovamente generoso con le ragazze granata, ed espelle Silvia Aceti, favorendo il nuovo vantaggio realizzato da destra da Sessarego, sulla quale Figari è eccessivamente lenta a scalare. Subito dopo la stessa Sessarego commette un clamoroso fallo da rigore sul centro genovese Chiara Ricchini, ma a Castagnola non basta che la giocatrice abbia la palla in mano, e sia rivolta verso la porta avversaria con Sessarego sulla schiena a farle fallo, si limita ad una espulsione e la superiorità numerica é una situazione favorevole assai meno vantaggiosa di un rigore,e la Locatelli la fallisce.

A meno di quattro minuti dalla fine Chiara Ricchini è svelta ed implacabile nello sfruttare a proprio favore un rimbalzo su un tiro ad uomo in più, si torna in parità (7-7), e dopo due espulsioni consecutive subite da Guendalina Benvenuto e dopo un gol non convalidato alla Locatelli con pallone che danza sulla riga e probabilmente dentro, Silvia Aceti si fa sorprendere molto ingenuamente dalla Javarone e concede la rete decisiva alle soresi che ottengono i tre punti-salvezza in quella che verosimilmente resterà l’unica partita giocata veramente delle ultime otto giornate di campionato, mentre la Locatelli dà l’arrivederci alla A2 con due giornate di anticipo sulla fine del campionato, conscia che non è stato questo sfortunato match a condannarle la squadra di Carbone, ma un campionato disputato ampiamente al di sotto delle proprie potenzialità.

Commento del tecnico Stefano Carbone:

“Anzitutto vorrei ringraziare le ragazze perchè nella mia vita non avevo mai visto una scena del genere dopo una retrocessione. Dopo trenta secondi dal fischio finale, forse meno, mi sono trovato le mie giocatrici, senza che nessuno avesse ordinato nulla, sedute tutte vicine ed ordinate in panchina. Un esempio di compostezza e dignità rarissimo, in queste situazioni di solito iniziano a volare gli stracci, i mea culpa, i tua culpa, le lacrime, gli accidenti, i torti in faccia, loro no: mi hanno aspettato con pazienza per consentirmi di dire la mia, senza che nessuno rinfacciasse nulla a nessuno.

E la mia l’ho detta a loro e la ripeto pubblicamente, ognuno (io assolutamente per primo) ha fatto mancare qualcosa e la squadra aveva bisogno invece di tutto, la stagione è stata molto complicata anche per colpe che onestamente non sono della squadra, per prima la vergognosa situazione che abbiamo dovuto subire nell’impianto che ci ha visto nascere e che è casa nostra da 13 anni, situazione della quale prima che finisca la stagione parlerò diffusamente perchè se non mutano immediatamente certi parametri non ho intenzione di starmene zitto a subire ancora a lungo.

Tornando alla partita, abbiamo sbagliato molto, eravamo tese per la posta in palio, e potevamo vincere nonostante l’arbitraggio. Però vorrei sapere perché dovremmo vincere nonostante l’arbitraggio: Castagnola, che resta, nonostante ieri, un direttore di gara che apprezzo moltissimo, ha cercato di fare del suo meglio, ma se consenti ad una squadra di commettere qualsiasi tipo di nefandezza nella marcatura sul semicerchio e di impedire qualsiasi movimento a chi vorrebbe entrare, nuotare, muovere, è normale che alla fine sul risultato abbia inciso e parecchio. Ha sorvolato su un gioco violento palese di una giocatrice (peraltro in una partita precedente già graziata ampiamente), non ha visto un altro gioco violento ed una brutalità, ci ha negato un rigore clamoroso che ci avrebbe riportato in vantaggio (uno a dire il vero c’era anche per il Sori).

Ripeto, abbiamo sbagliato tanto, ma non è facile realizzare quando sei appesantita da una avversaria che ti trattiene a due mani per dieci secondi ogni azione, con un metro arbitrale che magari è anche uniforme,ma che fa a pugni col regolamento (a meno che la regola 21.8 non sia stata cancellata e si aspetti l’entrata in vigore degli annunciati diktat di Lonzi sul “blocking”), e pure col mio modo di intendere la pallanuoto e lo sport.

Forse però non paga questo, se ci siamo ritrovati alla fine con la beffa, oltre al danno, di due espulsioni ed un rigore a favore in meno di quelli avuti a favore dalle nostre avversarie, e questo, per chi ha visto la partita con un minimo di equanimità e competenza, è addirittura grottesco.

E ne ho anche per il giudice unico, vorrei capire infatti con quale principio da un lato se un tecnico, quindi un tesserato, manca reiteratamente di rispetto ad un arbitro, quindi un altro tesserato, si becca tre giornate di squalifica, e se un tecnico invece scaglia una bottiglia contro uno spettatore se ne becca, secondo lui,solo una, di giornata di squalifica…e vabbè, diciamo che potrebbe valere il fatto che fra tesserati ci sia una maggior tutela. Poi però allora mi spieghi anche,l’ineffabile giudice, per quale motivo se una tesserata (magari con poca cortesia e minor riconoscenza) manda a quel paese l’arbitro viene solo ammonita (nonostante l’espulsione in partita), mentre se un tifoso,magari imbufalito perchè hai appena negato un gol regolare alla sua squadra su un pallone entrato in porta, ti manda a quello stesso paese, allora scatta subito una bella sanzione ai danni della società. Qui è più grave non essere tesserati??

La stagione e questo campionato volgono al termine, sappiamo già che il nostro destino è quello dell’ultimo posto, e sappiamo anche che ce lo siamo andate complessivamente a meritare, al di là di concause esterne, ma come ho già detto, quello che è successo a fine partita, compreso il fatto che le ragazze abbiano voluto assorbire il trauma della retrocessione allenandosi subito già dal giorno dopo, senza neppure 24 ore di riposo, mi fa capire che i mezzi anche “morali” per salvarci li avevamo eccome, e che quindi, come allenatore ho sbagliato molto io. Dico sbagliato e non fallito, perchè quegli stessi comportamenti che ho elogiato (forse non abbastanza) per me valgono anche più del campionato, e sono anche più rari dei trionfi, tanto che preferisco retrocedere con questa squadra piuttosto che allenarne un’altra, sapendo che tutto gira,e presto tornerà una occasione per rifarci.

U.S.Luca Locatelli Genova a.s.d.