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Sestrese Athletic: parla Domenico Borsei

“Come tutte le societ Stagione che volge ormai al termine, primi bilanci e bilancini, agonistici e non, per la Sestrese Athletic, in vista di un'estate che sarò ancora frenetica, piena di novità e irta anche di difficoltà.
"E' stata una stagione come avevamo previsto, rimangono tre partite, ma domenica scorsa abbiamo sprecato un'occasione per accorciare sul Molassana e sorpassare l'Imolese – analizza il presidente Domenico Borsei -. Ma per fare il bilancio aspettiamo la fine del campionato. Ci eravamo prefissi l'amalgama delle nostre piccole promettenti con le veterane e devo ammettere che si è realizzato un bel gruppo, che ha davanti solo anni di crescita e non può che far meglio. E' andato oltre le nostre aspettative come gruppo, pensavamo ci fosse il rischio di vedere le veterane staccate dalle giovani, invece le veterane si sono dimostrate all'altezza come donne e atlete, e hanno preso le giovani sottobraccio. Per contro, le giovani hanno mostrato maturità, la voglia di diventare atlete anche loro. Tra loro è nata complicità, amalgama, collaborazione, hanno avuto l'umiltà di sentire e ascoltare le grandi, e questo dimostra che piccole non sono, perché hanno sale in zucca. Purtroppo, Come tutte le società di calcio femminile paghiamo l'impossibilità di gestire un proprio campo, effetyivo e permanente. Abbiamo vissuto un'esperienza triste con la Sestrese, ora l'Arenzano ci ha aperto le braccia, contento di ospitarci. Lo hanno fatto anche perché c'è una prospettiva, ma questo lo sapremo dopo le elezioni comunali. Questo sport non ha visibilità, gli sponsor mancano, il campionato nazionale è costoso. Per la prossima stagione abbiamo in piedi tante promesse che devono consolidarsi in certezze. La Sestrese ci ha usato per ricrearsi un'immagine, ma le colpe di un matrimonio fallito sono da ricercare in alto, dalla Divisione e quindi dalla Lega Nazionale dilettanti. Ho detto, di fronte ad altri presidenti di serie A e A2, a Tavecchio e al suo entourage, che bisogna incentivare le società maschili ad avere un settore femminile. Questo non deve essere un'imposizione alle società professionistiche, ma deve essere rivolto alla serie D, all'Eccellenza e alla Promozione, partendo dalla formazione di Scuola Calcio femminile, quindi dalle scuole elementari. Noi volevamo essere un polo Scuola Calcio per Genova, ma il trasferimento fuori dal comune per andare ad Arenzano non è una nostra sconfitta, ma lo è per Genova. Noi, la nostra buona volontà l'abbiamo sempre messa, prostrandoci anche alle società maschili".