
“Siamo liberi!”
Diario di un sopravvissuto al campo di sterminio di Mauthausen
Riccardo Gentile
Guglielmo Meltzeid, figlio di Gustavo, autore del libro
sabato 7 marzo, ore 16.00
Édith Piaf: ribellione, inquietudine e uno spirito gioioso
Omaggio a una donna, grande interprete della canzone francese
Raffaella Saponaro, insegnante, scrittrice e saggista
domenica 8 marzo, ore 16.00
Spazio Aperto di Via dell’Arco, Santa Margherita Ligure
sabato 7
Scrisse Giorgio Napolitano, allora Presidente della Repubblica: “Testimonianze come questa, di un tempo che oggi ci appare molto lontano, sono importanti proprio perché consentono ai lettori più giovani di apprezzare in pieno il valore del progresso compiuto con la creazione di un’Europa sempre più unita, di un’Italia democratica e repubblicana. Ma quante sofferenze, che merita non dimenticare, prima che trovassimo la forza per realizzare quelli che furono a lungo soltanto dei sogni.”
Poche parole per esprimere il valore della testimonianza di un uomo sopravvissuto alla barbarie del campo di sterminio di Mauthausen: Gustavo Meltzeid, docente di pittura e scultura originario di Budapest, poliglotta, atleta di talento e partigiano, che venne catturato e deportato in uno dei luoghi di prigionia più feroci mai istituiti dal regime nazista.
Con sensibilità distaccata, senza ergersi a giudice, Gustavo ricostruisce attraverso singoli episodi uno scenario terrificante, violenze impossibili da immaginare, ancor più agghiaccianti in quanto banalmente quotidiane.
Ricostruiscono le vicende e descrivono il percorso che ha portato alla realizzazione dell’opera il figlio Guglielmo, che ha tenacemente voluto la pubblicazione avvenuta con il Salone Internazionale del Libro di Torino del 2014 ed è stato premiato dal patrocinio dell’UNESCO, ed il dott. Riccardo Gentile che, Consigliere comunale di Pianezza (TO) con delega agli eventi culturali, ha recentemente coinvolto gli studenti nell’approfondimento dei contenuti del libro.
domenica 8
“Non, rien de rien / non, je ne regrette rien / ni le bien qu’on m’a fait ni le mal / tout ça m’est bien egal (no, niente di niente / non rinnego niente / né il bene che mi hanno fatto, né il male / per me pari sono): è il verso di una celebre canzone che riassume lo straordinario concentrato di forza e sensibilità di Édith Piaf.
In occasione della “Giornata Internazionale della Donna”, a Spazio Aperto la prof.a Raffaella Saponaro ricorda una donna che, con la sua voce ricca di mille sfumature, anticipa di oltre un decennio il senso di ribellione e di inquietudine che incarneranno poi gli artisti intellettuali della “rive gauche” (la riva sinistra della Senna, al centro della vita letteraria ed artistica).
Una vita segnata da eventi drammatici: incidenti stradali, interventi chirurgici, lutti, alcolismo cronico e delirium tremens, un tentativo di suicidio.
La ricordiamo piccola e curva, le mani deformate dall’artrite reumatoide, i capelli radi… ma una voce intensa capace di passare dai toni più aggressivi alle inflessioni più dolci.
Cento anni fa, il 19 dicembre 1915, nasceva Édith Giovanna Gassion che, guarda caso, sceglierà come nome d’arte Piaf, che in francese familiare significa “passerotto”.
Entrambi gli incontri hanno il patrocinio del Comune di Santa Margherita.
Appuntamento sabato 7 e domenica 8 marzo alle ore 16.00, in via dell’Arco 38 a Santa Margherita Ligure.
L’ingresso, come per tutte le iniziative dell’Associazione “Spazio Aperto”, è libero e gratuito.
[email protected] 0185 696475 www.gazzettadisanta.eu/spazioaperto/







