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Soddisfazione a metà per Bellan al Monzino

Alessio Rossano Bellan
Alessio Rossano Bellan, in azione (Foto Mario Leonelli)

Taglio di Po (RO) – Pur trattandosi sempre di una vettura della classe regina Alessio Rossano Bellan era ben consapevole che il ritorno al volante della Citroen C3 Rally2, curata da Baldon Rally, non sarebbe stata una passeggiata di salute, a differenza del feeling maturato in numerose apparizioni con la Skoda Fabia Rally2, seguita da Autotecnica2.

Il pilota di Taglio di Po, deciso ad affrontare una sfida personale e con tanta curiosità di provare la vettura della casa transalpina, scendeva in campo allo scorso Special Rally Circuit by Vedovati Corse, meglio noto come Monzino, affiancato dalla ritrovata Lena Tarzia.

Quattro erano le prove speciali in programma, tutte da disputare all’interno dell’Autodromo Nazionale Monza nella sola giornata di Domenica, con il portacolori di AB Motorsport che faticava a creare la giusta alchimia con il mezzo, viaggiando oltre la ventesima posizione assoluta in ognuno dei passaggi previsti, sempre alla ricerca del giusto compromesso.

Uno dei poi a non incappare in penalità, a differenza di tanti colleghi, il polesano archiviava la trasferta al ventunesimo nella generale, al diciassettesimo in RC2N ed in classe R5 – Rally2.

“Era la prima volta che usavo realmente la C3 Rally2” – racconta Bellan – “e devo dire che è dotata di una frenata notevole ma non sono mai riuscito ad entrare in sintonia con lei. In una gara soltanto non riesco a dire se sia un fattore di regolazioni da trovare o sia così di natura. Resta il fatto che sulle chicanes arrivavamo davvero forte ma eravamo poi lenti in percorrenza di curva. Alla Lesmo, ad esempio, in ingresso di curva tutto bene ma al suo centro non riuscivo più a gestirla come avrei voluto. Ho fatto parecchia fatica a guidarla, rischiando molto di più rispetto a come sono abituato con la Fabia. Era una sfida con me stesso ed ero curioso di provare questa vettura. Sicuramente non saremmo entrati nei primi dieci della generale ma credo che chiudere diciassettesimi su trentacinque in classe non sia poi un risultato da buttare.”