Un palco per l
Già il nome, OVRA, è di origini incerte: chi lo vuole acronimo di “Opera Volontaria per la Repressione dell’Antifascismo”, chi lo deriva dall’assonanza con la “piovra” tentacolare.
Niente male per un ispettorato speciale di polizia politica, “avanguardia nella prevenzione e repressione dell'attività sovversiva ed in particolare di quella comunista”, un’organizzazione segreta creata nel 1927 che disponeva di una fitta rete di informatori e delatori e agiva in stretta collaborazione con il tribunale speciale per la difesa dello Stato.
Più noto, al contrario, il ministero della Cultura popolare, conosciuto come Minculpop: una struttura governativa che aveva competenza su tutti i contenuti che potessero apparire in giornali, radio, letteratura, teatro, cinema, ed in genere qualsiasi altra forma di comunicazione o arte.
Nel suo ultimo lavoro dal titolo “Un palco per l’Ovra – Cultura, spettacolo e polizia politica fascista”, lo storico Sandro Antonini analizza i rapporti tra questi due organismi repressivi creati dal regime fascista e approfondisce la storia di alcuni personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo di allora.
A “Spazio Aperto” il dott. Antonini accenderà i riflettori sul campione di pugilato Primo Carnera, il commediografo Giovacchino Forzano, lo scrittore e regista Mario Soldati, il poeta Filippo Tommaso Marinetti, il tenore Beniamino Gigli, il giornalista Leo Longanesi, l’attrice Elsa Merlini, l’attore Osvaldo Valenti e tanti altri.
Molti dei ceti intellettuali e del mondo dello spettacolo accettarono di convivere con il fascismo, di entrare nei suoi ingranaggi che sembravano funzionare a dovere: si iscrissero al partito e magnificarono le scelte compiute nel paese su libri, giornali, radio e pubblici discorsi e per opportunismo, calcolo o convinzione si iscrissero al partito.
Quando quell’edificio minacciò di sgretolarsi il consenso si affievolì e si assisté a una generale abiura, a sottili distinguo e soprattutto a uno spalleggiarsi a vicenda per entrare nei nuovi istituti democratici, in una generale acquiescenza e con la complicità dei vincitori.
La discontinuità, è la tesi del dott. Antonini, fu più un’operazione teorica che reale.
L’incontro ha il patrocinio del Comune di Santa Margherita.
Appuntamento sabato 19 maggio alle ore 17.00, in via dell’Arco 38 a Santa Margherita Ligure.
L’ingresso, come per tutte le iniziative dell’Associazione “Spazio Aperto”, è libero e gratuito.






