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SPORT, CON L’INIZIO DEGLI INTERNAZIONALI DI ROMA SPOPOLA LA TRIBÙ DEI “TENNIS LOVERS”

Il tennis per incontrarsi, per giocare, per discutere di sport, famiglia e lavoro ma soprattutto per stare insieme: spopola la figura del “tennis lover”.

Grande appassionato, non rinuncerebbe mai all’ora di gioco settimanale e ama confrontarsi con gli altri, grazie a questo sport trova un mezzo per incontrarsi e instaurare nuovi legami. Il 76% dei praticanti  dichiara infatti di aver fatto nuove conoscenze grazie alla racchetta. Un’occasione per passare del tempo con gli amici (42%) o per incontrare nuovi avversari (30%). In campo per scaricare tensioni ma anche per socializzare, ancor di più perché solo il 35% ama parlare di lavoro, meglio infatti affrontare temi come il tennis (54%) e la famiglia (41%). Trovarsi è semplice, un campo, un avversario e la partita può cominciare. Il 75% pensa che per organizzare un’ora di calcetto serva più tempo e maggiore impegno rispetto al tennis dove tutto è più diretto; un messaggino su Whatsapp, utilizzato dal 41% dei tennisti, ci si incontra, si gioca e si socializza. A confermare questo trend positivo anche uno studio ISTAT promosso dal CONI: il tennis, con 280mila tesserati e circa un milione e mezzo di giocatori, sta conquistando l’Italia.

È quanto emerge da uno studio promosso da Found! in occasione degli Internazionali d’Italia 2015 che prenderanno il via il 7 maggio, condotto su circa 1600 italiani, uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 60 anni, con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community dedicate, per scoprire come il tennis influenza i rapporti tra le persone e quale rapporto hanno gli italiani con questo sport sempre più amato.  

“Il tennis unisce – Queste le parole del sociologo e fondatore di Found! Saro Trovato che sottolinea come – si comincia impugnando la racchetta e ci si ritrova parte di un gruppo fatto di amicizie, risate e convivialità. Questo sport, individualista per eccellenza, diventa il mezzo per sviluppare nuovi rapporti e legami. Capita così che ci si trovi anche nei giorni in cui non si gioca: chi per assistere agli incontri di altri, chi per scambiare quattro chiacchere in un ambiente accogliente e famigliare. Si entra a far parte di una comunità, dove le differenze sociali e culturali vengono messe da parte e dalla quale diventa difficile separarsi”.

L’Italia riscopre il tennis. Era dai tempi di Panatta che questo sport non impazzava nei campi da gioco. Invece anche grazie agli splendidi successi delle ragazze italiane dalla Vinci alla Errani, dalla Pennetta alla Schiavone, dalla Giorgi alla Knapp, il trend sta cambiando. Ma il tennis ha maggiori potenzialità di aggregazione rispetto ad altri sport? La risposta sembra essere affermativa. Il 95% dichiara di aver praticato anche altre discipline e il 68% attribuisce a questo sport un potere di socializzazione maggiore rispetto ad altri. Il 30% si affida ai circoli sportivi per trovare un compagno di allenamento, capita così che spesso, dall’altra parte della rete, ci sia uno sconosciuto con il quale confrontarsi prima in campo e poi fuori. Il 42% è solito giocare con degli amici mentre il 10% con famigliari. Altra percentuale rilevante è il numero di coppie nella vita che si misura anche sul campo: sono il 18% degli intervistati. Tensioni, discussioni e nervosismi vengono scaricati sulla pallina gialla ed i rapporti ne traggono beneficio. Ma anche il web diventa protagonista: il 45% si serve di Whatsapp per organizzarsi e scambiarsi informazioni, il 21% si serve di Facebook, mentre solo il 5% si affida a community specializzate.

Interessanti anche le frequenze di consumo. Il 18% si reca agli impianti una sola volta nell’arco di una settimana, il 32% due volte, il 45% tre volte ed il 5% anche di più. Infatti tra coloro che si cimentano in questo sport, il 79% è piacevolmente colpito dalle possibilità di incontri e di aggregazione che esulano dal rettangolo di gioco ed il 52% è portato a frequentare questo ambiente anche per attività extra sportive. Il 76% instaura nuove amicizie ed il 32% decide di continuare le frequentazioni anche fuori dal campo. Il lavoro e le tensioni restano a casa, perlomeno per il 65%. Il restante 35%, si confronta su professioni e occupazione, nella speranza di creare qualche conoscenza o recuperare qualche contatto utile. In campo e fuori, il tennis resta il protagonista principale. Tra i giocatori infatti si discute di tennis (54%), di famiglia (41%), di lavoro (35%), di politica (21%), di salute (15%), di altri sport (13%) o di altri argomenti (12%).

“E se non giochi a tennis non importa – aggiunge il sociologo Saro Trovato –  Gli impianti vengono frequentati dalle famiglie e dagli amici dei giocatori che decidono, entusiasti, di trascinare i propri affetti in questo mondo. Un ambiente sano e divertente dove passare ore, giornate in compagnia e leggerezza. Un modo per i figli di instaurare rapporti con i propri coetanei e soprattutto un modo per gli adulti di allargare il bacino delle proprie conoscenze spesso chiuse e limitate all’ambiente di lavoro o all’ambito domestico”.  

Eventi tra i più diversi sono in grado di riunire gli appassionati. Il 62% partecipa a cene, il 52% assiste ad eventi sportivi, come tornei o allenamenti mentre il 61% si incontra al bar per confrontarsi e magari guardare due scambi alla tv. Per il 25% il sentimento di appartenenza è talmente forte da portarli a fare lavoretti di manutenzione, ad organizzare eventi e a fare volontariato all’interno delle strutture. Il legame che si instaura è talmente forte che solo il 13% dei giocatori sarebbe disposto a cambiare disciplina. Il 71% non cambierebbe mai mentre il 16% lo farebbe ma a malincuore. Ma non solo il tennis in sé: a determinare queste percentuali sono i forti rapporti che si creano tra le persone e la forte appartenenza al gruppo. I giocatori spesso coinvolgono anche partner, compagni e figli che solo successivamente, ma non necessariamente, impugneranno una racchetta.