
Al termine della stagione 2014-15, nel settore Salvamento, la Sportiva Sturla festeggia due grandi risultati: uno splendido settimo posto in classifica nazionale per Società su oltre 145 squadre e un altro inaspettato settimo posto nella classifica dello Scudetto, che conta solamente i punti conquistati nelle due competizioni nazionali assolute.
Una in piscina e una in mare. Il responsabile tecnico Fabio Gardella è molto soddisfatto. “Sinceramente non me lo aspettavo, abbiamo disputato un finale di stagione strepitoso, soprattutto nelle competizioni estive di luglio e settembre, sfornando nuovi Campioni Italiani, ma non credevo potessimo raggiungere questa posizione in classifica in questo momento – spiega Gardella – Il merito dei risultati è ovviamente di tutta la squadra, cioè di tutti gli atleti: dai nuovi Esordienti ai Veterani Seniores, dai tecnici Veronica Marotta, Matteo Toma e Gloria Balestrero a genitori, dirigenti e società”. Il tecnico biancoverde ricorda il via alla scalata. “Soltanto due anni fa, siamo ripartiti con un nuovo gruppo di una ventina di giovani atleti alle prime armi: ad inizio stagione io e il mio staff tecnico ci siamo seduti a un tavolo e pianificato un ottimistico ritorno dello Sturla nelle prime 8 squadre nazionali in quattro anni. Siamo partiti a testa bassa ed è stata veramente dura perché dopo una stagione di sacrifici ci siamo visti scendere in classifica dal nono posto al quindicesimo”. Le ragioni di questo grande traguardo raggiunto. “Facciamo tesoro delle esperienze vissute insieme nei tanti anni di carriera,crediamo fortemente nel nostro lavoro: abbiamo affrontato un’altra difficile stagione mantenendo la stessa linea della precedente, fino ad ottenere questo splendido settimo posto”. Il futuro del settore Salvamento. “Ora finalmente è tutto più semplice, c’è entusiasmo e la squadra ancora molto giovane si è rinforzata notevolmente con alcuni nuovi atleti arrivati da altre discipline, subito integrati nel gruppo e collaborativi. E’ proprio vero che è l’unione a fare la differenza, infatti nella nostra Squadra tutti siamo importanti ma nessuno è indispensabile a cominciare da me, ma allo stesso tempo ognuno ha un proprio ruolo all’interno del gruppo e contribuisce come può per un risultato unico finale. Tutto questo fino a trasformare uno splendido sport che nasce come individuale in uno sport di Squadra”.







