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Straordinario successo per la 3ª edizione de LA NOTTE DEI SERPENTI

Ieri, domenica 20 luglio, 30.000 persone hanno assistito, davanti al palco dello Stadio del Mare di Pescara, alla 3ª edizione de LA NOTTE DEI SERPENTI, il concertone ideato e diretto dal Maestro ENRICO MELOZZI per celebrare la cultura abruzzese e la sua tradizione musicale. L’evento, condotto anche quest’anno da ANDREA DELOGU, andrà in onda a settembre nella prima serata di Rai2.

 

Un successo straordinario per la kermesse dal vivo, in cui il protagonista è il pubblico, unito in una sola anima in nome dell’orgoglio della sua Terra in occasione di un evento unico nel suo genere.

 

Sul palco presenze fisse un coro composto di 71 donne, scelte per simboleggiare e celebrare la centralità della figura femminile in Abruzzo, e 11 musicisti.

Presenti inoltre nello spazio antistante il palco 600 coristi folkloristici.

 

Hanno lasciato senza fiato le esibizioni degli artisti che componevano la ricca line-up della serata: lo special guest da 40 album in 3 lingue RICCARDO COCCIANTE, il poeta urbano del rap e del pop ROCCO HUNT, la cantante e conduttrice ELETTRA LAMBORGHINI, la cantautrice PAOLA TURCI, il cantante e performer FILIPPO GRAZIANI – che ha omaggiato insieme al Maestro Melozzi il padre Ivan Graziani commuovendo tutti – e il cantante e tenore pescarese PIERO MAZZOCCHETTI.

Hanno divertito il pubblico di grandi e piccoli gli interventi del pupazzo più amato del Nostro Paese, TOPO GIGIO.

Performance di altissima qualità per LE FARFALLE OLIMPICHE e LA BANDA DELL’ESERCITO. Quest’ultima, con una formazione per l’evento di 74 musicisti, diretti dal Maestro Maggiore Filippo Cangiamila, è stata la prima banda istituzionale della kermesse.

Sul palcoscenico anche l’attore comico di origine abruzzese GABRIELE CIRILLI.

 

Il pubblico de La Notte dei Serpenti ha potuto ascoltare i canti della tradizione musicale abruzzese impreziositi da nuovi arrangiamenti, inediti ma fedeli alla loro poetica e all’autenticità dei testi originali in dialetto.

 

Il fil rouge della kermesse è stato ancora una volta la fusione delle melodie popolari con la musica contemporanea attraverso la “pop-izzazione” del dialetto abruzzese e la “dialettizzazione” del pop.

 

L’omaggio di Enrico Melozzi alla cultura, alla musica e alla tradizione parte fin dalla scelta del nome La Notte dei Serpenti, che rimanda al celebre culto di San Domenico, che culmina nell’antichissimo rito della “Festa dei Serpari” a Cocullo (L’Aquila).

 

“La febbre de La Notte dei Serpenti” è stata dimostrata anche prima dell’evento, alle prove aperte al pubblico che si sono tenute per 8 giorni nello storico Teatro Comunale di Atri. Tutti i giorni moltissime persone hanno partecipato con entusiasmo per ore a questa occasione unica.

 

Numeri da record sui social sia prima che durante l’evento, dove l’engagement e la visibilità sono cresciuti in modo esponenziale in questa edizione 2025, con migliaia di nuovi follower e una decisa impennata nei click ai contenuti. Su Facebook, nella sola serata di ieri, le visualizzazioni hanno raggiunto 760.053 e le interazioni 20.555 (+123% rispetto al 2024). Su Instagram, ieri oltre 1,2 milioni di visualizzazioni, 19.764 interazioni e 956 nuovi follower, con il post evento che ha surclassato ogni altro contenuto.

 

La kermesse vede la collaborazione dell’ASSOCIAZIONE CORI D’ABRUZZO CHORUS INSIDE che promuove la coralità regionale attraverso eventi ed attività formative e della “FEDERAZIONE CORI ITALIANI CHORUS INSIDE APS ETS”, che ha come scopo la promozione, lo studio, la pratica, l’approfondimento e la diffusione del canto corale, della musica e dell’arte in genere e mette in rete cori regolarmente iscritti su tutto il territorio nazionale italiano.

 

La Notte dei Serpenti è un evento, a ingresso gratuito, promosso e finanziato dalla Regione Abruzzo, fortemente voluto dal Presidente della Regione Marco Marsilio e realizzato in collaborazione con il Consiglio Regionale dell’Abruzzo e il Comune di Pescara.

 

Main sponsor La Notte dei Serpenti:

CONFIMI INDUSTRIA

 

Sponsor dell’evento:

ACEA

AEROPORTO D’ABRUZZO SAGA

ANTONIO PATRIARCA MILANO

ARROWSTICINO

AUTOABRUZZO

BMW ITALIA

CITIGAS GROUP

FARAONE

FONDAZIONE CARISPAQ

FONDAZIONE PESCARA ABRUZZO

FONDAZIONE TERCAS

GRUPPO PASSACQUA

MEDIAPLUS

METAMER

LAS MOBILI

PAN DUCALE

PINO HOLDING

SAPORI VERI

SARTORIA DEI DUCHI

SIN

SOUNDREEF

VISUAL NEON

ENRICO MELOZZI è un compositore, direttore d’orchestra, violoncellista e produttore discografico italiano.

 

Fin da giovanissimo si dedica alla composizione di opere liriche, sinfonie, balletti, musica da camera, musica sacra e colonne sonore per il teatro e il cinema, ricevendo riconoscimenti di rilievo.

Nel 1999 inizia la sua collaborazione con Michael Riessler, dapprima come copista e successivamente come arrangiatore e produttore artistico, avvicinandosi alla musica contemporanea europea.

Nel 2002 debutta come direttore d’orchestra con una propria opera ispirata a Oliver Twist.

 

Nel 2012 fonda con Giovanni Sollima il progetto 100 Cellos, portando alla prima maxi-reunion di violoncellisti in Italia, con oltre 140 strumentisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2016 dà vita all’Orchestra Notturna Clandestina, un ensemble indipendente con cui promuove una visione radicale e inclusiva della musica classica, anche attraverso eventi come i Rave Clandestini di Musica Classica, concerti-marathon che hanno ridefinito il concetto di fruizione musicale.

 

Nel 2021 è Maestro Concertatore della Notte della Taranta, che dirige insieme a Madame, e promuove il primo laboratorio al mondo di composizione musicale collettiva, in cui compositori di diversa formazione creano musica originalissima al servizio di una regia teatrale.

 

Ha diretto l’orchestra del Festival di Sanremo in numerose edizioni per artisti di generazioni e linguaggi differenti, tra cui spiccano le collaborazioni con i Måneskin (2021, 2022, 2023), e più recentemente con Mr.Rain, Ghali, Gazzelle, Bnkr44, Coma_Cose e Damiano David, di cui ha diretto l’orchestra nel debutto da solista al Festival del 2025, firmando anche l’orchestrazione di Cuoricini dei Coma_Cose.

 

Nel 2024 ha inoltre orchestrato e diretto Silverlines, primo singolo solista di Damiano David, realizzato in collaborazione con Labrinth e Fabrizio Ferraguzzo.

 

Il 4 giugno 2025 ha diretto al Teatro alla Scala di Milano un evento speciale ideato con Alessandro Baricco e Giovanni Sollima, esperienza che ha segnato un ulteriore vertice nella sua carriera.

Nel marzo 2025 è stato ufficialmente inserito nell’Enciclopedia Treccani, riconoscimento che ne consacra il ruolo nel panorama musicale e culturale italiano contemporaneo.

 

Ha arrangiato per innumerevoli artisti italiani, in particolare nell’ambito del pop, contribuendo in modo determinante all’evoluzione del rapporto tra voce e orchestra nella musica leggera.

La sua impronta orchestrale – originale, audace, inconfondibile – è oggi considerata un punto di riferimento assoluto nel settore.

 

 

Il futuro dell’Italia è nella voce di una bambina abruzzese che canta a memoria ciò che voi avete dimenticato.

 

Là dove tutto sembra crollare, dove il Paese arranca, inciampa, si vergogna di sé,

c’è una voce giovane, pura, in dialetto,

che non chiede il permesso, ma si alza. E canta.

E quella voce non è folclore.

È memoria attiva, è resistenza sonora, è visione del futuro in forma di canto.

 

Abbiamo messo un microfono in mano a chi non ha ancora avuto il tempo di mentire.

A chi non è ancora stato addestrato alla mediocrità,

a chi non ha curriculum, né titoli, ma ha verità.

E ha avuto il coraggio di cantarla.

 

Per questo io dico che una dodicenne sul palco, a occhi chiusi,

canta meglio l’Italia di quanto l’Italia sappia raccontare se stessa.

Canta senza retorica.

Canta senza strategia.

Canta perché non può farne a meno.

 

Chi guarda queste ragazze e pensa: “che carine”…

ha già perso il significato di tutto.

Perché non stiamo formando cantanti.

Stiamo dando voce a un’identità che era stata messa a tacere.

 

Ogni nota che cantano è un colpo inferto all’idea che la cultura debba rimanere in mano all’élite.

Il progresso non è un algoritmo.

Il progresso è una voce pura che sa da dove viene, e non ha paura di restarci.

 

I nostri maestri non sono più dietro le cattedre, nei conservatori, nelle università.

Sono queste adolescenti,

che sanno ancora piangere ascoltando un canto popolare,

e che ci ricordano CHI siamo stati, e CHI potremmo ancora essere.

 

Tutti dicono che i giovani non hanno valori.

Poi metti una quindicenne davanti a un microfono,

e ti canta la storia del suo paese meglio di qualsiasi adulto.

 

Abbiamo trattato queste ragazze come regine.

Perché lo sono.

Le ho guidate con rigore, a volte anche con durezza.

Ma sempre con rispetto.

E se in certi momenti ho alzato la voce,

è stato solo per alzare insieme a loro l’asticella.

E sì, ho anche chiesto scusa. A modo mio. Perché chi ama, pretende. Ma poi riconosce.

 

E domani, saliranno su un palco che non è un palco,

ma un altare laico:

e su quell’altare,

offriranno il loro canto come atto di fede nella bellezza.

 

E poi In mezzo a questo coro ci sono anche 8 storie in particolare, che il nostro paese non ha quasi mai voluto raccontare.

Io stesso non le ho volute raccontare. Le ho fatte direttamente cantare.

 

L’Italia non si salverà con le riforme.

L’Italia si salverà nel momento esatto in cui una ragazzina canta,

e nessuno osa interromperla.

 

In un Paese che ha ridotto i conservatori a diplomifici, che toglie ai giovani il diritto allo studio delle arti e quindi il diritto al futuro,

noi abbiamo dato loro un palco.

E loro — col canto — si sono presi tutto il presente.

 

Se investire nella voce dei giovani è uno spreco,

allora io voglio sperperare fino all’ultimo centesimo.

 

Perché chi definisce “buttati” i soldi per la musica,

non ha capito nulla né dell’Italia, né della civiltà.

Il problema non è la cultura.

Il problema è averla considerata inutile per troppo tempo.

 

Nel silenzio prima della loro voce

c’è qualcosa di rarissimo: autenticità.

E quando iniziano a cantare,

non chiedono attenzione. La meritano.

 

NOI abbiamo restituito centralità a chi viene sempre dopo.

E per una notte,

vengono prima loro.

 

Ciò che cantano non è arrangiato. È custodito.

È l’Italia che non è mai andata in televisione.

È l’Italia che non ha voce, ma ha ancora fiato.

 

La Notte dei Serpenti non è un concerto.

È la dimostrazione che il cuore dell’Italia batte ancora.

Solo che non lo stavamo più ascoltando.

 

Enrico Melozzi

 

www.lanottedeiserpenti.it