
Francesco Guadagnuolo ha realizzato la scultura-installazione “L’Angioletto nero” meditando su una canzone cantata da Fausto Leali nel 1968 “Angeli negri”, canto musicale che riferisce di un pittore a cui si chiede di dipingere un angioletto nero accanto alla Madonna.
Una splendida melodia per dare risalto alla non diversità tra gli umani di ogni colore, in quanto tutti apparteniamo all’unica famiglia umana.
L’inaugurazione dell’opera scultorea è avvenuta Sabato 21 Dicembre 2019, nella Chiesa “Annunciazione Beata Vergine Maria” di Aprilia (via Genio Civile, 312), gremita di fedeli, nell’ambito dei Grandi Eventi dell’Agro Romano Pontino. La scultura vuole raffigurare il bambino di colore nero, che dopo un angoscioso esodo, viene appoggiato in una mangiatoia a forma di Croce (simbolo della passione di Gesù Cristo) con le braccia e le mani che avanzano contente verso di noi. Questo gesto vuole ricordare l’attenzione verso i diritti dell’infanzia. L’opera di Guadagnuolo è diventata simbolo umanitario e ci fa intendere nel profondo le sciagure che accadono nel mondo per tutte le atrocità subite dai bambini in guerre e conflitti. Guadagnuolo, come artista umanitario Ambasciatore di Pace dell’Universal Peace Federation – ONG accreditata con “Special Consultative Status” presso il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) delle Nazioni Unite – rievoca il rispetto dei diritti umani e dell’infanzia contro ogni forma di ingiustizia, proponendo principi per un confronto sull’Umanesimo contemporaneo per la protezione della vita.
Scopriamo così un’opera di foggia spirituale in cui l’energia affiora a cominciare dall’interiorità di tipo psicologico e dal mistero del Dio fatto Uomo. Guadagnuolo si è chiesto: come dipingere Gesù Bambino per renderlo contemporaneo all’uomo d’oggi? Chi sa realmente qual era la pelle di Gesù? Chi conosce la Palestina sa che è difficile trovare persone dai capelli biondi e con gli occhi chiari. Ecco la sofferenza umana che riappare. Uno spirito si solleva con le ali di un angioletto su una società distratta per lo più da superficialità ed individualismo.
La visione del pittore Guadagnuolo, dunque, cerca di afferrare il messaggio di Pace di Papa Francesco contro ogni forma di egoismo e individualismo tanto esteso tra gli esseri umani che è oggi all’ordine del giorno. Quest’opera dona una configurazione del Gesù Bambino avvolto in una mangiatoia in forma di Croce incastonato nel cemento, simbolo di sofferenza per i tanti bambini morti in zone colpiti da guerre e terremoti, ingoiati sotto il crollo del cemento. Si sente nell’opera dell’artista la nostra contemporaneità, ovvero la solitudine umana, infatti, la solitudine di Cristo, come anche il suo distacco di essere rimasto solo nel compimento della sua opera. ma più importante è l’evento amore che si espleta verso l’umanità, sta solo a noi saperlo cogliere.







