Sul conflitto fra Quirinale e Procura di Palermo
“La difesa del Quirinale non sempre è sembrata ispirata da comprensibili ragioni di tenuta del quadro politico-istituzionale,
perché certi sostegni, a volte, sono apparsi piuttosto «interessati».
Al punto che l’impressione è stata che non pochi difendessero il Quirinale solo per attaccare la Procura di Palermo.â€
tratto da
ANTONIO INGROIA. IO SO
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Chiarelettere Reverse, pp. 176, euro 12,90
“Ai lettori dico di non fidarsi delle ricostruzioni distorte delle indagini sulla trattativa. Sarà un processo foriero di tensioni: guardate ai fatti, non alle versioni delle parti in causa. E lo stesso chiedo ai giornalisti. Una parte del paese non vuole la verità sulle stragi, e mi stupirei del contrario: non la voleva vent’anni fa, non la vuole adesso.â€
“C’è una verità indicibile nelle stanze del potere, un potere non conoscibile dai cittadini che si nasconde, che si sottrae a ogni forma di controllo. La ragion di Stato rischia di diventare un ombrello difensivo sotto il quale proteggere la parte oscura del potere, il suo volto osceno, e la storia occulta dei patti inconfessabili, compresi quella tra Stato e mafia.â€
Antonio Ingroia
“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi.â€
Giovanni 8, 32
SCHEDA
Le stragi e le bombe del ’92-93, la nascita della Seconda Repubblica, la corruzione come sistema, l’attacco alla Costituzione e alla magistratura, la debolezza della sinistra, le indagini sulla trattativa, il conflitto con il Quirinale. Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della Procura di Palermo, racconta vent’anni di berlusconismo e la difficoltà di ricostruire la verità sui rapporti tra mafia e Stato.
Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, cronisti giudiziari, hanno lavorato per “L’Ora†di Palermo, oggi scrivono per “il Fatto Quotidiano†e “MicroMegaâ€. Insieme hanno pubblicato per Editori Riuniti RITA BORSELLINO. LA SFIDA SICILIANA, e IL GIOCO GRANDE. IPOTESI SU PROVENZANO; per Chiarelettere L’AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO, PROFONDO NERO, L’AGENDA NERA DELLA SECONDA REPUBBLICA.






