Home Sport squadra Basket

Tarros, 40 minuti per fare finire un’attesa lunga 41 anni

tarros
Spezia Basket Club Tarros (Foto credits: Giacomo Lerici)

A spiegare quanto sia alta per lo Spezia Tarros la posta in palio, basta dire che qui la serie B manca dal 1982. Un’attesa lunga 41 anni ed una partita, quella di domenica 16 aprile contro la Pallacanestro Prato Dragons, che è il crocevia tra la realizzazione di un sogno e il prolungamento del limbo dell’incertezza, con inevitabile pensiero funesto alla lotteria dei playoff.
Se, infatti, i bianconeri riusciranno ad avere la meglio sui toscani la promozione in serie B sarà matematica, con un turno di anticipo rispetto alla fine della regular season; in caso contrario ci si giocherà tutto la settimana successiva contro Arezzo.

L’attesa è particolarmente trepidante per il patron bianconero Danilo Caluri, dal 1995 quasi ininterrottamente alla guida del club, che guardando alla partita afferma: “Servono concentrazione, determinazione e un’ottima difesa. Non dobbiamo sbagliare in difesa, le marcature devono essere pressanti ed ognuno deve aiutare i compagni. Dobbiamo giocare di squadra come sappiamo fare”.
Sicuramente servirà tutta un’altra Tarros rispetto a quella vista ad Agliana.
“L’approccio alla gara dovrà essere completamente diverso – sottolinea coach Scocchera – Non faremo lo stesso errore della scorsa settimana, sappiamo quanto la partita di domenica sia importante e quanto potrebbe valere. I ragazzi stanno bene, sono carichi e concentrati”.

Fortunatamente l’infermeria è vuota quindi il tecnico avrà a disposizione tutti i suoi uomini. E ci sarà anche il sesto, fondamentale, uomo: il pubblico, visto che si va verso un PalaSprint tutto esaurito.

“Voglio ringraziare i nostri tifosi – aggiunge Caluri – che ci hanno sempre sostenuti e che lo faranno sicuramente anche domenica. Ovviamente speriamo in un risultato che ci permetta di gioire tutti insieme, ma non voglio dire altro”.
Palla a due domenica 16 aprile alle ore 18.00 al PalaSprint. Arbitrano Marco Corso di Pisa e Lorenzo Nocchi di Vicopisano (PI).