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Tavagnacco: nulla è compromesso, continua la lotta al vertice

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Foto Roberto Comuzzo

A nessuno piace perdere, ma non è compromesso nulla. I giochi nelle posizioni di vertice restano aperti, c’è margine per lottare ed è vietato abbattersi. Il Tavagnacco è uscito sconfitto 1-0 dalla trasferta contro la Roma Calcio Femminile. Un ko immeritato, in una partita figlia di episodi sfortunati e di errori che le ragazze hanno pagato a caro prezzo. Dopo due minuti a Zineb Abouziane è stato annullato un gol per un fuorigioco che rivisto alle immagini non sembra esserci. Il calcio di rigore sbagliato e la rete subita dieci minuti dopo hanno indirizzato la gara a favore delle capitoline.

A Roma il Tavagnacco ha avuto sui piedi molte potenziali occasioni. In varie situazioni è mancato l’ultimo passaggio soprattutto sugli inserimenti di Zuliani che non è stata servita coi tempi giusti. In altre circostanze le gialloblù non hanno avuto il coraggio di concludere l’azione, di calciare in porta, di prendersi la responsabilità di finalizzare. E’ all’attacco che si chiede maggiore concretezza. Nelle sedici partite giocate, sono dodici le reti siglate dal reparto avanzato (cinque di Ferin, due a testa per Devoto, Milan, Abouziane e una di Gianesin). Per continuare a restare nelle zone alte della classifica serve aumentare questo score.

A fine match è dispiaciuta mister Chiara Orlando: “E’ stata la gara che mi aspettavo. La Roma è una squadra grintosa, arcigna, ci pressava molto. Non abbiamo sfruttato le occasioni che abbiamo avuto mentre abbiamo subito un gol sull’unico pericolo”. Per l’allenatrice è sbagliato e fin troppo riduttivo soffermarsi sul calcio di rigore: “Non possiamo imputare le ragioni della sconfitta a chi ha fallito il penalty. I rigori li sbaglia chi ha il coraggio di calciarli”. Capita anche alle migliori essere imprecise dagli undici metri. E’ successo, infatti, anche ad Alessia Tuttino contro la Lazio. Quella del capitano, infortunatasi al menisco, è un’assenza che pesa; la sua stagione è a rischio, sarà difficile rivederla in campo. Non si nasconde mister Orlando: “Oltre all’assenza della giocatrice, si avverte la mancanza della persona in campo. Alessia è una guida per questo gruppo, la sua esperienza nel dare indicazioni o tranquillizzare le compagne è un fattore determinante. Inoltre è una ragazza che si assume tante responsabilità, un aspetto fondamentale in una squadra molto giovane”. Si dovrà andare avanti senza di lei, con la consapevolezza che al giorno d’oggi la lotta in alto è pienamente aperta.