IMPERIA – “Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io” è il famoso incipit del sonetto in cui Dante Alighieri si rivolge all’amico Guido Cavalcanti, poeta anch’egli. “Cavalcanti e Dante” è il titolo della nuova lectio che Corrado Bologna tiene al Teatro Cavour di Imperia (via Felice Cascione 35) mercoledì 18 marzo 2026, alle ore 18, nella Sala Ridotto. È il nuovo appuntamento della rassegna “La poesia lirica europea” a cura dello stesso Bologna, nuovo capito del più ampio progetto “Le parole volano” che da oltre un anno, nelle Stagioni 24/25 e 25/26, la direzione artistica di Sergio Maifredi propone agli spettatori. Il successivo appuntamento con Corrado Bologna al Teatro Cavour di Imperia sarà il 25 marzo alle ore 18, nella Sala Ridotto, con la celebrazione del Dantedì, giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri su iniziativa del Consiglio dei ministri.
Dante Alighieri e Guido Cavalcanti furono amici intimi, poeti fondamentali del Dolce Stil Novo e compagni politici (Guelfi Bianchi) a Firenze, uniti da profonda stima intellettuale, in particolare tra il 1283 e la stesura della Vita Nova (1294) dell’Alighieri. Un po’ più anziano di Dante (5 anni), Guido era un giovane bello e ricco, già famoso a Firenze come poeta seguace del bolognese Guido Guinizelli, molto ammirato e stimato, amico di Brunetto Latini, il grande intellettuale cosmopolita che Dante considererà suo maestro. Dante, invece, appartiene ad una famiglia di inferiore nobiltà e mediocre agiatezza: ammira Guido e vorrebbe avvicinarsi a lui. Un giorno, dunque, facendosi coraggio, ha l’ardire di mandargli (lui giovanissimo poeta alle prime armi) un sonetto. Guido gli risponde da pari a pari e Dante non dimenticherà mai la sua cortesia. I due si conoscono e ne nasce una forte amicizia. Dante resterà fortemente influenzato dalla poesia di Cavalcanti i cui versi si recitavano per le vie di Firenze, in bocca ai giovani di cui alimentavano l’ardire amoroso e alle donne di cui nutrivano i sospiri.
Nonostante Dante lo definisse il “primo de li miei amici”, il loro rapporto si incrinò a causa di divergenti visioni filosofiche sull’amore: tragico e passionale per Cavalcanti, elevazione morale e spirituale per Dante. Dante dedicò a Guido il famoso sonetto “Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io”, sognando una vita di poesia condivisa. Riconosceva in Cavalcanti un maestro di stile, ma anche un punto di riferimento letterario. Cavalcanti (averroista, coloro che “l’anima col corpo morta fanno”, come scrive Dante nel Canto X dell’Inferno), intendeva l’amore come una passione irrazionale, dolorosa e distruttiva, che toglie la ragione. Dante (cristiano tomista) evolse verso una concezione dell’amore come strumento di elevazione spirituale e morale, guidato dalla ragione (Beatrice come angelo).
Cavalcanti rispose al nuovo stile di Dante con la canzone filosofica “Donna me prega”. La celebrazione di Beatrice nella “Vita Nova” segnò il superamento della poetica cavalcantiana da parte di Dante. Nel 1300, Dante, in qualità di priore, firmò l’esilio per un gruppo di esponenti fiorentini, tra cui Guido Cavalcanti, colpevoli di scontri civili. Guido morì poco dopo, nello stesso anno, di malaria contratta in esilio. Nel Canto X dell’Inferno, Dante rende omaggio all’amico attraverso il colloquio con il padre di lui, Cavalcante dei Cavalcanti, ricordando l’altezza di ingegno di Guido, ma al tempo stesso sancendo la separazione definitiva delle loro visioni del mondo
Corrado Bologna, già Professore Ordinario di Letterature romanze medioevali e moderne presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, ha insegnato nelle Università di Ginevra, di Chieti, di Roma “La Sapienza”; è stato Prof. Ordinario di Filologia romanza all’Università Roma Tre. Si è occupato in particolare della prima lirica trobadorica; di vari aspetti dell’opera di Cavalcanti, di Dante, di Petrarca, dell’Ariosto, di Guicciardini, di Manzoni e di Gadda. Ha lavorato con Teatro Pubblico Ligure e Sergio Maifredi in molti spettacoli.
Per “Le parole volano”: biglietti € 5 in vendita su www.mailticket.it o in biglietteria. Ridotto a 3 € per gli abbonati del teatro in vendita solo in biglietteria. La biglietteria (via Felice Cascione 35, tel. 0183 1940197, mail [email protected]) è aperta dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12 mercoledì anche dalle 17.30 alle 20. Biglietteria aperta un’ora prima degli spettacoli. Aggiornamenti su www.teatrocavour.it







