IMPERIA – Festeggiare San Valentino al Teatro Cavour di Imperia con “Don Giovanni”. Sabato 14 febbraio 2026, alle ore 21, per assistere allo spettacolo di Arturo Cirillo nella sala di via Felice Cascione, è a disposizione un’offerta speciale: chi va al botteghino in coppia ha diritto al biglietto ridotto. Un modo per rendere onore alla serata dedicata agli innamorati con la storia del seduttore per eccellenza della storia della letteratura e della musica europee. Uno dei capolavori di Molière è intrecciato alla sua trasposizione musicale secondo il progetto di Arturo Cirillo, che racconta il mito di Don Giovanni usando forme e codici diversi. Del grande drammaturgo francese conserva la capacità di lavorare su un comico paradossale e ossessivo, che a volte sfiora il teatro dell’assurdo, di Da Ponte la poesia e la leggerezza, a volte anche una “drammatica leggerezza”. Poi c’è la musica di Mozart, che di questa vicenda riesce a raccontare sia la grazia che la tragedia ineluttabile. Tre capisaldi della cultura europea, adattati per la scena dallo stesso Arturo Cirillo, che firma la regia e interpreta Don Giovanni.
Il cast si compone, inoltre, di Giacomo Vigentini, Giulia Trippetta, Irene Ciani, Francesco Petruzzelli, Rosario Giglio. Scene di Dario Gessati, costumi di Gianluca Falaschi, luci di Paolo Manti, musiche di Mario Autore. Produzione Marche Teatro, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Nazionale di Genova, Emilia Romagna Teatro Fondazione – Teatro Nazionale. “Don Giovanni” fa parte della Stagione 25/26 del Teatro Cavour di Imperia, con la direzione artistica di Sergio Maifredi. Biglietti primo settore intero 25 euro; ridotto 20 euro, secondo settore intero 20 euro e ridotto 18 euro; galleria intero 18 euro, ridotto 15 euro. Biglietteria del teatro in via Felice Cascione 35, a Imperia, tel. 0183 1940197, [email protected] Biglietteria on line www.mailticket.it Biglietteria aperta un’ora prima degli spettacoli, dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12, il mercoledì anche dalle 17.30 alle 20.
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«La mia passione – scrive Arturo Cirillo nelle note di regia – per il personaggio di Don Giovanni, e per il suo inseparabile alter ego Sganarello (come Hamm e Clov di “Finale di Partita”, o come Don Chisciotte e Sancho Panza) nasce all’inizio soprattutto dalla frequentazione dell’opera di Mozart/Da Ponte. Sicuramente i miei genitori mi portarono a vederla al San Carlo di Napoli, come sicuramente vidi il film che ne trasse Joseph Losey nel 1979. Ma l’incontro veramente decisivo con questo personaggio, e con l’opera mozartiana, avvenne intorno ai miei vent’anni, epoca in cui frequentavo l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma. Uno storico insegnante di Storia della Musica, Paolo Terni, ci fece lavorare proprio sul “Don Giovanni” e in una forma che potrei definire di “recitar-cantando”, in cui ci chiese di interpretare il bellissimo libretto di Lorenzo Da Ponte (bellissimo per poesia, musicalità e vivacità, ma anche perché – e non lo dico solo io – è una delle opere più alte, dal punto di vista linguistico, della letteratura italiana). Oltre al libretto dapontiano recitavamo rapportandoci con la musica di Mozart, con i suoi ritmi e le sue melodie. Negli anni successivi (come chi conosce un po’ il mio teatro sa) tra i miei autori prediletti si è imposto decisamente Molière, quindi mi è parso naturale lavorare su una drammaturgia che riguardasse sia il testo di Molière, appunto, che il libretto di Da Ponte. Perché in fondo questa è anche la storia di chi non vuole, o non può, fare a meno di giocare, recitare, sedurre; senza fine, ogni volta da capo, fino a morirne».







