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TEATRO RINA E GILBERTO GOVI

Bruindib  

In occasione della Giornata della Memoria 2012, le Associazioni La Chascona e Gli amici del Teatro Rina e Gilberto Govi con il patrocinio del Municipio V Valpolcevera presentano lo spettacolo musicale “Brundibar, per non dimenticare”, rappresentato da un centinaio di alunni dell’Istituto Comprensivo San Fruttuoso di Genova, che ricorderanno questa giornata in un modo particolare: i ragazzi della scuole media suoneranno dal vivo brani musicali provenienti dalla tradizione ebraica e da opere moderne ispirate alla shoah, mentre gli alunni delle scuole primarie si alterneranno con canti e letture dalla storia di Brundibár.

Parteciperanno all’evento Danièl Sulewic e Andrea Levi del Centro Culturale Primo Levi, Giovanni Crivello Presidente del Municipio V Valpolcevera, alcuni rappresentanti della comunità ebraica genovese.

 

Brundibár è un’operina musicale composta a Praga nel 1938 dal musicista ceco Franz Kráza, su testo della scrittore Adolf Hoffmeister. Kráza fu deportato nel ghetto di Terezín e segretamente cercò di ricomporre su spartito tutta l’operina. Fu provata di notte con i musicisti del campo e molti bambini. Vennero presto scoperti, ma a sorpresa il Fuhrer decise di farli continuare alla luce del sole: il suo piano era “utizzare” l’espressione artistica all’interno del ghetto come modello di rispetto dei diritti legati alla prigionia. Nel settembre del 1943 ci fu la prima messa in scena, fu replicata per 52 volte. Dopodiché, quando il mondo pareva essere persuaso, trasferirono tutti ad Auschwitz, e da lì la maggior parte dei bambini, compreso il musicista, non fece più ritorno.

I brani musicali sono orchestrati da Alessandro Alexovits, Guido Bottaro, Francesca Bottero, Giuseppina Polito e Anna Veschi; il coro di voci bianche è diretto da Maria Carlucci; il testo Brundibár è riveduto e corretto da Fiorella Colombo e Laura di Biase. La regia è curata da Fiorella Colombo.

Anna Gaetana Feniello – Dirigente scolastico

Così abbiamo scelto di far rivivere tutti i bambini che misero in scena l’operina Brundibár, che l’hanno cantata e recitata ben 52 volte all’interno del campo di concentramento nazista, tenendo viva dentro di loro la speranza. Furono poi trasferiti ad Auschwitz e da lì non fecero più ritorno. Brundibár per noi oggi è canto di vita, di libertà, di riscatto, la vogliamo raccontare a gran voce, con uno sguardo al passato che ci porti immediatamente al presente: siamo tutti figli della nostra storia. Quindi… C’era una volta Brundibár!”

Giovanni Cadili Rispi – Presidente de La Chascona

Abbiamo aderito al progetto con entusiasmo insieme agli amici del Teatro Rina e Gilberto Govi dando il supporto tecnico necessario per la realizzazione dell’evento. Da sempre come associazione siamo impegnati sul tema della memoria, sul diritto all’autodeterminazione dei popoli, alla difesa della propria cultura, promuovendo l’intercultura perché soltanto la conoscenza può allontanare la paura dell’altro, dello straniero. Il nostro primo spettacolo bilingue che commemorava il grande poeta Pablo Neruda conteneva la difficile questione latinoamericana e l’uccisione del presidente Salvador Allende e dei soprusi commessi ai danni del popolo cileno. Abbiamo con altre associazioni ricordato la lotta di liberazione italiana con lo spettacolo sulle torture inflitte a Luciano Bolis dai Nazifasciti qui a Genova, e con Cara mamma io muoio abbiamo reso omaggio ai condannati a morte della Resistenza e ai grandi poeti e scrittori italiani che di Resistenza hanno parlato con le loro opere. Continuare un’attiva ricerca delle cause che nel tempo, e nel mondo, portano l’uomo contro l’uomo, può aiutare affinché non accadano più tragedie grandi come la Shoah e il passaggio di testimone da parte di chi ha vissuto questa esperienza alle nuove generazioni è doveroso per non dimenticare e per educare ad una pacifica convivenza tra i popoli ed allontanare gli egoismi”.

 

Cosa non dimenticare? Cosa dover passare di generazione in generazione, continuando a raccontare, per non dimenticare? La verità.

Cosa insegnare? Cosa far respirare sin dall’infanzia perché l’io profondo di ciascuno venga riconosciuto? La voglia di libertà. Niente e nessuno potrà mai imprigionare il nostro io, i nostri pensieri, il nostro modo di essere, il nostro spirito libero.

In che modo? Noi lo faremo con la Musica.

Così abbiamo scelto di far rivivere tutti i bambini che misero in scena l’operina Brundibar, che l’hanno cantata e recitata ben 55 volte all’interno del campo di concentramento nazista, che tenevano viva dentro di loro la speranza. Furono poi trasferiti ad Auschwitz e da lì non fecero più ritorno.

Ecco svelata la verità di Brundibar: la musica e il teatro arrivano in aiuto, nutrono con la speranza, e tengono ancora in vita. In quel luogo di terrore ritrova il suo senso.

Brundibar per noi oggi è canto di vita, di libertà, di riscatto. La vogliamo raccontare a gran voce, con uno sguardo al passato che ci porti immediatamente al presente: siamo tutti figli della nostra storia.

Quindi: C’era una volta… Brundibar!

La Storia nella storia

La “città modello” di Terezein, a trenta chilometri da Praga fu trasformata in ghetto per la comunità ebraica, 140.000 persone destinata ai Lager, ma che dovevano fingere agli occhi del mondo una vita normale: fu una delle più grandi menzogne della storia. In questo modo Hitler voleva far credere al mondo il suo grande rispetto per gli ebrei. Molti dei deportati a Terezein erano artisti, musicisti, scrittori. Lì si trova anche il musicista Franz Kráza, che faticosamente riscrisse in gran segreto quell’operina, composta anni prima nel 1938, su un testo dello scrittore Adolf Hoffmeister. Fu provata di notte con i musicisti del campo e molti bambini. Vennero presto scoperti, ma… sorpresa! Il Furher decise di farli continuare alla luce del sole: il suo piano era “utilizzare” l’espressione artistica all’interno del ghetto come modello di rispetto dei diritti legati alla prigionia. Venne messa in scena per la prima volta il 23 giugno 1943 dai ragazzi deportati a Terezin, in occasione della visita della Croce Rossa Internazionale e venne replicata per ben 55 volte in pochi mesi. Dopodiché, quando il mondo pareva essere persuaso, trasferirono tutti ad Auschwitz, e da lì la maggior parte dei bambini assieme al musicista non fecero più ritorno.

La semplice trama di Brundibar è simbolo del sopruso e ricerca della libertà, dove Anika e Pepicek rappresentano la popolazione ebrea e Brundibar il Regime nazista.

Progetto Recitarcantando- I. C. San Fruttuoso Genova

Il Progetto Recitar cantando dell’Istituto Comprensivo San Fruttuoso di Genova, ideato e coordinato da Fiorella Colombo e Laura di Biase, nato nell’anno mozartiano, è un percorso che parte dalla scuola dell’infanzia per arrivare ai ragazzi della scuola secondaria di I° grado San Fruttuoso, sino agli ex alunni frequentanti le scuole superiori. Crede nell’Arte in tutte le sue forme e si prefigge di sensibilizzare alla musica, al teatro, alla libera espressione, passando attraverso il teatro musicale e l’opera lirica. Ciò porta sia all’educazione vocale infantile, nella scuola dell’infanzia e primaria, che alla pratica musicale di gruppo, nella scuola secondaria, compreso lo studio della musica e dello strumento, dapprima in maniera ludica, successivamente in modo serio e professionale. Viene “esportato” anche fuori dell’Istituto e proposto alle scuole genovesi, spesso richiesto anche fuori Genova.

Tra le opere messe in scena dai bambini e musicate dai ragazzi:

Il Flauto Magico, Così fan tutte, Don Giovanni, Le Nozze di Figaro, La Cenerentola, Lo Schiaccianoci, Il lago dei cigni, Peer Gynt, West side story in Genoa, Il cappello di paglia di Firenze, Il turco in Italia, La vedova allegra, Cenerentola a Portofino, Il Barbiere di Siviglia, Dolceterra.