Il Tembaine Desert Rally 2025 si è concluso ieri con un’ondata di emozioni difficili da contenere. Sei tappe, oltre 400 km tra dune, pietraie e paesaggi senza tempo, e una comunità di rider che ha dimostrato coraggio, resilienza e spirito di condivisione.
Il deserto, con la sua durezza e la sua poesia, ha messo a nudo ognuno di loro. E alla fine, quello che resta non è solo la fatica… ma la trasformazione.
L’essenza del Tembaine raccontata dai protagonisti
Daniele Braidot (#141) – vincitore assoluto Rally «È stata un’esperienza completamente diversa da ciò a cui sono abituato, ma mi sono adattato in fretta e sono contentissimo del risultato. Questo evento è fantastico, e sono felice di averlo condiviso con Francesco. La vittoria generale non me l’aspettavo: non sapevo cosa mi avrebbe aspettato… ed è stato bellissimo.»
Miguel Martinez (#17) «Ho pagato caro l’errore di navigazione nei giorni scorsi. Oggi volevo vincere a tutti i costi: ho spinto e recuperato sei minuti. È l’ultima gara della stagione e ho dato tutto.»
Francesco Rento (#141) «Un’esperienza bellissima. Posti che non avevo mai visto, che ti mettono soggezione perché lì rimani tu e il deserto. Pedalare accanto a figure così importanti dello sport è un’emozione enorme.»
Marco Melandri (#33) «L’ultima tappa è stata bellissima. Ho provato a stare dietro a Piraz, poi nel sabbione sono esploso. Ma ben venga la fatica: sono i momenti più duri quelli che ricordi di più.»
Mirko Pirazzoli (#17) responsabile tecnico e top rider«È stata una doppia fatica: da rider e da responsabile tecnico. Un mix di emozioni in un’atmosfera nuova. Ho sempre visto la Dakar come un mito, e riuscire a ricreare lo spirito con la bici è una grande soddisfazione. C’è ancora tanto da fare, ma il deserto mi ha regalato emozioni immense.»
Samuele Bernardini (#23) «Il deserto ti insegna. Appena pensi di conoscerlo, ti frega. Abbiamo sofferto, ma è stato bellissimo. Il prossimo anno voglio arrivare più preparato.»
Andrea Garibbo (#16) «Per me qui era tutto nuovo. Nella prima tappa tutto ok, poi mi sono perso sia nella guida sia nella gestione della bici. Poi ho capito come affrontare questa gara. Pedalare con tanti amici è stato bellissimo.»
Danilo Gioia (#32) «All’inizio sfortunato, poi sono diventato competitivo. Alcuni tratti erano durissimi. Non avevo mai fatto un’esperienza a tappe così: è stata meravigliosa.»
Fabio Puddu (#49) «Ci siamo divertiti e sfidati. In e-bike si fatica tantissimo, ma dà una soddisfazione enorme. Spero di tornare.»
Alessandro Gambino (#8) «Rispetto all’anno scorso sono migliorato. Ma nella sabbia non c’è tecnica: vince sempre lei. Purtroppo da domani si torna alla realtà…»
Gioele Meoni (#112) «Orgoglio doppio: come sviluppatore dell’app Wipe Live, che ha funzionato benissimo, e come rider. È stata una gara molto sofferta: la gamba faceva male, ma rispondeva. Sono soddisfatto della mia prestazione.»
Stefano Casiraghi (#43)«Prima esperienza in assoluto. Sono molto soddisfatto: combattere vicino ai professionisti è stato bellissimo. Ci vediamo l’anno prossimo.»
Monica Straniero (#74) – giornalista Venerdì di Repubblica« Un’esperienza estremamente dura. Non ero preparata abbastanza tecnicamente e ho concluso solo due tappe su sei. Il freddo, il deserto, la tenda… è stata la prova più estrema della mia vita.»
Davide Camedda (#90) «Sfortunato nelle prime tappe: forature e guai tecnici. Ma quest’anno eravamo tanti e ci siamo divertiti tantissimo.»
Jader Giraldi (#100)«I partecipanti vedono la parte romantica del deserto: la libertà assoluta che solo qui puoi provare.»
Daniela Itri (#75) «Tappa bellissima, soddisfazione enorme. Il deserto ti insegna a spingerti oltre i tuoi limiti.»
Alessandro Bettini – CEO Tembaine Desert Rally «Sono molto soddisfatto. Le persone piangono dalla gioia: questo significa che abbiamo raggiunto l’obiettivo. Volevo che il Tembaine fosse una prova di resilienza fisica e mentale… e lo è stato. Gli occhi pieni di lacrime dicono tutto.»
A Douz, durante la serata conclusiva, si è tenuta una cerimonia solidale che ha commosso tutti i presenti. Sono stati consegnati n°2 defibrillatori portatili all’ospedale di Douz. Donati dalla direzione del Tembaine, sono stati affidati alle donne dell’associazione locale per supportare il loro futuro impegno sanitario. Una macchina da cucire, una taglia e cuci e un ferro da stiro sono gli strumenti consegnati all’associazione che si occupa dei bambini autistici, per sostenere la formazione e l’autonomia economica delle donne del territorio. Un gesto concreto che conferma che il Tembaine non è solo una gara, ma un ponte tra culture, persone e comunità.
Il Tembaine Desert Rally 2025 si chiude con sorrisi, lacrime, abbracci e quella sensazione unica che il deserto sa lasciare: di aver vissuto qualcosa che ti cambia dentro.
Il motto dell’evento risuona più vero che mai:
“Let the desert set you free.”
Il Sahara saluta i suoi rider. Il Tembaine vi aspetta nel 2026.







