“Purtroppo lo squilibrio Nord-Sud parte già dalle scuole elementari – aggiunge Lucio Brignoli, coordinatore federale del Movimento giovani padani – Questo è un Paese a due velocità e merita una struttura organizzativa federalista, dove i meriti di alcuni non vengano affossati dai demeriti di altri. Se i test al Sud danno risultati sconcertanti in molte materie, a partire dalla matematica, è perché non viene attuato nessun controllo sui docenti e sui programmi. Eppure le risorse di Roma vanno sempre a Sud… come insegna la squallida vicenda dei tablet del ministro Profumo. Chi vuole cambiare, anche per il bene del Sud, ha solo una speranza, e si chiama Lega Nord”.
“Leggere alcune agenzie che ribattono pedissequamente una generalizzata decadenza della scuola italiana è sconcertante: i dati dimostrano che le Regioni del Nord hanno punteggi ben sopra la media richiesta”, conclude Brignoli.
“Per quanto ancora abuserannodella pazienza del Nord? Ancora una volta un istituto internazionale di statistica certifica quello che gli Studenti
Padani e la Lega Nord dicono da molto tempo: in Italia è in corso un atto di razzismo scolastico tra Sud e Nord. – commenta così Filippo Frigerio,
Coordinatore Federale degli Studenti Padani, i dati divulgati oggi dall’INVALSI – Se da un lato i 100 e lode agli esami di maturità si
concentrano al Sud, dall’altro lato le statistiche internazionali
dimostrano inequivocabilmente come i punteggi del Nord siano decisamente
sopra alla media italiana. Il Sud e le isole si collocano, invece, su
livelli sensibilmente inferiori. Come ce lo spieghiamo questo fatto? Com’è
possibile che gli studenti meridionali si dimostrino intelligenti e
brillanti solo quando le valutazioni vengono fatte da insegnanti locali e
non quando le valutazioni sono fatte da un organismo indipendente? Se proprio non è possibile, o tecnicamente irrealizzabile, predisporre un
meccanismo di valutazione finale del ciclo di studi obbligatorio, uniforme per tutto il territorio italiano, allora almeno si abolisca quell’assurditÃ
tutta italiana che è il valore legale del titolo di studio, una battaglia di civiltà che noi portiamo avanti da molti anni, ma che non viene
appoggiata da nessun altro partito o movimento politico, probabilmente per
un mero calcolo elettorale.â€






