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Top Gun by Pro Racing: a tu per tu con le figure chiave della nuova accademia piloti

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L’annuncio della creazione dell’accademia piloti di Top Gun by Pro Racing ha subito acceso curiosità e interesse nell’ambiente del karting e dell’automobilismo, i due mondi che questo progetto vuole rendere meno distanti facilitando il passaggio in monoposto dei giovani talenti delle quattro ruote. Il piano è ambizioso: allestire una vera e propria scuola di pilotaggio, per i ragazzi e le ragazze dai 13 anni di età, con corsi di tre giorni strutturati fra lezioni di teoria, sessioni al simulatore e prove in pista, alloggi comuni per riprodurre clima e spirito della vita da paddock, e la supervisione di coach driver qualificati pronti ad applicare un metodo di lavoro calibrato sulle caratteristiche di ogni singolo partecipante.

Trattandosi di qualcosa di innovativo, ad oggi senza equivalenti nel panorama internazionale, i co-fondatori Marco Cioci e Giancarlo Fisichella hanno voluto spiegare in modo ancora più approfondito l’idea che ha dato il via a questa iniziativa e gli obiettivi prefissati. L’intento è diventare un punto di riferimento nel settore ma integrandosi pienamente con tutto ciò che già esiste in ambito motorsport.

Altri due grandi interpreti dell’automobilismo italiano, Vitantonio Liuzzi e Luca Filippi, saranno coinvolti nel ruolo di capo-istruttore: abbiamo chiesto loro cosa li abbia spinti a lanciarsi in questo affascinante progetto avviato da Cioci e Fisichella, confermando le solide premesse della sfida Top Gun by Pro Racing.

Marco, come è nato il progetto Top Gun by Pro Racing?
“Top Gun by Pro Racing combina due elementi fondamentali: la passione per il motorsport, ma anche lo spirito imprenditoriale. Da ormai diversi anni al fianco della mia attività di pilota professionista svolgo quella di coach driver, aiutando a migliorare i gentleman ma anche contribuendo alla crescita di giovani talenti, ed è proprio essendo coinvolto in prima linea che mi sono reso conto come mancasse qualcosa: un programma intermedio studiato appositamente per facilitare il passaggio dal karting alle competizioni in monoposto. Mi sono confrontato con altri colleghi, in primis il mio amico Giancarlo, trovando piena sintonia sull’argomento, e così abbiamo cominciato a lavorarci su. E ora siamo pronti a partire”.

Giancarlo, Top Gun by Pro Racing sarà un progetto in concorrenza con le attività dei team, dei loro manager o degli altri coach driver?
“No, tutt’altro: noi vogliamo integrarci nel panorama già esistente, con una scuola che aiuterà non soltanto i ragazzi e le ragazze che affronteranno i nostri corsi, ma anche le squadre con cui correranno successivamente e i professionisti che li accompagneranno nella fase successiva della carriera. Questo perché i kartisti, nei loro primi test in monoposto, sono un po’ come dei diamanti grezzi, che hanno bisogno di alcune giornate per abbassare i loro riferimenti cronometrici in pista, arrivando su tempi accettabili dopo aver trovato maggiore confidenza con la vettura. La missione di Top Gun by Pro Racing è proprio quella di superare questo limbo, permettendo poi alle squadre di lavorare con piloti già preparati, sia a livello prestazionale che nella capacità di confrontarsi con i tecnici. In questo modo, i primi test dei piloti con i loro team potranno essere “ottimizzati” e molto più produttivi, in rapporto alle risorse investite. Ci prefiggiamo di consegnare alle scuderie dei diamanti… già lavorati, in spirito collaborativo”.

Marco, perché avete scelto il MotorPark Romania come autodromo di riferimento?
“Anche in questo caso, la scelta è stata figlia di diversi elementi favorevoli. Innanzitutto perché il MotorPark Romania è un impianto tra i più moderni in Europa, inaugurato da pochi anni, e progettato per i massimi standard di sicurezza e la massima versatilità: può essere infatti utilizzato con diverse configurazioni di percorso e persino nei due sensi di marcia, una caratteristica per cui sono stati omologati solo pochissimi tracciati al mondo. Qui avremo a disposizione una base ideale per le nostre esigenze, potendo valutare lo stile di guida dei piloti fra segmenti veloci, curve lente e frenate. L’autodromo è per giunta ben collegato con la capitale Bucarest, da cui dista circa 50 chilometri. Inoltre, abbiamo subito ricevuto l’interesse della federazione nazionale, l’Automobile Club Romania, e delle autorità locali, desiderose di investire nel motorsport e di avere il progetto Top Gun by Pro Racing tra i propri fiori all’occhiello. In fondo, può diventare un volano per formare una importante generazione di piloti anche nella stessa Romania”.

Giancarlo, quali auto utilizzerete per i corsi dell’accademia?
“Innanzitutto, ovviamente, monoposto di Formula 4, una categoria creata dalla FIA nel 2014 e capace di diffondersi su scala globale con tanti campionati nazionali o regionali. Le vetture di F4 in questi anni si sono dimostrate molto formative e hanno già rappresentato il primo passaggio nella scalata verso la F1 di piloti quali Lance Stroll e Mick Schumacher. A conferma del posizionamento di mercato che abbiamo individuato, e della missione che ci siamo prefissati, offrire la possibilità di guidare una F4 darà modo ai ragazzi e alle ragazze di a scoprire in anticipo le stesse auto con cui poi disputeranno i loro primi campionati automobilistici. Le nostre F4 saranno equipaggiate da pneumatici Hankook, azienda già fra le principali fornitrici della categoria, e che ha sposato il nostro programma andando al di là della semplice partnership tecnica. La fase finale dei corsi, dopo le prove in F4, prevede invece sessioni in pista con prototipi di Radical Sportscars. Si tratta di vetture con più cavalli e maggior peso, molto veritiere nelle sensazioni di guida che restituiscono. Le consideriamo uno strumento perfetto per consentire ai nostri coach di verificare, anche grazie all’analisi delle telemetrie, il livello di progresso raggiunto dei ragazzi e dalle ragazze durante i precedenti passaggi in accademia”.

Tonio, come mai hai deciso di prendere parte a questo progetto con Marco e Giancarlo?
“Con Top Gun by Pro Racing ho trovato un progetto in cui ho creduto fin dall’inizio, che ho ritenuto affascinante già dopo i primi dialoghi avuti con Marco e Giancarlo. In questi anni mi sono molto appassionato all’attività di coaching, lavorando con piloti di varie età ed esperienze, perché ritengo davvero nobile l’idea di poter restituire qualcosa a un mondo che mi ha dato tanto come quello del motorsport, fino ad aver coronato il mio sogno di gareggiare in Formula 1. Ma l’iniziativa di Top Gun by Pro Racing ha qualcosa ad oggi unico sullo scenario internazionale, per questo essere stato designato come capo-istruttore mi rende ancora più orgoglioso ed impaziente di cominciare”.

Perché, Luca, hai deciso di mettere la tua esperienza a disposizione del progetto Top Gun?
“Marco e Giancarlo, con Top Gun by Pro Racing, hanno avuto innanzitutto una grande intuizione: entrare in una fascia di mercato ancora scoperta, ma che può rivelarsi di grandissimo aiuto all’intero movimento motoristico. Me ne sono reso conto anche ripensando alle mie prime esperienze nell’automobilismo, in cui un supporto di questo tipo mi avrebbe permesso di affrontare in modo molto più efficace la transizione dal karting. È un passaggio che non ha mai esiti scontati: ci sono stati tanti casi di giovani piloti fortissimi in kart, ma che per qualche motivo non sono riusciti a esprimere il loro pieno potenziale in monoposto, compromettendo da subito le proprie ambizioni di carriera. Spesso magari non sono stati giudicati all’altezza, in realtà non hanno beneficiato dei giusti insegnamenti all’inizio del loro cammino, che è un momento determinante. Questo è esattamente ciò che non vogliamo si ripeta. Sono stato quindi entusiasta di accettare la proposta di diventare capo-istruttore di Top Gun by Pro Racing, sentendomi subito parte di un progetto importante, anche se si mi aspettano mesi molto impegnativi dovendo affrontare anche i miei impegni sportivi da pilota professionista”.

 

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