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TOR des GEANTS

Pietro Trabucchi spiega a Rimini la legge della mente «Il Tor des Géants® è una gara per tutte quelle persone, sane e preparate, anche quelli apparentemente insospettabili, che hanno la motivazione giusta per combattere la fatica e il dolore». È l'input dato oggi a Rimini Wellness da Pietro Trabucchi, psicologo dello sport e motivational coach che ha fatto della sua passione per il trail running un campo di studio. Durante la presentazione del suo nuovo libro, Perseverare è umano (Edizioni Corbaccio), Pietro Trabucchi ha spiegato il significato di resilienza, ovvero quella capacità di persistere e di far durare la motivazione nonostante gli ostacoli e le difficoltà.  Per far comprendere al meglio questo concetto, Trabucchi ha raccontato dei suoi studi sul Tor des Géants®, l'endurance trail più duro al mondo che percorre interamente la Regione Valle d'Aosta, spiegando come questa competizione non sia così proibitiva come si potrebbe immaginare. «Le persone si possono adattare per resistere allo stress e ad uno sforzo fisico prolungato. È il cervello il vero fattore che limita una prestazione – ha spiegato Pietro Trabucchi – la stanchezza che percepiamo dopo aver fatto sport riguarda prima di tutto il nostro cervello. Anch’esso deve essere quindi allenato, attraverso la motivazione e la forza di volontà, per consentirci di mantenere le energie per andare avanti».  Provare per credere. Per tutto il giorno, presso lo stand della Valle d'Aosta, due tapis roulant Tecnogym Run Excite con schermi a modalità immersiva hanno fatto provare “virtualmente” l'emozione del Tor des Géants®: davanti agli occhi, le immagini dei sentieri lungo i quali si svolge la gara, immersi nella maestosità dei 4 Giganti delle Alpi per eccellenza. Una prova che ha incuriosito molti dei visitatori della manifestazione fieristica romagnola e che sarà a disposizione anche domani.   «Il Tor des Géants® ha cambiato la percezione delle capacità umane – ha continuato Trabucchi – Il suo eco è arrivato fino in Estremo Oriente, tanto che i vincitori della prima edizione sono stati invitati in Cina per raccontare la loro esperienza». Per Trabucchi, la spiegazione di questo successo è proprio la grande trasversalità della competizione, che riesce ad avvicinare ad una disciplina così estrema anche i tanti appassionati di sport e di montagna che vogliono affrontare una sfida con se stessi e con la natura. «D'altronde questa gara riesce a immergere l'atleta in un contesto quasi primordiale e in costante contatto con gli elementi più selvaggi della natura». Per prepararsi a questa prova, oggi si comincia già da bambini: «La resilienza può essere un concetto molto formativo, che aiuta le giovani generazioni ad abituarsi alle situazioni più difficili». E perché no, essere il primo passo per raggiungere la linea di partenza del Tor des Géants®.