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Triennale Milano, apre domani al pubblico il Museo del Design Italiano e alcune mostre

Triennale Milano
Museo del Design Italiano - Bocca (photo Federico Manusardi)

Triennale Milano ha presentato oggi il Museo del Design Italiano, le mostre Text, Droog30. Design or Non-design?, Lisa Ponti. Disegni e voci e l’opera Falena di Nico Vascellari, che apriranno al pubblico domani.

Il Museo del Design Italiano di Triennale Milano
Dal 15 aprile 2023

In occasione del centenario di Triennale Milano, il Museo del Design Italiano, diretto da Marco Sammicheli, si presenta in una veste rinnovata con una nuova selezione di oggetti e un nuovo allestimento, progettato da Paolo Giacomazzi Design Studio.
Il Museo del Design Italiano, che riaprirà al pubblico il 15 aprile 2023, attraverserà i cento anni della storia di Triennale con un percorso che parte dalla fondazione dell’istituzione nel 1923 arrivando ai giorni nostri. Collocato come in precedenza nella Curva – oltre 1.300 metri quadrati al piano terra del Palazzo dell’Arte – il Museo riunirà oltre 300 pezzi scelti tra i 1.600 che compongono le collezioni dell’istituzione e altri in prestito da importanti collezioni private.
Ulteriore novità sarà la Design Platform: uno spazio destinato ad accogliere mostre temporanee con un focus sul design di oggi e che occuperà la porzione finale della Curva. La prima esposizione ad aprire sarà Text (15 aprile – 17 settembre 2023, a cura di Marco Sammicheli), che racconterà il comune atteggiamento di stilisti e designer di fronte alla progettazione del testo, delle interfacce e dei tessuti. Seguirà da ottobre 2023 a gennaio 2024 una mostra dedicata ad Alberto Meda.
Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, dichiara: “Il legame tra la storia del design italiano e quella di Triennale è indissolubile: fin dalla sua istituzione, ormai un secolo fa, Triennale è sempre stata un centro nevralgico per il dibattito e la definizione del concetto stesso di design, in tutte le sue forme. Proprio per questo, dopo aver dato un assetto permanente alla struttura espositiva del Museo del Design Italiano, abbiamo deciso di rinnovarlo ulteriormente, attingendo, da una parte, allo straordinario patrimonio della nostra collezione e consolidando, dall’altra, la rete di donazioni e comodati, tenendo a mente il valore di una collezione pubblica che permette di veicolare l’importanza del design italiano a un pubblico ampio ed eterogeneo.”
Marco Sammicheli, Direttore del Museo del Design Italiano, afferma: “Gli oggetti che verranno esposti raccontano la storia di quasi cento anni di sperimentazione radicale, in cui nuovi materiali, nuove tecniche e nuovi codici estetici hanno rivoluzionato la sfera domestica e la società, con un focus sulla notevole ricerca che ha trasformato l’identità e le caratteristiche principali del design italiano. Nel nuovo allestimento, insieme alle icone della collezione permanente di Triennale, molti altri manufatti, materiali grafici e fotografici provenienti da musei e collezioni private ripercorreranno la storia del design italiano e il suo rapporto con Triennale, aprendo le porte a futuri sviluppi.”
Il percorso espositivo seguirà una progressione cronologica in cui gli oggetti che hanno fatto la storia del design italiano saranno accompagnati da documenti d’archivio, foto storiche, opere d’arte e progetti grafici di autori di spicco. Saranno inoltre presenti delle installazioni tematiche che accoglieranno importanti progetti e riproduzioni di interni, dove viene sviluppato il racconto di significativi cambiamenti culturali che hanno coinvolto Milano e l’Italia nell’ultimo secolo.
A conclusione del percorso, nello spazio della Design Platform la mostra Text metterà in evidenza, attraverso le opere di progettisti, stilisti e designer, come la cultura del tessile e il rapporto testo, immagine e prodotto abbiano generato filoni di ricerca, progetti innovativi, intuizioni commerciali e riflessioni a cavallo tra arte, artigianato e moda. L’allestimento, su progetto di Paolo Giacomazzi Design Studio, sarà strutturato secondo cinque sezioni dedicate al rapporto tra testo, immagine, interfaccia, arte e tessuto. Verrà inoltre proposta una selezione di artefatti collegati all’industria della moda, dell’arredo, dell’intrattenimento e alle pratiche dell’arte moderna e contemporanea che dialogheranno con il mondo del design, della cultura materiale e dell’alto artigianato.

La mostra è resa possibile grazie ai Partner Istituzionali Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano e al Technical Partner ATM.

Informazioni
Museo del Design Italiano
Diretto e curato da: Marco Sammicheli
Allestimento: Paolo Giacomazzi Design Studio
Dal 15 aprile 2023
Biglietto intero: 15 euro
Text
A cura di: Marco Sammicheli
15 aprile – 17 settembre 2023

Orari Triennale Milano
Martedì – domenica
11.00 – 20.00 (ultimo ingresso alle 19.00)

Triennale Milano
viale Alemagna 6
20121 Milano

www.triennale.org

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Droog30. Design or Non-design?
15 – 24 aprile 2023

Triennale Milano e Nieuwe Instituut presentano la mostra Droog30 – Design or non design?, a cura di Maria Cristina Didero e Richard Hutten, che è stato uno dei fondatori del collettivo. L’esposizione aprirà il 15 aprile 2023 insieme al rinnovato Museo del Design Italiano e sarà uno dei progetti più attesi della Milano Design Week in Triennale.
Tre decadi dopo la sua prima esposizione milanese, avvenuta durante il FuoriSalone del 1993, il gruppo di design Droog ritorna a Milano con una mostra che festeggia 30 anni di attività e di pensiero. Quella del 1993 è stata la prima volta in cui questo gruppo di designer olandesi è venuto a Milano, e si è fatto conoscere dal pubblico internazionale.
I progetti di Droog si caratterizzano per il design essenziale – da qui il nome Droog, “asciutto” in olandese – e la grande forza comunicativa. I giovani designer di Droog affrontavano questioni che andavano oltre il campo della progettazione, spingendosi verso temi sociali e politici.
Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, afferma: “I protagonisti di Droog sono stati capaci di ideare, negli anni, oggetti in grado di spostare i confini del design aprendosi a temi che ancora oggi sono al centro del dibattito contemporaneo, come quello della sostenibilità, ma sempre con un approccio ironico e sperimentale. Siamo molto felici di collaborare con il Nieuwe Instituut di Rotterdam per far conoscere o riscoprire la straordinaria creatività di questo straordinario collettivo creativo “
Aric Chen, Direttore Generale e Artistico del Nieuwe Instituut di Rotterdam, afferma: “Partendo dai Paesi Bassi, Droog ha portato il suo spirito e le sue tendenze reazionarie a un pubblico globale – cambiando per sempre il volto del design. Sotto la guida di Renny Ramakers e Gijs Bakker, questo gruppo è stato in grado di imporsi sulla scena 30 anni fa come ultimo movimento di design dell’era pre-internet. Riguardando alla sua storia, ci chiediamo dove siamo arrivati da allora e in che direzione ci stiamo muovendo.”
Maria Cristina Didero, curatrice della mostra, sostiene: “Droog è stato fondamentale nella storia del design. Con questo omaggio intendiamo celebrare l’anno in cui questo gruppo di giovani designer si è fatto conoscere in tutto il mondo, sottolineando il loro approccio innovativo e dirompente. Droog ha messo in discussione il ruolo dell’industria dando priorità assoluta alla libertà di espressione e infrangendo il concetto stesso di funzione e di comfort. Droog ha dato priorità a soluzioni inaspettate e per questo abbiamo pensato a una mostra imprevedibile.”
Richard Hutten, curatore della mostra e fondatore di Droog, afferma: “Trent’anni fa Droog Design ha avuto un impatto indelebile sul mondo del design con la sua prima dirompente mostra di Milano. In quegli anni non esistevano né internet né i telefoni cellulari, ed è forse questo il motivo per cui oggi Droog viene considerato l’ultimo grande movimento nell’ambito della progettazione. Un gruppo di giovani e spregiudicati designer olandesi che creava i propri progetti in un contesto relativamente isolato era arrivato a esporre a Milano riscuotendo grande successo. Probabilmente oggi, con Instagram e le altre piattaforme social, è difficile che un episodio del genere si ripeta, ed è per questo che abbiamo utilizzato internet per raccogliere opinioni e aneddoti, interrogandoci così sull’influenza che Droog ha avuto e che ha tuttora. Un algoritmo ha poi deciso quali oggetti esporre. Ma soprattutto questa mostra è una celebrazione della creatività di Droog!”
L’esposizione riunisce una selezione degli oggetti più iconici disegnati nel corso anni dagli esponenti di Droog, in percorso che fa emergere l’impegno del collettivo nel rendere il design accessibile a tutti. Tra gli oggetti esposti il mobile Chest of Drawers, ideato da Tejo Remy, la poltrona Knotted Chair di Marcel Wanders e Cross, il tavolo con panca a forma di croce progettato da Richard Hutton. La mostra si apre anche a risvolti esperienziali, dialogando con l’universo dei social media. Alle pareti, infatti vengono pubblicati i commenti raccolti attraverso l’account Twitter @Droog30 e gli account Instagram di Triennale Milano e Nieuwe Instituut, che approfondiscono l’impatto del gruppo attraverso le impressioni e i ricordi di chi ne ha vissuto la storia.
Inoltre, in mostra è presente un film originale realizzato per l’occasione con numerose interviste ai principali membri di Droog che raccontano i pensieri, la loro storia e la loro esperienza, ma anche cosa sia effettivamente Droog oggi.
Droog30 è un’esposizione itinerante che dopo Triennale Milano approderà, il 2 maggio 2023, al Nieuwe Instituut di Rotterdam.

La mostra è resa possibile grazie ai Partner Istituzionali Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano.

Informazioni
Droog30 – Design or non-design?
In collaborazione con Nieuwe Instituut di Rotterdam
A cura di Maria Cristina Didero e Richard Hutton
15 – 23 aprile 2023
Instagram:
@triennalemilano @nieuweinstituut
Twitter:
@Droog30
Ingresso gratuito

Orari Triennale Milano
Lunedì – domenica
11.00 – 21.00 (ultimo ingresso alle 20.00)

Triennale Milano
viale Alemagna 6
20121 Milano

www.triennale.org

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Lisa Ponti
Disegni e voci
15 aprile – 7 maggio 2023

Triennale Milano presenta dal 15 aprile al 7 maggio 2023, Lisa Ponti. Disegni e voci, a cura di Damiano Gullì e Salvatore Licitra, una selezione di circa 70 opere, realizzate tra il 1990 e il 2018, di Lisa Ponti (Milano, 1922-2019), artista, editor, critica e scrittrice, che fa del disegno, realizzato sempre su fogli formato A4, il suo mezzo espressivo di elezione.
Affermava a questo proposito l’artista: “Dentro lo standard il minimo riduce l’immenso a distanza tra i segni”, e ancora: “È un bene usare un foglio sempre uguale, così il disegno sa dove atterrare.”
Rispetto all’attività critica, tale produzione artistica è meno nota. Nonostante, infatti, abbia realizzato disegni fin dalla giovane età, soltanto nel 1992, all’età di settant’anni, Lisa Ponti ha avuto la sua prima personale presso la Galleria Franco Toselli di Milano.
Nei lavori di Lisa Ponti segno, disegno e parola si fondono, assumendo nuovi significati, favolistici, onirici e ironici. I disegni e acquerelli, caratterizzati da vitalistici segni agili, veloci e precisi, sono spesso arricchiti da brevi frasi o esclamazioni poetiche e da interventi polimaterici, quali collage derivati da fogli di giornale e fotografie personali, segni e tratti di evidenziatori e pennelli, inserti di cotone e ovatta, sticker: materiali “poveri”, del quotidiano, che si caricano di grande forza evocativa e lirismo.
Oltre ai disegni, l’allestimento, una grande quadreria nell’ammezzato di Triennale, vuole restituire anche il lavoro critico di Lisa Ponti attraverso estratti di testi e contributi pubblicati sulle riviste “Stile” e “Domus”, con le quali l’autrice ha collaborato, letti dall’attrice Ginestra Paladino e diffusi in maniera evocativa nello spazio espositivo.
La mostra è resa possibile grazie ai Partner Istituzionali Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano.

Lisa Ponti
Lisa Ponti è nata a Milano nel 1922, primogenita dell’architetto e designer Gio Ponti. Per oltre ottant’anni ha vissuto nella casa di via Randaccio, progettata dal padre per la famiglia tra il 1924 e 1926, che ha sempre costituito un fondamentale luogo di incontro per intellettuali, artisti, scrittori e architetti. Nel 1941, non ancora diciannovenne, ha esordito con un articolo dedicato al paesaggio della Dalmazia su “Stile”, rivista edita da Garzanti fondata dal padre nello stesso anno. Sempre nel 1941 viene pubblicato anche il libro Gio Ponti agli amici, una sorta di strenna natalizia in cui alle poesie di Lisa Ponti si accompagnavano disegni di numerosi artisti. Il secondo libro, L’Armadio Magico del 1946, è invece una raccolta di racconti per l’infanzia nati dalle storie inventate per i fratellini minori durante la guerra, quando la famiglia era stata costretta a sfollare in campagna. Durante questi anni, Lisa Ponti ha continuato a scrivere articoli per “Stile”, soffermandosi su una serie di artisti come Gianfilippo Usellini, Felice Casorati, Leoncillo e Scipione, a partire da uno stile lontano dal linguaggio accademico, sempre frutto di una conoscenza diretta. Nel dopoguerra la sua attenzione si è rivolta ad artisti come Lucio Fontana e Fausto Melotti, dapprima ancora sulle pagine di “Stile” e quindi su “Domus”, con cui ha continuato a collaborare fino al 1979 in qualità di redattrice generale e curando in particolare la sezione dedicata all’arte, dove ha dato ampio spazio agli esponenti dell’Arte Povera ma anche a ricerche internazionali che spaziavano dall’arte concettuale alla fotografia e alla performance. Nel 1990 ha inoltre curato l’importante monografia dedicata al padre: Gio Ponti. L’opera. I suoi disegni sono stati esposti per la prima volta nel 1992 presso la Galleria Franco Toselli di Milano. A questa mostra sono seguite altre occasioni espositive alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma (2005), alla Victor Saavedra Gallery di Barcellona (2009), alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto (2011), alla galleria Milano di Carla Pellegrini (2011), alla Galleria Federico Vavassori di Milano (2017) e al MACRO di Roma (2022). Lisa Ponti è morta a Milano nel 2019.

Informazioni
Lisa Ponti. Disegni e voci
A cura di Damiano Gullì e Salvatore Licitra
15 aprile – 7 maggio 2023
Ingresso libero
Orari Triennale Milano
Martedì – domenica
11.00 – 20.00 (ultimo ingresso alle 19.00)

Triennale Milano
viale Alemagna 6
20121 Milano

www.triennale.org

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Falena di Nico Vascellari entra nelle collezioni di Triennale Milano e del MAXXI
L’artista ha donato alle due istituzioni l’opera prodotta grazie al supporto di gloTM
www.triennale.org | www.maxxi.art

Falena di Nico Vascellari entra a far parte delle collezioni di due delle più importanti istituzioni culturali italiane dedicate al contemporaneo, Triennale Milano e il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, grazie alla donazione dell’artista.

L’opera è stata prodotta grazie al supporto di gloTM e presentata all’interno del progetto gloTM for art lo scorso settembre in occasione dell’iniziativa Il Mare a Milano sulla riva della Darsena – dove l’energia solare alimentava il lento movimento circolare delle sue centinaia di falci. Oggi Falena entra nelle collezioni di Triennale Milano e del MAXXI, creando un asse artistico di congiunzione tra le due città.

Falena è un’installazione monumentale composta da falci placcate d’oro che, montate radialmente su quattro livelli sovrapposti, creano una grande forma circolare di 2 metri e mezzo di diametro che evoca il Sole e i suoi raggi. L’opera racchiude diverse simbologie che rimandano al sacro, al divino e, nel contempo, al lavoro nei campi, ai riti, alla magia.

In Triennale Milano, l’opera viene installata esternamente, sul lato accanto alla facciata d’ingresso, permettendo ai visitatori di fruire liberamente dell’interazione con la luce e con l’ambiente circostante. Al MAXXI, Falena è stata esposta su una delle pareti di cemento della grande lobby del museo, con ingresso libero, catturando lo sguardo dei visitatori con le sue lame di luce.

Afferma Damiano Gullì, Curatore per Arte contemporanea e Public Program di Triennale Milano: “Con Falena Nico Vascellari introduce una riflessione sull’uomo, il suo lavoro e le forze trasformative della natura. L’oggetto-falce, già desemantizzato e risemantizzato da artisti quali Andy Warhol, Franco Angeli ed Enzo Mari, qui dissociata dal martello, mantiene una dimensione comunque politica per aprirsi a immaginari ancestrali nel recupero di un più profondo elemento magico primario. Siamo felici che
quest’opera, grazie all’artista e gloTM for art, entri nella collezione di Triennale Milano e che questa occasione sia generativa di una nuova collaborazione con una istituzione a noi molto vicina come il MAXXI”.

Dice Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MAXXI Arte: “Ci fa molto piacere accogliere al MAXXI una nuova opera di Nico Vascellari, artista già presente nelle nostre collezioni con altri importanti lavori, a partire da Revenge con cui nel 2007 vinse il Premio per la Giovane Arte Italiana. Siamo grati all’artista per la generosità di questa donazione e a gloTM for art per il prezioso sotegno all’arte contemporanea. E siamo felici di rinnovare, insieme a Triennale Milano, la proficua collaborazione tra istituzioni pubbliche e  aziende private”.

La diffusione della cultura è alla base del progetto itinerante gloTM for art, una iniziativa voluta dal brand, che ne ha affidato la direzione artistica a Cristiano Seganfreddo, per promuovere sul territorio italiano il lavoro di artisti contemporanei, favorendo un processo di democratizzazione dell’esperienza artistica.

“Con il progetto artistico gloTM for art abbiamo sostenuto la creazione di Falena di Nico Vascellari, e siamo oggi molto contenti che l’opera entri in Triennale Milano e al MAXXI. gloTM for art nasce per restituire al territorio italiano un valore sociale e culturale. Siamo molto orgogliosi di poter collaborare con due tra le maggiori realtà museali del nostro paese ed arricchire così le loro collezioni con un’opera d’arte
contemporanea di uno degli artisti più amati dal pubblico” commenta Antonino Grosso, Head of Brand&Activation di BAT Italia. “gloTM, attraverso il progetto gloTM for art, vuole esprimere concretamente il suo impegno di mecenate, assumendo un ruolo chiave nel supportare l’arte in tutte le sue forme e promuovendo uno scambio continuo con la comunità, in sintonia con la filosofia della marca che invita sempre a sperimentare la curiosità verso il bello e verso gli altri”.