Lo Juventus Stadium ospita l’anticipo serale tra la Juventus capoclassifica ed il Chievo, i bianconeri, tornati galvanizzati da Londra, dove, sotto 2-0, sono riusciti ad impattare, per la prima volta ricorrono ad un robusto turn over, giocano infatti dal 1′ minuto Isla, Lucio, Pogba e Quagliarella, veneti in formazione tipo.
Il Chievo si presenta con un’inconsueta maglia gialloverde ed un atteggiamento coraggioso che dura 3 minuti quanti ne servono a Jokic per calciare da fuori verso Buffon che para facilmente , poi solo Juve.
I veneti si arroccano a ridosso della propria area e non riescono praticamente più a ripartire, la Juventus, diversa negli uomini , ma identica nello spirito e nella filosofia di gioco, ma soprattutto nella voglia di riconquistare palla e cercare subito la profondità con i puntuali inserimenti dei centrocampisti colleziona palle gol una dopo l’altra.
Inizia Quagliarella che prima devia di testa a centro area per una facile presa alta di Sorrentino, poi liberato da Giaccherini calcia a colpo sicuro verso la porta dove con una mano si salva miracolosamente Sorrentino.
Il Chievo non riesce a riproporsi e la Juve continua a menare le danze, tira a lato Vucinic, imitato da poco dopo da Giaccherini che, servito da Quagliarella, gira di prima costringendo ancora Sorrentino alla parata miracolosa.
Dopo un tentativo del Chievo con un elaborato schema su punizione che non riesce d’un soffio, è ancora Asamoah a chiamare alla difficile respinta Sorrentino, poi viene annullato un gol per giusto off side di Vucinic, infine ci prova ancora da fuori Marchisio non trovando lo specchio della porta per pochissimo.
La ripresa comincia con una Juve un po’ più molle e ne deriva una certa confusione ed un po’ più di respiro per i veneti, ma al 5′ in area un errore di controllo offre una palla d’oro a Isla che calcia sull’esterno della rete, sarà l’ultima sua giocata, lascerà dopo un minuto il campo per Vidal.
La retroguardia clivense è però in vena di imprecisioni e sull’ennesimo erroreancora Giaccherini mette una palla splendida su cui arriva in ritardo d’un soffio Quagliarella.
Clamorosa al quarto d’ora sugli sviluppi di un corner la parata di Sorrentino sul colpo di testa ravvicinatissimo di Chiellini, poi sulla ribattuta calcia alto Lucio da due passi, ma la deviazione di un difensore regala un nuovo corner, questa volta è Quagliarella a librarsi in una girata spettacolare delle sue su cui Sorrentino ci mette ancora i pugni , ma non a sufficienza per impedire alla sfera di insaccarsi vicino al palo più lontano, Juve meritatamente in vantaggio.
Al 23′ sull’ennesima uscita sbagliata dei difensori clivensi Quagliarella riceve sfera in area, si libera di classe d’un difensore e trafigge da due passi l’incolpevole Sorrentino, 2-0 e terzo gol in 3 giorni per il bomber napoletano.
Il Chievo si scuote, giusto per onor di firma, e crea un paio di mischie in area bianconera, c’è spazio anche per l’esordio di Bendtner che sostituisce il match winner Quagliarella, che lascia il campo sommerso dagli applausi.
Nel finale c’è ancora spazio per Vucinic che prima costringe Sorrentino a respingere a pugni chiusi, poi calcia a lato, infine incrocia spedendo la sfera a fare la barba al palo più lontano.
Vince con pieno merito una Juve devastante che gioca al gatto con il topo con un Chievo remissivo e poco combattivo, rinunciatario e disattento, ben lontano dai suoi standard e dalle sue qualità .
I bianconeri si dimostrano in gran forma, con tutti i meccanismi perfettamente oleati, ma soprattutto suggerendo l’idea di un collettivo che rema tutto nella stessa direzione, senza tentennamenti e soprattutto con uomini intercambiabili a dimostrare che è l’idea di gioco quella che vince più degli interpreti stessi.
I migliori: nella Juventus Quagliarella e Bonucci, nel Chievo Sorrentino e Cesar.
giuseppe floriano bonanno








