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Una bussola per uscire dall’impasse AMT

SEL Genova ritiene che il trasporto pubblico non possa essere considerato un servizio come gli altri, perché strategico per lo sviluppo di un modello urbano sostenibile attento sia alle esigenze della cittadinanza che a quelle dell’economia turistica. Rappresenta il diritto alla mobilità che oggi rischia di essere seriamente compromesso, andando a colpire sia i cittadini che risiedono nelle delegazioni periferiche o in collina, sia le “fasce deboli” della popolazione, per le quali il trasporto pubblico è spesso l’unica possibilità di movimento.

Da questa situazione è possibile uscire solo ritrovando un orientamento in sintonia con i valori di fondo che hanno ispirato l’intera campagna elettorale di Marco Doria.

Per salvare l’azienda è necessario aumentare significativamente l’efficienza e la qualità del servizio.

Sel Genova propone la realizzazione di vere corsie preferenziali lungo tutte le principali direttrici di traffico, che vadano oltre il pasticciato insieme di isolati tronconi che sono gli attuali assi protetti. Ricordiamo che l’aumento di un chilometro all’ora della velocità media equivale ad un recupero di 4 milioni di euro all’anno.

Sarebbe inoltre consigliabile procedere ad una ricapitalizzazione dell’azienda attraverso il conferimento di beni immobili come il nuovo deposito della Metropolitana di Principe. Lo sviluppo dell’intermodalità va perseguito anche con l’armonizzazione degli orari del servizio a quelli dei treni a percorrenza urbana, da ciò potrebbe scaturire un incremento della vendita del biglietto integrato AMT-FS. Va migliorata la politica commerciale, creando abbonamenti per linea, giorno della settimana, fascia oraria, bacino di utenza, target di riferimento… per rendere più appetibile il servizio e ottenere un significativo anticipo di risorse. Andrebbero reinternalizzate alcune fasi di lavoro (manovre e pulizie) il cui appalto grava per ben 5 milioni di euro all’anno sul bilancio aziendale, avendo però cura di salvaguardare il posto di lavoro degli attuali occupati, conseguendo così significativi risparmi sui costi. Per fare fronte al cronico sottofinanziamento del TPL sarebbe utile creare un flusso di risorse dedicato al sostegno del trasporto pubblico. In questo senso si potrebbe pensare di destinare una percentuale stabilita degli introiti delle multe al TPL e dedicare una parte del gettito derivante dall’imposizione locale allo stesso fine. In aggiunta, la Regione potrebbe indirizzare una quota dei Fondi FAS alla mobilità urbana.

Tutti questi interventi hanno carattere emergenziale, ma nel prossimo futuro sarà necessario:

·      Riprendere una politica d’investimenti

·      Confermare il controllo pubblico dell’azienda da parte del comune di Genova

·      Completare la riforma dei bacini d’utenza attualmente in discussione in Regione

Con la riforma delle autonomie locali, che vedrà la nascita dell’area metropolitana genovese, ci sarà la possibile sovrapposizione delle competenze di AMT e ATP: dovrà essere occasione per migliorare e integrare il TPL.

Sul rispetto di queste linee SEL Genova si impegna a sostenere attivamente il Sindaco Marco Doria e ritiene che questa sia una grande occasione per uscire dalla logica delle privatizzazioni come panacea per tutti i mali del pubblico.