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Una Petizione dal Comitato per gli Immigrati a sostegno del Parroco ribelle

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Il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” sta lanciando una Petizione a sostegno del Parroco di Bonassola e Framura nel Levante Ligure Don Giulio Mignani, dopo che è stato pesantemente ripreso e minacciato di eventuali provvedimenti dalla Curia della Spezia-Sarzana-Brugnato per essersi rifiutato di benedire le palme come forma di protesta contro il documento della Congregazione per la dottrina della fede che vieta la benedizione delle unioni di coppie omosessuali.

«Don Giulio ha già spiegato che crede in una Chiesa profetica e capace di cambiare non perché trascinata dagli eventi della storia, come avvenuto in passato, ma capace di dire che l’amore omosessuale non è peccato» – precisa Aleksandra Matikj, Presidentessa del Comitato – «Come coloro che lottano da anni a difesa dei Diritti Umani in Italia, vogliamo esprimergli il nostro pieno Sostegno con questa Petizione, la quale non soltanto darebbe un supporto morale a Don Giulio ma impedirebbe alla Curia di poterlo spostare dalla Chiesa dove attualmente adopera. Crediamo che questo gesto, di tutti noi uniti INSIEME, possa essere il minimo per la giusta Ribellione di chi, anziché isolare dalla nostra società, unisce le Persone che si amano, sostenendo così anche, e lo si voglia ricordare, quella che è la Costituzione italiana.»

La Petizione è accessibile a tutti, in poche ore ha raccolto oltre 300 firme…

si può firmare cliccando sul seguente link:

https://www.change.org/p/curia-della-spezia-sarzana-brugnato-nessuno-tocchi-don-giulio-mignani-che-vuole-benedire-gli-omosessuali

Intanto per il giorno 15 aprile 2021, presso il Tribunale di Genova, davanti al giudice Massimo Todella e al Pm Patrizia Petruzziello, si terrà l’udienza che vede processato il consigliere leghista della Regione Liguria, Giovanni De Paoli, per aver detto a margine di una seduta della commissione regionale sulla famiglia “Se avessi un figlio gay lo brucerei in un forno.” Si tratta del primo caso giudiziario in Italia contro l’omofobia, denunciato dal Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione.

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