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Una Piazza per Roberto Carmarino, educatore di sport e di vita

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Carmarino

Un nuovo spazio urbano per ricordare la figura di un grande educatore e dirigente sportivo. Sabato 4 dicembre, alle ore 11, Piazzale Roberto Carmarino verrà inaugurato alla presenza di molti ex allievi del mitico “prof”, in collaborazione con Stelle nello Sport e con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni.

Istituito nell’area di parcheggio adiacente a Via Pisoni, futura fermata della metro genovese, Piazzale Carmarino è posto a breve distanza dalla stessa palestra in cui il professore genovese, scomparso nel 1997, ha speso una vita come insegnante e come dirigente sportivo.

Convinto assertore del valore educativo e sociale dello sport, e della pallavolo in particolare, dai primi anni Sessanta in poi, Carmarino ha fatto crescere atlete e atleti, allenatori, dirigenti sportivi e arbitri che in buona parte hanno calcato le scene del volley nazionale, in alcuni casi vestendo anche la maglia azzurra. Nella “sua” palestra, in collaborazione con l’indimenticabile Gian Luigi Corti, si sono formati i nuclei del Gargano e del VBC Genova, storiche società di vertice genovesi. E successivamente, sempre qui il rilancio del settore giovanile e agonistico ha preso corpo con la nascita dell’Amatori Volley Rivarolo, di cui è stato fondatore e presidente.

L’opera svolta da Roberto Carmarino va tuttavia ricordata ben oltre l’ambito sportivo. A lui viene infatti riconosciuto un generoso ruolo che ha assicurato importanti e diffusi risultati nel campo della formazione umana e sociale di moltissimi giovani. Quegli stessi giovani di allora che, grazie anche all’impegno del consigliere comunale Claudio Villa, possono oggi onorare il loro mentore legandone il nome a un luogo della sua Rivarolo.

Interverranno all’inaugurazione le massime autorità sportive e istituzionali, al fianco del Comitato promotore che sarà rappresentato da Roberto Sbrillo, Roberto Scanarotti, Eleonora Bedocchi e Gian Luigi Ivaldi.

Con i giovani e per i giovani

Il ricordo di Roberto Carmarino, educatore di sport e di vita,
firmato da un gruppo di suoi ex allievi

Nella memoria collettiva del quartiere di Rivarolo, e di buona parte della Valpolcevera, la figura del professor Roberto Carmarino è ricordata con affetto e riconoscenza dalle molte persone che hanno avuto la possibilità di raccogliere il frutto dei suoi insegnamenti e del suo impegno rivolto ai giovani.

Insegnante di educazione fisica e dirigente sportivo, dalla metà degli anni Cinquanta, per oltre quarant’anni, Carmarino è stato prima di tutto un carismatico educatore che ha saputo riconoscere e valorizzare lo sport della pallavolo come efficace strumento pedagogico e sociale.

Nato nel 1922 a Rivarolo, nel quartiere di Certosa, Carmarino ha insegnato per quasi tutta la sua vita nell’odierna scuola media “Ugo Foscolo”, dove una targa ricorda oggi il ruolo da lui svolto. Un incidente in palestra, all’inizio della sua carriera lo aveva condannato a muoversi con l’aiuto del bastone: il generoso gesto che aveva compiuto per afferrare un ragazzo scivolato dall’alto di una pertica si era risolto in quel grave e irrimediabile danno fisico che lo accompagnò per tutta la vita. Carmarino non rinunciò tuttavia a proseguire con l’insegnamento, ma al contrario elevò il bastone con cui si sorreggeva a indiscusso simbolo della sua autorevole e dignitosa figura, amata e rispettata da intere generazioni di ragazzi.

Mettendo in atto i principi educativi in cui credeva, tesi a creare “spirito di squadra” prima ancora che “squadre” da schierare in campo, Roberto Carmarino nel tempo ha eletto a luogo ambìto per i giovani l’ormai storica palestra che aveva trasformato in una seconda casa, tenendola aperta sino a tarda sera per gli allenamenti delle squadre che via via riusciva a formare. Ma al di là degli indiscussi risultati raggiunti in campo sportivo, quello spazio in cui echeggiavano i colpi delle schiacciate non tardò ad assumere il ruolo di un laico oratorio in cui ai giovani si offriva l’opportunità di crescere in modo sano e formativo.

L’opera svolta da Carmarino, come oggi si continua a ricordare e a riconoscere, si è tradotta in un complessivo progetto educativo dedicato alle periferie e alle famiglie: Rivarolo, Certosa, Fegino, Teglia, Trasta, Garbo, Begato, Bolzaneto, Cornigliano sono stati i luoghi in cui si è diffuso il benefico contagio di quell’implicito messaggio. Senza contare i richiami esercitati su altri quartieri cittadini dai quali altri giovani si muovevano chiedendo di entrare a far parte di quel seducente mondo.

Lo sport genovese, quello cosiddetto “minore”, deve molto a Roberto Carmarino. Dalla palestra di piazza Pallavicini sono usciti negli anni autentici campioni e campionesse del volley forgiati nei vivai che instancabilmente il professore ha continuato ad attivare e curare nel corso della sua carriera. Attraverso la pallavolo, Carmarino ha costruito una memorabile e trasversale realtà comunitaria testimoniata ancora oggi da quanti hanno avuto modo di frequentare la sua scuola di sport e di vita. Priva di contatto fisico con l’avversario, e dotata di una simbologia che trova il proprio centro nell’immagine della rete, la pallavolo per Carmarino era metafora e simbolo della collaborazione e del rispetto: di se stessi, dei compagni, delle decisioni arbitrali e dell’avversario.

Alle indubbie qualità di talent-scout, Carmarino ha affiancato anche quelle di sagace dirigente sportivo, capace di superare la visione localistica per intessere accordi di collaborazione finalizzati a garantire sempre le opportunità di crescita umana e sportiva dei suoi allievi. Molti giovani che hanno frequentato la palestra di Rivarolo hanno poi proseguito giocando a pallavolo in ogni categoria, alcuni vestendo anche la maglia azzurra, o formandosi come allenatori, arbitri o dirigenti sportivi. CSI Volley, Italsider, Gargano, VBC Genova, Amatori Volley sono alcuni dei nomi delle più importanti società che si sono affacciate nel panorama agonistico nazionale partendo da Piazza Pallavicini. Da dove sono partite anche formazioni giovanili che si sono distinte in campo nazionale: quella delle ragazzine che nel 1969 si aggiudicarono l’argento ai Giochi della Gioventù, e quella dei ragazzi che l’anno successivo conquistarono lo scudetto tricolore nel campionato nazionale “allievi”. Oggi il senso della sua esperienza è tenuto vivo dalla società Amatori Volley, in campo femminile, di cui è stato fondatore e presidente.

Anticipando il messaggio con cui Renzo Piano alcuni anni fa ha esortato la società civile a impegnarsi nel “rammendo delle periferie”, Roberto Carmarino, con determinazione e amore per i giovani, ha realizzato un progetto educativo di ampio respiro sociale al servizio delle famiglie e della comunità. Attraverso la sua ostinata dedizione, il Professore col bastone ha costruito dei ponti per la vita delle innumerevoli persone, oggi adulte, che lo ricordano con affetto.

Dopo il ritiro dalle scene, Carmarino è scomparso nel 1997. Ricordare il suo esempio con il dovuto onore non è solo un omaggio alla persona, ma è anche dare valore alla memoria e alla storia di tutti noi.

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