
Esperienza al potere, con uno scudetto nel motore.
Vito Insalata vuole vincere e sa come si fa. Il 38enne barese, nato a Putignano, porta in dote quello straordinario tricolore vinto a Piacenza, nel 2008-2009 in un organico che aveva in Zlatanov e Meoni non solo due compagni di squadra, ma soprattutto due esempi.
“Se penso a quel titolo – attacca Insalata – mi viene in mente Marco Meoni che il pomeriggio successivo alle gare play-off arrivava in palestra prima di tutti gli altri e cominciava a palleggiare da solo. Oppure Hristo Zlatanov, uno che non molla mai dal primo all’ultimo minuto, che sia in allenamento o in partita: mi riconosco molto in lui”.
Grinta, tenacia e spirito di sacrificio ovvero tre componenti che il centrale – che arriva da Carpi – vuole trasmettere anche ai suoi nuovi compagni dall’alto di un iter che parla da solo (4 stagioni in A1 tra Montichiari e Piacenza, ben 12 in A2 tra Castellana Grotte, Lamezia, Vibo Valentia e Milano). Ecco dunque che l’Olimpia ha trovato il suo leader, fuori e dentro il campo: “Essere un trascinatore – continua Insalata – è sempre stata una mia dote, a maggior ragione qui cercherò di diventare un punto di riferimento per i giovani ai quali voglio trasmettere la cultura del lavoro, vale a dire l’unica ricetta per arrivare al successo. Mi ritengo una persona molto diretta, che nel percorso ha cercato di carpire a tutti i grandi campioni anche la minima sfumatura e adesso spero che la mia esperienza possa contribuire a far crescere questi ragazzi”.
La chiusura è dedicata alla Caloni Agnelli: “Conoscevo Matteo Pesenti – sottolinea – seppur da avversario. Sono rimasto sbalordito per l’organizzazione che ho trovato e per un progetto importante che su fa fatica a trovare non solo in B1 ma anche in categorie superiori: la scelta quindi è stata semplicissima. Ritrovo Blasi, con cui ho giocato a Milano e mi fa molto piacere perché è un altro di quelli che dà sempre il massimo, proprio come me”.







