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VESTIRE LA TUA PELLE

VESTIRE LA TUA PELLE 4

VESTIRE LA TUA PELLE  4

VESTIRE LA TUA PELLE

 con Simona Fasano

Susanna Gozzetti

Cosetta Graffione

Emanuela Rolla

Lidia Treccani

in video e voce fuori campo  Aldo Ottobrino

musiche Edmondo Romano

coreografia Giovanni Di Cicco

costumi Claudia Chiodi e Valentina Ciancio

drammaturgia e regia   Compagnia Teatro Nudo

sabato 24 gennaio ore 20.30

domenica 25 gennaio 18.30

Cantiere Campana – TEATRO DELLA TOSSE

Produzione:  Compagnia Teatro Nudo

Regione Liguria – Assessorato alla Cultura

Comune di Genova – Dipartimento Cultura

Fondazione per la Cultura di Genova

La scintilla di questo spettacolo è quella di portare alla luce la testimonianza di alcune donne che hanno vissuto l’Olocausto.

Spesso si è ritenuto poco attendibile la memoria femminile…

Da questo desiderio nasce lo studio del libro ‘Le donne e l’Olocausto’ di Lucille Eichengreen  superstite del ghetto di Lodz e dei campi di concentramento nazisti di Auschwitz, Neuengamme e Bergen-Belsen e della poesia ‘Vestire la tua pelle’ di Charlotte Delbo prigioniera politica ad Aushwitz.

Inoltre si è deciso di approfondire ‘lo spaccato femminile del Terzo Reich’ rispolverando gli stereotipi femminili incarnati dalle più famose attrici del Cinema di Propaganda: Lida Baarova l’amante, Renate Muller la segretaria perfetta, Kristina Soderbaum la tedesca ingenua, Marika Rokk la pin up, Zara Leander la femme fatale…

Lo spettacolo si apre con un prologo dedicato alla mente di Hitler (i concetti del suo pensiero tratte dalle conversazioni a tavola di Hitler): un attore in una sorta di podio parla e dopo il comizio si siede in platea per godersi lo spettacolo delle sue ‘idee divenute realtà’.

Un coro di  donne racconta  6 storie di donne dove per ogni quadro c’è una protagonista ed il coro di donne che a seconda della scena collabora o lavora contro le parole della testimonianza messa in scena…

e in controcanto le storie di 6 Dive del cinema del Terzo Reich…

Si è deciso di usare il corpo in maniera molto surreale e grottesca per enfatizzare lo stereotipo che le attrici devono incarnare per la propaganda, stereotipo che quasi si ‘fissa’ anche nella loro vita privata…

Lo spettacolo si conclude con un epilogo: il coro delle donne canta la canzone ‘Vestire la tua pelle’  di Edmondo Romano (tratta dalla poesia della sopravvissuta Charlotte Delbo) e danza una coreografia di Giovanni Di Cicco dedicata a quelle parole.

In più c’è stato un magnifico incontro tra artisti che insieme hanno firmato la regia, generosamente donando le proprie competenze tecniche e di sensibilità creativa.

Link Spot:

http://youtu.be/Fp73kOqN6Js