Dopo anni di ricerche e di continua evoluzione tecnologica, l’intelligenza emotiva sta per entrare nel mondo dei videogiochi.
Questa funzione, che dalla realtà sta per essere innestata all’interno del più venduto titolo di competizione calcistica, doterà ogni calciatore di un proprio carattere e, in base a centinaia di variabili, potrà manifestare sentimenti, umori e atteggiamenti diversi a seconda della situazione di gioco in cui si verrà a trovare. Ricalcando anche i lati negativi della realtà, verranno implementate anche reazioni ingiustificate e poco sportive come zuffe e battibecchi con l’arbitro, alla stregua delle famose “balotellate” e “cassanate”.
L’esperto psichiatra Michele Cucchi, Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano e autore del libro “Vincere l’ansia con l’intelligenza emotiva”, analizza questa innovazione e mette in allarme i genitori dei ragazzi, che potrebbero essere condizionati da alcuni comportamenti scorretti derivanti da modelli non proprio educativi: “L’inserimento dell’intelligenza emotiva nei videogiochi, pur essendo un’importante possibilità di allenamento per la propria sfera emozionale, rappresenta anche un rischio per i giovani sprovvisti di un corretto approccio. Una sensibilità poco allenata potrebbe lasciare spazio a gesti eclatanti visti nel videogame, con la concreta possibilità che questi vengano amplificati e traslati dalla sfera virtuale a quella della quotidianità; si attuerà così la naturale spettacolarizzazione di alcune incompetenze emotive, che dovrebbero essere riprese in modo costruttivo. Chiunque di noi può cadere nelle trappole del cervello emotivo: allenarci, anche in questo caso, è fondamentale”.
Non esistono però solo aspetti negativi: “I ragazzi e le persone che giocheranno a questo genere di videogame potranno beneficiare anche di un effetto positivo. La competenza nel comprendere la ‘Teoria della Mente’, ovvero la comprensione di ciò che pensa una persona in una data situazione – prosegue Michele Cucchi – potrà essere allenata da ognuno di noi, grazie all’associazione del particolare comportamento emotivo con il dato protagonista del campo verde. Questo, di conseguenza, indurrà una maggiore preparazione su questa importante competenza emotiva”.
“Sono numerosi i videogiochi creati appositamente per allenare l’intelligenza emotiva – conclude l’esperto psichiatra – Nel futuro ci sarà sempre più spazio per esercitare l’emotività del proprio cervello, soprattutto sotto forma di divertimento e di passatempo. Questo aspetto è da considerarsi primario, visto che il sistema emotivo di tutti noi, esattamente come il corpo, il fitness cardiocircolatorio, la forza fisica e la resistenza possono e dovrebbero essere allenati. Nessuno nasce preparato per affrontare l’intero spettro delle emozioni di cui dispone; trovare uno spazio anche nei videogiochi quindi mi sembra davvero utile. Sarebbe bello se questa tecnologia prevedesse che la ‘gestione emotiva’ dei propri giocatori da parte del player, che potrebbe diventare una sorta di ‘mental coach’ e tentare di influenzare il risultato attraverso la psiche, proprio come accade nella realtà”.






