Il Museo dello Sport, che aprirà il prossimo novembre all’interno dello Stadio Olimpico di Torino, è stato presentato oggi, 20 settembre, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la Sala Colonne di Palazzo Civico a Torino.
Alla conferenza stampa sono intervenuti l’Assessore allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Torino Stefano Gallo, il Presidente del Museo dello Sport Onorato Arisi e il Direttore Artistico Vittorio Comi. Sabrina Gandolfi, giornalista di Rai Sport e conduttrice di Sabato Sprint, ne è stata la moderatrice.
In Sala c’erano anche diversi Campioni, che saranno tra i protagonisti del museo, e chi con questi Campioni ha vissuto: Stefania Belmondo (sci di fondo), Bonaria Loi (figlia di Duilio, pugilato), Livio Berruti (atletica), Maurizio Damilano (atletica), Franco Balmamion (ciclismo), Italo Zilioli (ciclismo), Angelo Mazzoni (scherma), Mauro Berruto (pallavolo), Sergio Consolini (figlio di Aldolfo, lancio del disco) e Stefano Lopopolo (figlio di Sandro, pugilato).
Pensato e voluto dalla società Autentico Sport S.r.l., che sta lavorando all’idea da un paio di anni, il progetto Museo dello Sport è stato accolto con entusiasmo dalla Città di Torino e, in particolare, dall’Assessore allo Sport e Tempo Libero, Stefano Gallo che sottolinea come “Nei ricordi di ogni appassionato e praticante di sport ci sono eventi che sono fissati in modo indelebile nella memoria di ognuno sin dall’infanzia. L’idea che a Torino nascesse quindi un Museo dedicato allo sport, primo in Italia a raccogliere un numero considerevole di testimonianze che hanno fatto la storia di molte discipline sportive ed hanno reso “immortali†i grandi campioni italiani e internazionali, mi ha trovato immediatamente d’accordo. Un plauso va ad Onorato Arisi per la passione e l’impegno messi in tanti anni di paziente ricerca e raccolta che so esser stata guidata da una sincera passione per lo sport in ogni sua forma e declinazione; per le storie grandi e piccole e per l’entusiasmo che il gesto sportivo deve e dovrebbe sempre suscitare. Un museo come questo, tra l’altro ospitato in uno dei luoghi di sport più importanti della Città , lo Stadio Olimpico, va ad aggiungersi alla già notevolissima e nutrita offerta museale cittadina in un momento in cui ho fortemente voluto riportare lo sport al centro dell’attenzione generale anche attraverso la candidatura di Torino a Capitale Europea dello Sport per il 2015. Candidatura che naturalmente speriamo di vincere e di cui sapremo l’esito ai primi di novembre. E proprio in quello stesso periodo inaugureremo il Museo dello Sport di Torino, a dimostrazione che, al di là del verdetto sull’assegnazione del titolo, Torino è già e continuerà ad essere Città di Sport.â€
Primo e unico museo in Italia dedicato allo Sport, sarà declinato in tutte le discipline sportive rappresentate dai Campioni nazionali e internazionali immortalati nei loro migliori gesti atletici. L’esposizione permanente dedicata al variegato mondo dello sport sarà una delle poche al mondo che verrà allestita in uno stadio. Cinquanta medaglie olimpiche, più di cento titoli mondiali, centinaia di titoli europei e migliaia di vittorie degli azzurri, oltreché le più importanti competizioni internazionali per oltre duecento atleti in rappresentanza di venti sport: questo è il primo bagaglio culturale, nato dalla collezione privata di Onorato Arisi, che il Museo offrirà al pubblico, ma che è stato pensato per aprire le porte a nuovi Campioni e alle future imprese sportive.
«Questo museo è il sogno che si realizza – dichiara Arisi -. Non a caso il claim della campagna di comunicazione è “Vietato calpestare i sogniâ€. Dopo il museo dedicato a Inter e Milan, all’interno dello Stadio San Siro, volevo dare vita al tempio dello sport, di tutti gli sport, perché grandi campioni che ci hanno regalato grandi emozioni non fossero dimenticati dopo il breve periodo dei titoloni in prima pagina. Entrando nelle sale del museo ricorderemo o faremo scoprire a chi non vi ha assistito, rivivendole attraverso cimeli, fotografie, video e tante sorprese, quelle imprese.»
«Il logo del museo – prosegue Arisi – vuole essere il nostro grazie alla Città di Torino e alla sua predisposizione naturale per lo sport: la fiaccola olimpica, che domina, quasi proteggendolo, lo Stadio Olimpico, e le corsie della pista di atletica, che potrebbero però essere anche gli spalti di questo impianto che fin dalla sua nascita è stato pensato per tutte le discipline sportive. Il Museo dello Sport non poteva sperare di avere una casa più bella e ideale di questa.»
Grazie alla mostra permanente e a quelle temporanee di “memorabilia†chi visiterà il Museo vivrà un’Olimpiade senza tempo, fatta di storie ed emozioni che riguarderanno tutti gli sport, anche quelli che ai Giochi non ci sono ancora arrivati e che forse non ci arriveranno mai: dalle sfide di Coppi, Bartali e Moser ai pugni di Muhammad Alì, dai colpi sui green di tutto il mondo di Francesco ed Edoardo Molinari alle corse di Ayrton Senna e Marco Simoncelli, ma anche di Alberto Cova e Livio Berruti, alle Coppe del Mondo del pallone che si sono colorate di azzurro…
«La logica che mi ha guidato nella sua realizzazione artistica – spiega Vittorio Comi – non è stata né storiografica né cronologica, ma esclusivamente emozionale. Non mi è stato difficile scegliere i contenuti partendo da una collezione così ampia. Saranno rappresentati tutti gli sport e mi piacerebbe che ciascun visitatore potesse trovare la sua musa ispiratrice: per emozionarsi, per ricordare, per prenderla ad esempio… » «Abbiamo guardato anche al territorio – continua Comi -, creando spazi per quanto Torino, in termini di Campioni, vittorie e manifestazioni, ha saputo regalare negli anni. Questo museo vuole proporsi come punto di riferimento per tutte le discipline sportive.
Si propone anche come museo interattivo, un museo work in progress. La prima interattività riguarda i dischi: centinaia di dischi cantati o dedicati ad atleti, squadre… Potevamo semplicemente esporli, abbiamo voluto fare di più. Abbiamo creato un juke-box moderno. Così si potranno ascoltare, ad esempio, Paolo Rossi, Pelè, Eddy Merckx, George Best, Boris Becker, Alì, e le colonne sonore dei più grandi film a tema sportivo.»
All’interno del Museo, grazie alla collaborazione dei volontari già impegnati nelle Olimpiadi invernali 2006, verrà aperto il primo punto Info Sport della città , presso cui si potranno avere notizie su tutti gli appuntamenti sportivi in programma a Torino.
Il Museo dello Sport nello stadio Olimpico sarà aperto tutti i giorni. Il pubblico potrà così, dopo aver visitato l’esposizione permanente dedicata ai Campioni sportivi, essere guidato in un tour dello stadio per vedere da vicino il bordocampo, le panchine, gli spogliatoi e la tribuna stampa.






