Ha vinto lui, Valentino Rossi, come era giusto che fosse. Ma non perché noi siamo italiani ed è bene che si vinca anche noi, soprattutto contro i piloti spagnoli. Ma perché ha vinto Rossi nonostante una carenata all’ultima curva tra lui e Marquez, una sfida nella sfida risoltasi solo negli ultimi 250 metri e dopo una battaglia durata 26 giri fatti di adrenalina pura: una gara che non sembrava mai avere fine: prima Rossi davanti, poi Marquez con Rossi a tallonarlo.
Quindi altri allunghi, in una specie di elastico, con i due che in pochissimi giri hanno ben presto salutato Lorenzo, incapace di tenere il ritmo, e di vedere sparire all’orizzonte le Ducati, anche loro alle prese con problemi di tenuta e addirittura con un Dovizioso che con gomme morbide si è praticamente staccato quasi subito per chiudere desolatamente 12°.
Assen ci ha restituito il Valentino dei giorni migliori: avvicinato da Lorenzo, che con 4 vittorie sembrava avergli messo il sale sulla coda, il Dottore ha ripreso a volare come sa fare solo lui: davanti al giovedì, davanti al venerdì, tempi sul giro e sul passo incredibili (tranne che stamane nel warm up) e meritatissima vittoria che lo porta di nuovo avanti di 10 punti. Per carità, non sono molti, siamo a un terzo del mondiale e qualsiasi risultato è possibile.
Ma è cosa bella assai aver riallungato il passo sul compagno-rivale, anche perché oggi abbiamo avuto la sensazione che la Honda stia di nuovo spingendo forte, con un Marquez che tornato all’antico con il telaio 2014 e di nuovo veloce. Il distacco è enorme, ma non ce la sentiamo di dare la Casa di Tokyo fuori dai giochi. Tutto può succedere, a cominciare dalla gara in Germania, circuito favorevole sulla carta alla Honda e ancora una volta pista piccola, stretta e con la bellezza di 30 giri da percorrere.
Anche questa volta, come in Catalunya, all’appello è mancata la Ducati: il solo Iannone tiene alta la bandiera di Borgo Panigale, con prestazioni chiaramente al di sopra delle aspettative: bravo e consistente sempre, anche quando la moto non lo asseconda. Per Dovizioso un altro passo indietro: dopo due ritiri 4 punti striminziti non possono certo fargli piacere. Per il momento, comunque, accontentiamoci di quanto passa il convento: la Desmo15 è nuova, ad ogni Gp si scoprono cose nuove e forse difetti nuovi che vanno rimossi con il gran lavoro.
E intanto godiamoci la 111ma vittoria del Dottore in carriera, che lo porta a sole 11 vittorie da Sua Maestà Giacomo Agostini e sospettiamo che Valentino si diverta ancora a correre per infrangere anche questo record mondiale, oltre ovviamente a raggiungere il 10° titolo iridato che di questo passo potrebbe non sfuggirgli giù quest’anno. Dopodiché potrebbe tranquillamente appendere il casco al chiodo e dedicarsi alle sue molteplici attività. Domanda: ma ve lo vedete un Rossi in pantofole? E adesso sotto con la cronaca di una magnifica giornata.
Warm up
Marc Marquez questa mattina si era svegliato con il piglio di chi è deciso a vendere cara la pelle cercando di dare il tutto per tutto. Il campione del mondo aveva girato forte chiudendo in 1’33.747 la propria sessione al primo posto. Giri lanciati con anche qualche rischio di troppo, ma anche messa a punto del cambio di moto in caso di “flag to flag” provato non una, ma due volte. .
Chi era sceso dal letto con il piede sbagliato era stato Pedrosa. Lo spagnolo ha effettuato un cambio moto spegnendo il secondo mezzo in partenza, poi purtroppo è incappato in una caduta alla curva 9, dove ha ricevuto solo una botta al pollice e al medio della mano sinistra, ma senza fratture.
Nervoso e teso anche Lorenzo. Alla prova del cambio moto si è improvvisamente trovato di fronte un tecnico Yamaha, ha sbagliato manovra e scendendo si è arrabbiato di brutto. I due si sono poi chiariti ma il nervosismo resta. Rossi non era stato un fenomeno nel warm up. Per lui secondo tempo a mezzo secondo da Marquez e con un passo gara di poco sopra l’1’34” mentre lo spagnolo ha viaggiato costantemente sulll’1’33”7. Ducati ancora lontano sette decimi.
La gara
Tutto è pronto per la grande festa olandese: il tempo non promette nulla di buono, tutti a scrutare il cielo perché la pioggia tanto minacciata nei giorni scorsi oggi potrebbe materializzarsi all’improvviso. L’unico che non ha problemi è il pubblico: pioggia o vento, sole o grandine, i tifosi olandesi che stanno bivaccando da una settimana lungo il percorso non si fanno problemi e tra una salsiccia e un barbecue e ovviamente vagonate pazzesche di birra, si godono questo weekend in allegria.
Tanto avranno tutta la domenica per smaltire i fumi dell’alcol e presentarsi sobri al lavoro lunedì. Ma sarà anche l’ultima volta, perché dal 2016, per motivi mediatici, gli organizzatori hanno deciso di soprassedere ai problemi religiosi dei molti calvinisti che vivono qui intorno e piegandosi agli interesse di sponsor e media tv si correrà alla domenica. Alla faccia di una tradizione che durava da 67 anni, cioè da quando è nato il motomondiale.
Il via
I piloti si schierano e arrivano le prime novità in fatto di pneumatici. Mentre Honda, Yamaha e Ducati scelgono la gomma più soft all’anteriore, Marquez è l’unico a scegliere la medium. Tutte gomme medie per il posteriore. La scelta è importante e potrebbe costare cara su una pista dove i giri sono tanti, 26, e il circuito è stretto e corto dove superare non è la cosa più semplice del mondi e stressare gli pneumatici è gioco da bambini.
Si spengono i semafori e balza davanti a tutti Valentino che tiene botta e non lascia passare Aleix Espargarò mentre dopo tre curve Marquez è già secondo e dietro Lorenzo incredibilmente sale al 3° posto. Non bene Dovizioso (10°) meglio Iannone 5°. Ma è Lorenzo a stupire per la partenza a razzo.
Al secondo giro Rossi prova a fuggire, ha mezzo secondo su Marquez e Lorenzo, con Pol Espargarò davanti a Iannone. Rossi Marquez e Lorenzo viaggiano sull’1’”33, Iannone diventa 4° e prova a ricucire il distacco dai primi ma non sarà impresa facile
Quarto giro: il T4 di Valerossi è il migliore, riguadagna quanto perde negli altri settori, però Marquez è sempre a lì, a tre decimi, e decisamente si avvicina a Rossi e prova a farsi sentire. Miller e Barberà riescono a prendersi a carenate e a volare per terra, con lo spagnolo che ha la peggio e viene portato in cinica mobile.
Settimo giro: Rossi e Marquez sono attaccati, Lorenzo si allontana ed è addirittura a 1”3 mentre Iannone fa il possibile per non farsi distanziare e dietro Dovizioso sale al 7° posto dietro ai due Espargarò poi si fa sorprendere da Crutchlow che al 9° giro si mette davanti mentre Bradl scivola via e chiude la gara nella ghiaia.
La gara è lunga, mancano 18 giri e capire come andrà a finire tra Rossi e Marquez è un rebus. La fatica di sicuro la fa Valentino, costretto a restare al comando. Marc ogni tanto esce dalla scia, si fa vedere come a dirgli, attento Valentino, io sono sempre qui non ti mollo e ci vediamo alla fine.
Incredibile l’involuzione tecnica di Lorenzo: sprofonda sempre più indietro, adesso è a 3”2 dai primi due e gira su tempi imbarazzanti. Per fortuna sua Iannone è 4° a 5” da lui mentre Dovizioso ha iniziato finalmente a inanellare giri buoni ed è salito 5° e “vede” da vicino Iannone. Ancora più dietro il povero Pedrosa, che risente della caduta nel warm up e non si schioda dall’8° posto.
Siamo al 14° giro: Rossi prova il primo strappo su Marquez, allunga un pelino e porta il suo vantaggio a mezzo secondo il vantaggio per poi riperdere tutto sul traguardo. Insomma, lo spagnolo fa l’elastico, fa riposare le gomme poi si riprende. Il ritmo intanto scende di nuovo sotto l’1’34” per i primi due e dietro Crutchlow sorprende Dovizioso e torna 5°. Sul fondo, per terra, anche Laverty e addio Assen.
Giro 17: singolare l’idea di Valentino di levarsi il tieroff proprio mentre Marquez gli è quasi addosso, un piccolo brivido. Resta il fatto che Marquez non ha nessuna intenzione di passare al comando (mancano 9 giri) e lascia fare il lavoro sporco al campione di Tavullia. Alle loro spalle, Lorenzo è terzo, anonimo, a 6” dai primi ma con un buon margine di altri 6” su Iannone.
Giro 19: compare un cartello per Valentino, cambiare mappatura per lasciare il freno motore più libero.
Giro 20 la prima svolta: Marquez passa al comando e cominciano le congetture: che il box abbia chiesto a Valentino di lasciar passare Marquez e smetterla di fare la lepre? Possibile, sta di fatto che Valerossi continua a tenere bene il passo di Marquez.
Mancano 6 giri alla fine, cominciano i giochetti: ora è Valentino che controlla Marquez ma i tempi si sono alzati in modo incredibile, Lorenzio è a 7” mentre Dovizioso scende ancora, adesso è 8° passato anche da Pol Espargarò e Pedrosa.
A tre giri dalla fine comincia la bagarre: Rossi prende una imbarcata, si allontana un poco ma torna subito sotto, passa Marquez e lo tiene dietro con un fantastico sorpasso esterno!
A due giri dalla fine Rossi ha 444 millesimi di vantaggio ma Marquez non si arrende.
Il Fattaccio
Ultimo giro: Rossi tiene, ha un po’ di margine, pennella le curve , Marquez si avvicina e all’ultima curva succede il pasticcio: Rossi viene attaccato da Marquez, i due si toccano, Rossi tira dritto, taglia chiaramente la curva e vince la gara. La Honda salta sulla sedia e i dirigenti vanno subito in race direction dicendo che Valentino ha comunque ottenuto un significativo vantaggio dalla manovra.
Resta da capire che cosa doveva fare il tavulliese: buttarsi per terra? Cedere il passo? La decisione spetta al direttore di gara e occorrerà attendere un po’ per avere la decisione finale. Dietro, terzo sul podio ma a 13” un anonimo Jorge Lorenzo. Bravo Iannone a chiudere 4° mentre meglio stendere un pietoso velo su Dovizioso, che ha chiuso 12°, battuto anche da Petrucci con una Ducati 2014. La scelta di gomme ha penalizzato il forlivese, senza dubbio, ma ci vorrebbe più serenità in questo frangente.
La sentenza
Livio Suppo torna dalla sede dei direttori di gara e dopo aver visionato i filmati, accetta incondizionatamente il risultato: “Valentino aveva ottenuto un vantaggio, ma le immagini dimostrano che Marquez, nella foga di attaccare, lo tocca e lo costringe ad andare lungo e tagliare il traguardo. Bravi tutti e due e bravo Valentino, che ha vinto meritatamente”. Bel gesto del dirigente Honda, che fa onore a lui, alla Honda e allo sport in generale. E adesso tutti al Sachsenring, per il Gp di Germania con due certezze in più: che Valentino ha 10 punti di vantaggio su Lorenzo e che Marquez è tornato ad essere il campione che tutti conosciamo. Tutti gli altri da rivedere, perché oggi Rossi e Marquez si sono presi il palcoscenico e non hanno voluto comprimari. (Enrico Biondi)
La parola ai piloti
Rossi
“Parliamo dell’ultima curva: la gara l’avete vista tutti e sinceramente non so che cosa avrei dovuto fare. E’ lui che mi ha buttato fuori! Dovevo forse non essere lì, magari due moto dietro. Però purtroppo c’ero. La sicurezza però è che in gara con Marquez, una carenata la prendi comunque e così, come è successa tante altre volte, l’ho presa anche oggi. Forse oggi sarei dovuto sparire, fare come quando giochi con la play station che l’altro è trasparente…Grande gara, la mia: sono partito subito forte, ho fatto un gran passo, distanziavamo Jorge, ma non staccavo Marquez, ci ho provato tante volte e a un certo punto mi sono detto: Ahi, tocca giocarsela all’ultimo giro. Quando è passato lui davanti mi sono accorto che riuscivo a stargli dietro tranquillo e ad andare un pelo di più. Al penultimo giro ho fatto un tempone, l’ho distanziato, lui però mi è tornato sopra ed ha provato a entrare nell’ultima chicane. Troppo tardi, perché io ero già davanti e poi è finita come avete visto”.
Marquez
“Sono contento di essere tornato sul podio, ma devo anche dire che moralmente mi sento di avere vinto io la gara. Penso di aver fatto un ultimo giro molto buono: ero staccato di 4 decimi, mi sono avvicinato, ero dietro di lui e l’ultima curva, dai ragazzi, io l’ho fatta tutta dentro la pista, lui ha tagliato è andato dritto. Ma lui ha tanta esperienza e anche questa volta ho appreso qualcosa in più sul suo comportamento. L’importante per me è essere tornato a combattere per la vittoria. Sapevamo tutti che questa era un circuito Yamaha, ed essere stato con Valentino a lottare sino alla fine non può che farmi piacere. Perché sono stato tanto dietro a Valentino? Semplice, arrivavo da due ko consecutivi e non potevo e non volevo permettermi passi falsi. Calma, mi sono detto, stai calmo. E così ho fatto. La Yamaha? Hanno un bellissimo grip, lì sono fortissimi, noi però abbiamo una staccata migliore. Bella lotta. Comunque nessuno mi toglie dalla testa che, moralmente, oggi ho vinto io”.
Lorenzo
“Il terzo posto non è mai un risultato da buttare. Ho fatto una grande partenza, una grande prima curva e al primo giro ero in terza posizione ma ho capito subito che non potevo tenere il passo di Valentino e Marquez perché perdevo molto in due settori (il 2 e il 4) e per tutto il weekend ho avuto lo stesso problema. Poi, quando è calato il rendimento della gomma davanti, i miei tempi sono saliti ancora di più, ho cercato di fare un ritmo in modo da tenere a bada Iannone che stava arrivando. Sinceramente non mi aspettavo di trovare tutti questi problemi: in quei due settori ho tentato di fare meglio, di guidare in modo diverso. Ci ho provato tante volte, però perdevo anche mezzo secondo. Sicuramente è colpa mia, perché la moto è vincente, come ha dimostrato Valentino. Soni indietro di 10 punti? Ricordatevi che sono stato dietro anche di 29 e ho rimontato. Ora andiamo in Germania, lì non ho mai vinto, vediamo che pneumatici porta la Bridgestone. L’importante è stare calmi e aspettare il mio momento, che so che arriverà. La verità è che Valentino è andato fortissimo, Marc si è ritrovato mentre io, molto onestamente, non ho fatto un grande weekend”.(Enrico Biondi)
Così la gara
|
Pilota |
Team |
Moto |
Tempo |
|
Movistar Yamaha MotoGP |
Yamaha |
40’54.037 |
|
|
Repsol Honda Team |
Honda |
+1.242 |
|
|
Movistar Yamaha MotoGP |
Yamaha |
+14.576 |
|
|
Ducati Team |
Ducati |
+19.109 |
|
|
Monster Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
+24.268 |
|
|
CWM LCR Honda |
Honda |
+24.373 |
|
|
Monster Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
+24.442 |
|
|
Repsol Honda Team |
Honda |
+24.656 |
|
|
Team SUZUKI ECSTAR |
Suzuki |
+26.725 |
|
|
Team SUZUKI ECSTAR |
Suzuki |
+27.238 |
|
|
Octo Pramac Racing |
Ducati |
+29.038 |
|
|
Ducati Team |
Ducati |
+29.418 |
|
|
EG 0,0 Marc VDS |
Honda |
+46.663 |
|
|
Octo Pramac Racing |
Ducati |
+49.305 |
|
|
Athinà Forward Racing |
Yamaha F |
+52.396 |
|
|
Aspar MotoGP Team |
Honda |
+56.005 |
|
|
Aprilia Racing Team Gresini |
Aprilia |
+59.857 |
|
|
Avintia Racing |
Ducati |
+1’14.513 |
|
|
Aprilia Racing Team Gresini |
Aprilia |
1 Giro |
|
|
E-Motion IodaRacing Team |
ART |
3 Giri |
|
|
Aspar MotoGP Team |
Honda |
11 Giri |
|
|
Athinà Forward Racing |
Yamaha F |
21 Giri |
|
|
Avintia Racing |
Ducati |
0 Giro |
|
|
CWM LCR Honda |
Honda |
0 Giro |
Classifica mondiale
|
Pilota |
Nazione |
Punti |
|
ITA |
163 |
|
|
SPA |
153 |
|
|
ITA |
107 |
|
|
SPA |
89 |
|
|
ITA |
87 |
|
|
GBR |
77 |
|
|
GBR |
57 |
|
|
SPA |
56 |
|
|
SPA |
52 |
|
|
SPA |
47 |
|
|
ITA |
44 |
|
|
SPA |
38 |
|
|
GBR |
30 |
|
|
COL |
28 |
|
|
SPA |
16 |
|
|
FRA |
14 |
|
|
SPA |
11 |
|
|
AUS |
11 |
|
|
GER |
9 |
|
|
ITA |
8 |
|
|
USA |
8 |
|
|
IRL |
7 |
|
|
JPN |
5 |
|
|
FRA |
2 |
|
|
RSM |
1 |
Mondiale costruttori
Yamaha 191
Honda 134
Ducati 132
Suzuki 64
Yamaha F. 19
Aprilia 11
Art 1
corsanews.it






